AFRICA. AIDS fa strage di adolescenti. Il mondo non guarda

Nena News Agency – 18 febbraio 2015

Più di due milioni di ragazzi di età compresa tra 10 e 19 anni risultano HIV positivi. Circa l’80% del totale vive in Africa, consapevole di essere portatore del virus. Oggi solo uno bambino africano su quattro ha accesso al trattamento salvavita con i farmaci antiretrovirali 

The orphanage cares for children, many of whom who have lost their parents to HIV AIDS - Picture EPA

di Federica Iezzi

Roma, 18 febbraio 2015, Nena News  – Otto organizzazioni internazionali, tra cui UNAIDS (Programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV), UNICEF, Organizzazione Mondiale della Sanità e PEPFAR (Piano Presidenziale di Emergenza per combattere l’AIDS) lanciano l’allarme: l’AIDS è diventato la principale causa di morte per gli adolescenti in Africa. Seconda causa di morte tra gli adolescenti a livello globale.

Più di due milioni di ragazzi di età compresa tra 10 e 19 anni risultano HIV positivi. Circa l’80% del totale vive in Africa, consapevole di essere portatore del virus, in quanto infettato alla nascita o durante il periodo di allattamento, attraverso il latte materno. Oggi in Africa solo uno bambino su quattro ha accesso al trattamento salvavita con i farmaci antiretrovirali. I dati statistici raccolti dalle Nazioni Unite nel 2013 parlano di circa 120.000 ragazzi vittime dell’AIDS. 250.000 gli adolescenti di tutto il mondo contagiati dall’HIV.

Secondo le agenzie umanitarie le ragazze adolescenti in Africa sub-sahariana sono le più colpite. Costrette fin da giovanissime, nelle baraccopoli delle grosse città africane, a vendere il proprio corpo per sopravvivere. Le stime parlano di circa 860 ragazze infettate alla settimana dal virus dell’immunodeficienza acquisita, rispetto ai 170 ragazzi. L’ultima campagna lanciata dall’UNAIDS “Global All In” mira a ridurre del 75% le infezioni da HIV negli adolescenti, e del 65% i decessi correlati all’AIDS, entro il 2020.

Il Kenya farà da apristrada per la lotta contro l’aumento delle infezioni da HIV e decessi tra gli adolescenti. Nello Stato dell’Africa Orientale, ex colonia britannica, circa 1,6 milioni di persone vive con l’HIV. Il numero di nuove infezioni è diminuito del 15% negli ultimi cinque anni. Questo tranne che tra gli adolescenti. Almeno 100.000 nuovi casi di HIV ogni anno, il 21% sono ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Il 17% di tutti i decessi per AIDS nel Paese è tra gli adolescenti.

Global All In si concentra su quattro aree di azione principali: coinvolgere e responsabilizzare gli adolescenti, migliorare la raccolta di dati, promuovere servizi adeguati alla cura, sostenere globalmente con maggiori risorse e attenzione la popolazione adolescenziale che convive con la malattia. Sensibilizzare i giovani nella tutela della propria salute sessuale. Più servizi di prevenzione. Capillare fornitura della terapia antiretrovirale alle donne incinte sieropositive. Cure dignitose nella trasmissione dell’infezione madre-figlio. Questi gli obiettivi da raggiungere. Nena News

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Cresce l’AIDS in Medio Oriente e Nord Africa

Nena News Agency – 03 dicembre 2014

Secondo gli ultimi dati del Programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV, sono 230.000 le persone che vivono con l’HIV nei 21 paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Questi tassi di nuove infezioni sono in proporzione i più alti nel mondo

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di Federica Iezzi

Roma, 3 dicembre 2014, Nena NewsL’epidemia di AIDS è in allarmante aumento in Medio Oriente, a livelli che in proporzione alla popolazione residente sono i più alti del mondo. Nel 2013, in Medio Oriente e Nord Africa 15.000 persone, contagiate dall’HIV, hanno perso la vita. Un aumento del 66% rispetto ai dati del 2005.  Questi dati sono stati riferiti da UNAIDS, in occasione della giornata internazionale della lotta all’AIDS.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi 35 milioni di persone convivono con l’AIDS. Dal 2011, ridotte le nuove infezioni da HIV del 38%. Più di un milione di neonati, sono rimasti sieropositivi, senza sviluppare l’AIDS, per la costante fornitura di farmaci antiretrovirali essenziali.

Durante la giornata mondiale contro l’AIDS, è stato annunciato che 13 milioni di persone sono in grado di accedere ai farmaci antiretrovirali, preziosa arma per combattere la battaglia contro il virus da immunodeficienza acquisita.

Ma ancora troppe persone non hanno accesso a servizi completi di trattamento e prevenzione. “Close the gap” è la campagna lanciata quest’anno dall’UNAIDS, con l’obiettivo audace di arginare l’infezione da HIV entro il 2030.

L’obbedienza all’Islam è stata per anni vista come migliore protezione all’epidemia in Medio Oriente. Epidemia concentrata su alcune categorie di uomini, dalla condotta e dalle pratiche socialmente e religiosamente intollerabili. Per cui se da un lato, in questi Paesi, il Ministero della Salute tenta di impegnarsi a non lasciare in ombra questa fetta di popolazione, dall’altro tutti cercano l’anonimato perchè, per le regole del Ministero degli Interni, si rischia la prigione.

Per Siria, Libano e Iraq, non si ha alcuna stima né dei tassi di incidenza e prevalenza della malattia, né dei nuovi contagi, né del numero effettivo di persone che ricevono un trattamento. La nuova inclinazione vede il virus dell’AIDS migrare assieme al flussi di profughi, tra Paesi limitrofi.

La terapia antiretrovirale nei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa è disponibile solo per il 20% della popolazione.

Tunisia, Marocco, Libano e Algeria hanno iniziato dure e concrete campagne di sensibilizzazione e difesa dei diritti dei pazienti.

In Medio Oriente, solo l’11% dei bambini con l’AIDS ha accesso alle cure. Eccezione di Gibuti e Marocco, che forniscono assistenza al 20-40% di bambini malati.

Il vero flagello è proprio questo. Bambini malati di AIDS rimasti orfani. Si stima che 17,8 milioni di bambini sono orfani a causa dell’AIDS. Di questi, circa 15 milioni vive tra Africa e Medio Oriente.

Nel corso dell’ultimo decennio, la percentuale di bambini orfani a causa dell’AIDS è passata dal 3,5% al 32%. E i numeri sono destinati a crescere. Senza supporto familiare e programmi di cura e protezione, la vita di strada è la soluzione per molti orfani. Crollano i tassi di istruzione a causa dell’emarginazione. E spesso il futuro è quello degli abusi, dello sfruttamento e dei traumi psicologici.Nena News

Nena News Agency “Cresce l’AIDS in Medio Oriente e Nord Africa” – di Federica Iezzi

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