SIRIA. Sotto i colpi di mortaio

Missioni umanitarie in Siria 2014 – 2015

https://www.facebook.com/federica.iezzi.16/media_set?set=a.10204788905032754.1073741831.1541863947&type=1

https://www.facebook.com/federica.iezzi.16/media_set?set=a.10205296084071913.1073741834.1541863947&type=1&pnref=story

REQUIEMSYRIA-videoSixteenByNine1050

Agosto 2017 – L’esercito siriano e le forze alleate hanno circondato e serrato i ranghi attorno alla città di Al-Sukhna. La città è l’ultimo avamposto dell’ISIS nell’avanzata dell’esercito siriano verso la città di Deir Ezzor. Deir Ezzor è completamente circondata dai jihadisti da più di tre anni.

Le Forze Democratiche Siriane a al-Raqqa, dopo la conquista a sorpresa da parte dell’ISIS di al-Karim, nel governatorato di Hama, hanno intensificato gli scontri nel quadrante ovest. Le SDF stanno avanzando contro ISIS in sette quartieri a al-Raqqa: Rawda, la Città Vecchia, Hisham bin Abdulmalik, Shahada, al-Deriyah, Nahdah e al-Bared. Nella roccaforte Daesh rimangono tra i 10.000 e i 25.000 abitanti.

La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti avrebbe compiuto un raid con testate al fosforo contro un ospedale a al-Raqqa.

Rappresentanti del ministero della Difesa russo e dell’opposizione siriana hanno raggiunto un accordo, durante un incontro al Cairo avvenuto a fine luglio, sul funzionamento di una terza zona di de-escalation a nord della città di Homs, dove si contano 84 centri abitati e vivono più di 147.000 persone.

Entra nella fase operativa l’accordo stipulato tra il gruppo libanese sciita Hezbollah e i combattenti siriani sunniti del Fronte Al-Nusra per l’evacuazione di quasi 8.000 miliziani e civili dal Libano verso la Siria. Autobus hanno attraversato i posti di controllo di Hezbollah e raggiungeranno la città siriana di Flita prima di arrivare nelle province di Aleppo e di Idlib, controllate dai combattenti ostili a Bashar al-Assad, il cui regime è invece appoggiato dagli sciiti di Hezbollah.

Nena News Agency “MEDIO ORIENTE. Da rifugiate a spose bambine” di Federica Iezzi


#refugees4

Luglio 2017 – Sono quasi 450 mila gli sfollati all’interno del Paese ritornati nelle aree controllate dal governo siriano. Circa 31 mila sono, invece, gli sfollati che hanno deciso di trovare riparo all’estero. Il dato arriva direttamente dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Dal 2011, anno di inizio del conflitto, sono circa 5,5 milioni i siriani rifugiati all’estero, mentre 6,3 milioni sono gli sfollati all’interno del Paese. Un conflitto che ha provocato circa 300 mila morti, anche se alcune stime parlano di mezzo milione di vittime e di altrettanti feriti.

Scattato il cessate il fuoco, per il quale si sono accordati USA, Russia e Giordania, e che è stato annunciato dopo il faccia a faccia fra Donald Trump e Vladimir Putin a margine del G20 di Amburgo. L’opposizione siriana intende estendere la tregua in corso, nel sud-ovest a tutto il Paese. Nel primo giorno di entrata in vigore dell’accordo tra Stati Uniti e Russia a Daraa, Quneitra e Suwaida il cessate il fuoco sembra reggere.
La Siria è diventata il fronte più caldo della nuova guerra fredda. Da una parte i russi, schierati con il regime di Damasco. Dall’altra gli americani, affiancati alle brigate curde e arabe.

Con l’arrivo della delegazione del governo di Damasco al Palazzo dell’ONU a Ginevra, ha preso il via un nuovo round dei colloqui di pace sulla Siria sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Le Forze Democratiche Siriane (SDF), la coalizione di arabi e curdi alleata agli Stati Uniti, hanno raggiunto le mura della città vecchia di Raqqa, in Siria, ancora controllata dallo Stato Islamico. Le SDF, con l’appoggio della coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti, hanno circondato completamente lo Stato Islamico, bloccando qualsiasi via di fuga da Raqqa.


