Siria: tre anni di guerra civile

Bansky - Ragazza con palloncino

Bansky – Ragazza con palloncino

 

LiberArt – 20 marzo 2014

 

Aleppo (Siria) – Per più di cinquant’anni nessuna voce di protesta, nessuna divergenza di idee, nessun dissenso erano permessi nel regime fondato su censura e intimidazioni della dinastia al-Assad.
Prima con Hafiz al-Assad, poi con il figlio Bashar. La popolazione siriana è religiosamente ed etnicamente disomogenea e il regime non ha fatto fatica a distruggere gli animi, le convinzioni, i pensieri, le ispirazioni.
Il popolo non integralista guidato dai precetti religiosi cristiani, alawiti, islamici, sunniti o sciiti, che ha provato a uscire dalle righe esprimendo opinioni discordanti a quelle del governo siriano oggi è rinchiuso nelle insalubri prigioni disseminate in territorio siriano o è stato costretto ad abbandonare la propria terra per passare il resto della propria vita in campi profughi fuori dalla Siria. Attualmente la Giordania, il Libano, la Turchia, l’Iraq e l’Egitto sono tra i paesi che accolgono milioni di rifugiati siriani.
Tutto ebbe inizio nel 2011 con le prime rivolte e le prime sommosse civili.
Si respirava da lungo tempo un’aria carica di risentimento.

Scoppiarono una sequenza sterminata di dimostrazioni pubbliche contro il regime di Bashar al-Assad da parte del gruppo salafita Ahrar al-Sham, guidato dal precetto della Shahada.
Ad appoggiare i ribelli islamici, contro il governo siriano, entrarono il fronte Al-Nusra, un gruppo vicino all’ideaologia di Al-Qaeda e i jihadisti iracheni, con il fine ultimo di portare la legge coranica della Shari’ah in territorio siriano.
Si schierano a fianco dei miliziani anche Turchia, Arabia Saudita e Qatar.
Le forze armate siriane reprimono furiosamente le rivolte. Il governo di al-Assad viene supportato dai miliziani libanesi sciiti di Hezbollah, appoggiati dall’Iran, e dalla Russia.

L’Occidente condanna le efferatezze messe in opera dal dittatore ma esclude qualsiasi intervento armato.
Siamo davvero a conoscenza di ciò che sta accadendo giorno dopo giorno in Siria? Si fa fatica a volte a tenere aggiornato il database mentale sugli avvenimenti di un luogo così bello quanto tormentato. Si contano circa 140.000 vittime.
Una guerra che per tre lunghi anni, ha sconvolto le vite di civili che ancora oggi portano sui loro corpi segni di violenza e di barbarie.
In questo paese, crocevia del Medio Oriente, si contano migliaia di persone mutilate a colpi di arma da fuoco, uomini costretti alla sopravvivenza, figli senza genitori, famiglie divise e annientate.
Per anni, durante il regime di Bashar la televisione siriana contava due canali e nel pomeriggio, dopo la scuola, iniziavano i programmi educativi, come quello dello studio della lingua araba.
Per i bambini i momenti di divertimento iniziavano con i cartoni animati dai sottotitoli in arabo e alla fine dei piani di istruzione giocavano liberi nei cortili delle grandi case dallo stile arabeggiante.

 

LiberArt “Siria: tre anni di guerra civile” – di Federica Iezzi

 

 

 

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