GAMBIA. Jammeh sconfitto insiste, vuole un nuovo voto

Nena News Agency – 15/12/2016

Il presidente sconfitto, accusato di gravi violazioni dei diritti umani, parla di gravi irregolarità che avrebbero consentito al suo rivale, Adama Barrow, di vincere con il 4% di margine

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di Federica Iezzi

Roma, 16 dicembre 2016, Nena News – A sorpresa ha vinto l’opposizione nel piccolo stato anglofono dell’Africa Occidentale a maggioranza islamica. Il voto presidenziale del primo dicembre ha spazzato via l’autoritario governo di Yahya Jammeh in piedi dal 1994, quando un colpo di stato militare lo incoronava Presidente. A vincere le elezioni il candidato dell’opposizione Adama Barrow. Basso il margine di vittoria del neoeletto presidente Barrow su Jammeh: solo il 4%.

Perdita scioccante che all’inizio sembrava essere stata accettata dal presidente uscente Jammeh. Dichiarazione ritrattata solo dopo una settimana, contestando sia il processo che l’esito del voto presidenziale. Secondo Jammeh a invalidare le elezioni ci sarebbero state numerose irregolarità. Le ore successive all’annuncio hanno gettato il Paese in una profonda crisi politica interna. Jammeh chiede di tornare alle urne.

Gli Stati Uniti hanno criticato immediatamente la proposta di Jammeh a nuove elezioni, significherebbe ‘rimanere al potere illegittimamente’, ha sottolineato il Dipartimento di Stato in un comunicato.

Human Rights Watch, ECOWAS (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale) e Unione Africana, hanno iniziato le proteste contro ogni tentativo illegale di sovvertire la volontà del popolo del Gambia. “Detenere, torturare e uccidere dissidenti e oppositori politici era abitudine del governo di Jammeh” ricordano a gran voce.

Il ministro degli esteri del Senegal, Mankeur Ndiaye, ha richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, visto che in questo momento il Senegal è uno dei membri non permanenti del Consiglio.

Nel 1981 l’esercito dello stesso Senegal era intervenuto in Gambia per impedire un tentativo di colpo di stato contro l’allora presidente Dawda Jawara. Secondo Jammeh il Senegal avrebbe poi sostenuto un tentativo di colpo di stato contro di lui nel 2006.

La portavoce dell’opposizione Isatou Touray, ha criticato la decisione di Jammeh descrivendola come una ‘violazione della democrazia’.

Alcuni ufficiali militari si sono intanto già schierati con la decisione del Presidente in carica. Dunque fino a gennaio un governo di transizione traghetterà Barrow verso la presidenza e verso la prima finestra democratica dal 1965.

Ciò è in linea con una recente tendenza nella politica africana, dove baroni indipendenti si avventurano sempre più spesso nello spazio politico, a sostegno delle opposizioni.

L’esito del Gambia ripercorre i cambiamenti in atto nel continente africano. Sulla scia di Paesi come Nigeria, Ghana, Tanzania, Namibia, Kenya, Zambia, Capo Verde, Mauritius e Malawi, si continuano a seguire processi di transizione politica per la costruzione di istituzioni democratiche stabili. Ma il percorso resta tortuoso e l’instabilità regna. Nena News

Nena News Agency “GAMBIA. Jammeh sconfitto insiste, vuole un nuovo voto” di Federica Iezzi

 

 

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GAMBIA. Tentativo di colpo di stato

Nena News Agency – 01 gennaio 2015

Nella notte tra il 29 e il 30 dicembre evitato l’ennesimo tentativo di golpe contro il presidente Yahya Jammeh. Attaccato il palazzo governativo e bloccato l’accesso al centro urbano di Banjul

Gambia President Yahya Jammeh

Gambia President Yahya Jammeh

di Federica Iezzi

Banjul (Gambia), 1 gennaio 2015, Nena News – Il presidente del Gambia Yahya Jammeh e’ rientrato nel Paese dell’Africa Occidentale , via N’Djamena, capitale del Ciad, dopo un tentativo di golpe, soffocato dalle forze governative gambesi. Nella notte tra il 29 e il 30 dicembre le forze di sicurezza hanno bloccato la capitale, mentre il governo ha emesso una breve dichiarazione, alla fine della giornata, negando voci di instabilità. Soldati a ventaglio in tutta la città hanno esortato la gente a tornare a casa. Negozi, banche e uffici chiusi. Solo musica tradizionale nelle stazioni radiofoniche e televisive.

Continuano gli scontri tra i soldati legati alla guardia presidenziale ed ex militari del Gambia, tornati dall’esilio negli Stati Uniti e in Europa. Il presunto leader del colpo di stato sarebbe il tenente colonnello Lamin Sanneh, ex comandante delle forze armate della State House. Entrato dal vicino Senegal, il colonnello e il suo esercito hanno colpito la zona della State House, il palazzo presidenziale, e il Denton bridge, il ponte che conduce alla capitale Banjul. I soldati fedeli a Yahya Jammeh hanno opposto resistenza ed alla fine hanno sconfitto i golpisti. Sanneh sarebbe morto negli scontri. Il bilancio è di almeno cinque morti e dozzine di feriti.

Il tentativo di colpo di stato è maturato nei giorni in cui il Presidente era in visita privata a Dubai. Scampato già a due colpi di stato, uno nel 2006 e uno nel 2009, il governo era nato nel 1994, a sua volta in seguito ad un golpe, contro Dawda Jawara. Jammeh ha vinto quattro elezioni ma la sua credibilità tra i leader africani è crollata. La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS), ha rifiutato di approvare la sua ultima vittoria nel 2011, con la dichiarazione che gli elettori sarebbero stati intimiditi dalla repressione.

Sostenuto fortemente dal suo partito, Alliance for Patriotic Reorientation and Construction, Jammeh gode di una larga maggioranza in Parlamento. Nonostante questo, è finito nel mirino per gravi e diffuse violazioni dei diritti umani e per la limitazione della libertà di stampa. Secondo Amnesty International difensori dei diritti umani, giornalisti e attivisti politici affrontano molestie, intimidazioni, arresti e detenzioni arbitrarie, torture e sparizioni forzate. Il governo di Jammeh è stato accusato di uccisione di studenti e giornalisti nel corso di manifestazioni contro il regime. Decine di oppositori politici scomparsi o detenuti a tempo indeterminato, per mesi o anni, senza accusa né processo.

Attualmente le forze lealiste pattugliano le strade di Banjul e Kanilai. Edifici governativi, installazioni di sicurezza, porto, aeroporto, prigione di Mile Two ed altre caserme sono sigillati. Istituiti tre posti di blocco sul ponte Denton dalle forze governative. Preoccupazione per le continue notizie di colpi da arma da fuoco durante la notte a Banjul, anche se il governo tenta di negare il tentativo di colpo di stato. Le autorità gambesi hanno sollecitato la popolazione a riprendere le loro normali attività. Nena News

Nena News Agency “Gambia. Tentativo di colpo di stato” – di Federica Iezzi

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