#refugees5

Giugno 2017 – Mentre le Syrian Democratic Forces e le forze speciali USA entrano alla periferia di al-Raqqa, l’esercito siriano dilaga a sud ovest dell’autoproclamata capitale del Califfato, raggiungendo la città romana di Resafa.
Con l’ISIS in ritirata da al-Raqqa, si è aperta la competizione fra SDF e forze armate siriane. Se l’assedio a al-Raqqa da parte delle forze curdo arabe appoggiate dagli USA era previsto da mesi, non era stato invece calcolato il rapido progresso delle truppe di al-Assad lungo la direttrice sud-est di Aleppo.
Due importanti episodi sono entrati nella storia del conflitto siriano. Un aereo statunitense ha abbattuto un aereo del regime siriano di Bashar al-Assad vicino a al-Raqqa. L’Iran ha lanciato dal suo territorio dei missili a medio raggio che hanno colpito alcune posizioni dello Stato Islamico nella Siria orientale.
Le autorità di Teheran hanno inviato in Siria migliaia di miliziani perché combattessero al fianco dell’esercito di Damasco. Inoltre hanno fornito ad al-Assad un finanziamento da nove miliardi di dollari. Nel calcolo strategico iraniano, la Siria è un paese fondamentale, punto di raccordo con Hezbollah, palestinesi e Mediterraneo. Anche il governo iracheno supporta il governo di Damasco, anche se non militarmente e con molta più prudenza rispetto ad Iran e Russia. Lo spazio aereo iracheno è aperto ai velivoli militari di Teheran e Baghdad fornisce anche petrolio e combustibile diesel alla Siria.
La posizione della maggiore potenza mondiale, gli Stati Uniti d’America, sulla crisi siriana è molto particolare. Infatti, gli USA in Siria combattono due nemici, paradossalmente avversari fra di loro: l’ISIS e il governo di Damasco. Dopo un’iniziale posizione prudente, nel 2012 l’amministrazione Obama dava mandato alla CIA di addestrare, armare e finanziare i gruppi ribelli siriani, mentre nel 2014 creava una coalizione militare anti-ISIS, che ha effettuato numerosi raid aerei ed operazioni di forze speciali sul territorio siriano, soprattutto nella zona di al-Raqqa.
Anche con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca la contraddittoria politica di Washington non è cambiata. Da un lato si sono moltiplicati i raid anti-ISIS dell’aviazione a stelle e strisce sul territorio siriano, dall’altro lo scorso aprile 59 missili Tomahawk sono stati lanciati per ordine della Casa Bianca su una base dell’aviazione siriana, dopo che le forze governative di al-Assad avrebbero usato gas tossici per attaccare un villaggio controllato dai ribelli nella provincia di Idlib. Per quanto riguarda altre potenze regionali, Qatar e Arabia Saudita sono grandi finanziatori dei ribelli anti-Asad e la Turchia di Erdogan vorrebbe anch’essa vedere detronizzato il rais di Damasco, anche se guarda con apprensione alle ambizioni di autonomia dei curdi siriani, protagonisti della lotta sia contro l’ISIS che contro l’esercito regolare siriano.

Primo ritorno della poliomielite in Siria dal 2014 che ha colpito soprattutto bambini al di sotto dei 5 anni a al-Raqqa, la capitale dello Stato Islamico, e l’area di Mayadin nella provincia di Deir Ezzor, controllata in gran parte dalle milizie jihadiste. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che lo sviluppo dell’epidemia sia dovuto a un basso livello di immunizzazione. Si sta pianificando di vaccinare 90mila bambini sotto i 5 anni.


58861bf53

Maggio 2017 – 2786 persone hanno perso la vita nel mese di aprile nel conflitto siriano, tra cui 291 bambini.

Entrato i vigore l’accordo che istituisce quattro safe zone. L’intesa fra Russia, Turchia e Iran, ha avuto l’assenso, diretto e indiretto, delle altre potenze internazionali e regionali.
Le safe zone coprono la provincia di Idlib e parte di quelle di Lattakia, Aleppo e Hama, piccole aree della provincia centrale di Homs, i sobborghi orientali di Damasco e le province meridionali di Daraa e Quneitra. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire le condizioni per il ritorno sicuro e volontario dei rifugiati e di permettere l’invio di aiuti umanitari.
La decisione non prevede una riduzione degli sforzi militari della Russia contro l’ISIS e l’ex fronte di al-Nusra, oggi Hayat al-Tahrir al-Sham.
Questi i risultati del quarto incontro tra delegazioni russe, statunitensi, turche e iraniane in merito alla risoluzione del contenzioso siriano nella capitale kazaka di Astana.

Intanto continua l’evacuazione di civili dal quartiere di al-Wa’er, a Homs. Secondo i dati dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), dovrebbero essere 2.000, tra cui 400-500 miliziani armati, le persone che saranno portate solo in questa prima fase fuori da al-Waer, quartiere assediato dalle forze lealiste dal 2013. Altri convogli dovrebbero essere organizzati nelle prossime settimane. I civili e i miliziani evacuati saranno trasferiti a Jarablus, località vicina al confine con la Turchia controllata da forze ribelli fedeli ad Ankara.

Al-Jazeera “Syria’s civil war explained from the beginning”


bambina-siriana-990x460

Aprile 2017 – Missili Tomahowk lanciati dal Mediterraneo orientale, da parte degli Stati Uniti, hanno colpito un aeroporto nei pressi di Homs (base aerea di Shayrat), uccidendo 6 avieri e 9 civili e distruggendo aerei da combattimento e installazioni dell’aviazione siriana. Russia e Iran condannano l’attacco americano. Turchia, Israele, Arabia Saudita e opposizione siriana appoggiano la decisione di Donald Trump. Intanto la Russia ha sospeso il memorandum con la coalizione a guida americana per la prevenzione degli incidenti e sulla garanzia della sicurezza dei voli durante le operazioni militari in Siria.

Nello scorso mese di marzo 1134 civili hanno perso la vita durante il conflitto siriano. Ormai un quarto della popolazione siriana è stata costretta a varcare le frontiere per sfuggire agli orrori della guerra. Sono cinque milioni i civili, secondo i dati dell’UNHCR, che dal 2011 sono registrati nei Paesi vicini come rifugiati e ormai nemmeno intravedono più la possibilità di far ritorno a casa.

Ancora bombardamenti nella provincia di Idlib, nelle zone della Siria nordoccidentale sotto il controllo dei ribelli, e di ora in ora si aggrava il bilancio dell’attacco aereo con gas chimici nel villaggio di Khan Sheikhun.

Mentre i combattimenti si intensificano nel nord della Siria, ordigni esplosivi e mine stanno avendo un impatto devastante sui civili. Lo denuncia in un rapporto Medici Senza Frontiere in un rapporto diffuso.

L’escalation delle violenze in Siria sta impedendo ad aiuti vitali di raggiungere 2,5 milioni di bambini in difficoltà estrema. E’ l’allarme lanciato da Save the Children. Negli ultimi 3 mesi, i convogli di aiuti hanno potuto raggiungere solo il 9% delle 4,6 milioni di persone, per più della metà bambini, che si trovano sotto assedio o in aree difficili da raggiungere. Più di 4 milioni di persone non sono mai state raggiunte dagli aiuti quest’anno, e sono sempre più disperate per la mancanza di cibo e medicine.

Impedire l’assistenza sanitaria è un’arma di guerra. Lo dichiara la prima inchiesta indipendente sulla condizione del personale medico in Siria istituita dalla rivista scientifica The Lancet.

Team del Comitato Internazionale della Croce Rossa sono entrati nelle zone di al-Houleh e Horbnafsah, nella provincia di Homs, per consegnare aiuti umanitari a 89.000 civili.

I combattimenti tra Free Syrian Army e ISIS hanno permesso la riconquista di almeno 250 villaggi nella provincia di Aleppo, a favore del governo siriano.

Razionalizzato l’accesso alle fonti idriche di Damasco, a causa del blocco della fonte di Wadi el-Barada. Nell’ultimo periodo, le fazioni in guerra hanno bloccato i flussi sull’Eufrate, tra al-Raqqa e Aleppo, negando l’accesso all’acqua ad oltre due milioni di persone.


5193f2eebb8ba6fcc4a4c2558c17becd-28db98b92b9e3dcdef38de2def1a6efb

Marzo 2017 – In quasi sei anni di conflitto in Siria si contano 400 mila morti, di questi 20 mila sono bambini. 11,5 milioni di civili hanno lasciato il Paese e più di sei milioni sono gli sfollati interni. Un totale di 12.987 civili hanno perso la vita a causa di torture.

La situazione rifugiati siriani ad oggi è la seguente: 78.000 sono bloccati al confine con la Giordania, centinaia di migliaia sono stati respinti alla frontiera con la Turchia, oltre 1 milione è nei campi informali libanesi, oltre 2.9 milioni di persone si trova in Turchia, più di 650mila in Giordania (di sui solo il 21% accolti in campi ufficiali), 230mila in Iraq, 115mila in Egitto, 29mila negli altri Paesi del Nord Africa. E 640.000 sono rimasti in Siria sotto assedio militare.

Si è chiuso il 3 marzo a Ginevra il quarto round di negoziati per trovare una soluzione alla crisi siriana, che sta entrando nel sesto anno. I punti all’ordine del giorno di Ginevra IV erano la ricerca di una soluzione di stabilizzazione duratura della crisi siriana, una verosimile prospettiva politica futura, la bozza di una costituzione siriana, la data di possibili elezioni.
I rapporti di forza, con il progredire delle dinamiche militari sul terreno, vedono ora il regime di Assad in una posizione di vantaggio. Assad controlla ormai buona parte del territorio occidentale della Siria, fatta eccezione per la città di Idlib, nel nord-ovest del Paese, e per l’area circostante Daraa, a sud della Siria. La parte settentrionale della Siria è per buona parte in mano ai curdi siriani dell’YPG (Unità di Protezione Popolare) che costituiscono la componente maggioritaria delle SDF (Syrian Democratic Forces), formazione costituita per iniziativa degli Stati Uniti a metà 2016. La città di al-Raqqa è la roccaforte dell’ISIS, il cui controllo sul territorio è limitato ormai a una striscia centrale, lungo il corso dell’Eufrate, che comprende, anche la città di Deir-Ezzor.
Le prossime sessioni negoziali sono previste il 23 marzo a Ginevra e il 14 aprile ad Astana.

Il cessate il fuoco, ufficialmente in vigore dal dicembre del 2016, è stato più volte violato, secondo il Syrian Network for Human Rights, solo nella settimana di apertura del vertice di Ginevra sono rimaste uccise 413 persone, di cui 54 bambini.


20140226-lens-salgado-slide-t29j-superjumbo

Febbraio 2017 – Ricominciano i colloqui di pace sulla Siria ad Astana, in Kazakhistan. Dopo una serie di rinvii, l’opposizione siriana ha accettato di partecipare, al capitolo riguardante la tregua. Per i ribelli è ancora inaccettabile la permanenza di Bashar al-Assad al potere, invece sostenuto da Russia e Iran.

La battaglia più feroce è in corso nella città di al-Bab, vicino alla frontiera con la Turchia, dove sono impegnate truppe speciali turche, ribelli moderati e combattenti curdi dell’YPG contro i jihadisti dell’ISIS.

Sei ospedali bombardati, che servivano 300 mila civili, nella provincia di Daraa, nel sud della Siria: è questo l’esito degli oltre 60 raid condotti dall’aviazione governativa siriana e dall’alleata Russia.
Dopo sei anni di guerra sono 14 milioni le persone bisognose di aiuto: 11,5 milioni non hanno accesso alle cure, il 40% sono bambini. La riduzione della speranza di vita è di 15 anni per gli uomini e 10 per le donne: di queste ultime, oltre 300 mila in gravidanza non possono usufruire dell’assistenza necessaria per il parto. Il 58% degli ospedali locali è chiuso o danneggiato dai bombardamenti, le strutture depredate, gli ambulatori rasi al suolo. Anche il personale medico si è ridotto drasticamente: la maggior parte è fuggito, certo, ma non va dimenticato che sono circa 660 le persone che lavoravano nelle strutture rimaste uccise dai colpi di mortaio o da proiettili volanti.

Il Pentagono ha ufficialmente confermato l’impiego del munizionamento all’uranio impoverito contro obiettivi dello Stato islamico, in Siria, alla fine del 2015.
In cinque anni sono state circa 13mila le persone impiccate, in segreto, in un carcere militare siriano. A denunciare la ‘politica di sterminio’ del regime di Assad è Amnesty International, secondo cui tra il 2011 e il 2015, in un istituto del governo vicino Damasco, è stata portata avanti una ‘campagna mostruosa di atrocità’.


jamila-with-her-son-and-daughter

Gennaio 2017 – Il mese di dicembre del sesto anno di guerra civile in Siria, si chiude con 3117 morti, tra cui 247 bambini, secondo il Syrian Observatory of Human Rights.

A causa del mancato rispetto della tregua (iniziata il 30 dicembre scorso) da parte del regime di al-Assad, nelle aree di Wadi Baraba e Ghouta, una dozzina di gruppi ribelli in Siria ha annunciato il congelamento dei colloqui di pace del piano Russo-Turco, avallato dall’Iran, in programma ad Astana, in Kazakistan.

Continua a rimanere senza acqua la capitale Damasco, interrotta l’erogazione di acqua dall’acquedotto di Win al-Fijah presso il villaggio di Wadi Barada.

Scontri tra esercito governativo e combattenti dello Stati Islamico nella T4 airbase, nell’area est di Homs, l’obiettivo dell’esercito di al-Assad è riguadagnare terreno per il controllo di Palmira.

Il Manifesto 12/01/2017 “La speranza di Aleppo” di Federica Iezzi

Nena News Agency “FOTOREPORTAGE. Dentro l’Aleppo della tregua” di Federica Iezzi

Nena News Agency “SIRIA. Riapre una parte delle scuole ad Aleppo Est” di Federica Iezzi


190246778-515d60e3-6e91-46a6-8a9b-2215b3192758

Dicembre 2016 – Tra fragili tregue e bombardamenti, l’esercito siriano ha dichiarato Aleppo libera dai combattenti di Jabhat Fatah al-Sham, ex al-Nusra, dopo l’uscita degli ultimi ribelli dalla zona est della città.
Civili e combattenti feriti sono passati attraverso i corridoi umanitari concordati nelle direzioni che hanno scelto volontariamente, inclusi quelli in direzione di Idlib, la provincia roccaforte anti-Assad.
Sarebbero non più di 3mila i miliziani e i loro familiari ancora presenti nei quartieri orientali. E mentre i primi osservatori ONU si preparano ad iniziare l’attività di monitoraggio, sale a 37.500 il numero totale degli evacuati dalla città. Circa la metà, fanno sapere le Nazioni Unite, quelli già arrivati a Idlib, enclave islamista su cui pesano i dubbi sull’accordo di tregua.

Palmira, l’antica città siriana, liberata lo scorso marzo dall’esercito governativo, è ritornata nelle mani dei jihadisti dello Stato Islamico.

I ministri degli esteri russo, turco e iraniano ne sono stati gli attori insieme alla presentazione di un documento comune, battezzato ‘Dichiarazione di Mosca‘, con cui i tre Paesi, tra i più coinvolti sul campo di battaglia, si impegnano a spingere per la soluzione politica al conflitto.
Esponenti militari di Russia, Iran e Turchia si presenteranno come ‘garanti’ del cessate il fuoco in Siria, nella capitale del Kazakistan, Astana. Non ancora ufficializzata la data.

Nena News Agency “SIRIA. Ospedali al collasso ad Aleppo Est” di Federica Iezzi


syria-2015-photos.jpg

Novembre 2016 – La Russia ha dato il via a un imponente bombardamento nella Siria nord occidentale, a Homs e Idlib. L’obiettivo dichiarato è quello di colpire i gruppi estremisti.
L’offensiva russa arriva poche ore dopo la telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e Donald Trump, pronto a insediarsi alla Casa Bianca. Trump, già in campagna elettorale, aveva detto di voler costruire un rapporto franco con la Russia di Putin per affrontare con efficacia la guerra siriana operando sulla sponda di Assad, per poi esportare il modello in altri teatri di crisi del pianeta.
Finora i rapporti tra Stati Uniti e Russia per quel che riguarda lo scacchiere siriano si sono svolti sul filo della tensione, e Obama ha lavorato per mesi per il raggiungimento di un cessate il fuoco umanitario ad Aleppo, città al centro dello scontro tra le forze filogovernative, a ovest, e i ribelli anti Assad, nell’area orientale. Dopo più di quindici giorni di relativa distensione, con Mosca che aveva fermato i bombardamenti, oggi tornano le bombe.

Uccisi decine di civili tra Aleppo e Idlib, dalla furia della nuova offensiva aerea russo-governativa siriana. Colpito l’ospedale pediatrico Bayan e un centro trasfusionale ad Aleppo est. 21 le vittime, tra cui 5 bambini.

Intanto l’ISIS sembra vicino alla sconfitta, ma il futuro resta incerto per Siria e Iraq, con Al Qaeda nell’ombra. Lo Stato Islamico sembra destinato a crollare soprattutto grazie alla battaglia ancora in corso, proprio in questi giorni, a Mosul.
Ha perso roccaforti importanti come Ramadi e Falluja in Iraq e l’antica città siriana di Palmyra. Allo stesso tempo non vi è più alcuna sua bandiera al confine con la Turchia. I militanti jihadisti in Libia sono stati sconfitti ed estromessi, già da questa estate, dalla loro base a Sirte. Raqqa, in Siria, dunque rimane l’ultimo forte da difendere.


unicef156405

Ottobre 2016 – Secondo i dati del Syrian Observatory of Human Rights 3686 persone, di cui 267 bambini, sono state uccise nel mese di settembre durante il conflitto siriano.

Dopo l’annuncio di Washington della sospensione dei negoziati bilaterali, proseguono i raid aerei russi e governativi sui quartieri orientali di Aleppo, controllati dai jihadisti di al-Nusra.
Dal cessate il fuoco concordato a Ginevra, con l’impegno diretto di Washington e Mosca, e crollato lo scorso 19 settembre, almeno 320 persone, tra cui circa 100 bambini, sono stati uccisi ad Aleppo, secondo i dati resi noti dall’UNICEF.

I combattimenti paralizzano l’attività medica ad Aleppo, in particolare nella zona est dove vivono oltre 200mila civili. Secondo un rapporto del gruppo statunitense Physicians for Human Rights, tra il giugno 2012 e l’aprile 2016, le forze aeree governative e russe avrebbero condotto almeno 50 attacchi aerei contro strutture mediche all’interno della città di Aleppo.

Scontri tra forze jihadiste e forze governative nelle aree di al-Mzeraa and al-Satheiat, a sudest di Hama. Raid aerei governativi su al-Salehia, a nord di Deir Ezzor, su Talisa e Nahia al-Hamra, nella provincia di Hama, sul campo profughi nei pressi del villaggio di al-Khwyn, nella provincia di Idlib.

Nena News Agency “Aleppo, ospedali in ginocchio” di Federica Iezzi


1544572_1665621893685585_4754633792473118660_n

Settembre 2016 – Stati Uniti e Russia non sono riusciti a raggiungere un accordo per dare via a un credibile e urgente cessate il fuoco in Siria. Dunque, dopo cinque anni di guerra civile, ed oltre 270mila morti, la polveriera siriana continua a mietere vittime.

Esplosioni si sono verificate in contemporanea in aree sotto il controllo governativo a Homs, Tartous (secondo porto siriano e nelle sue vicinanze ospita l’unica base navale russa sul Mediterraneo), nel Rif di Damasco. Due attentati hanno colpito anche due aree sotto il controllo delle YPG nelle città nordorientali di al-Hasakah e al-Qamishli. Sono almeno 70 i morti e i feriti.

La Turchia ha aperto un nuovo fronte dell’operazione militare “Scudo dell’Eufrate” in Siria e invia tank nel villaggio di al-Rai nell’ambito dell’offensiva contro i jihadisti dello Stato Islamico. Dall’inizio dell’operazione, le forze armate hanno liberato circa 600 km quadrati di territorio siriano dalle milizie dell’ISIS e di quelle a maggioranza curda delle Forze Democratiche Siriane.


FL_Children_Of_Syria_Lead_t614

Agosto 2016 – Secondo i dati del Syrian Observatory for Human Rights, il mese di luglio la Siria ha contato 4794 decessi legati alla guerra, inclusi 199 bambini.

Una coalizione di forze arabo-curde anti Assad, appoggiate dai raid aerei USA, hanno conquistato la cittadina di Manbij, roccaforte dell’ISIS in Siria a 120 km a nord-ovest della capitale del sedicente califfato, al-Raqqa, portando a termine un’operazione iniziata lo scorso maggio. Attualmente centinaia di famiglie si sono raccolte nell’area di Abu Qalqal, controllata dalle Syria Democratic Forces.

Forze ribelli siriane hanno preso il controllo di un’importante base militare a sud della città di Aleppo. Intanto continuano gli scontri tra forze di regime e ribelli nella zona dell’al-Akrad mount, in provincia di Latakia.

Bombardamenti aerei dell’esercito di al-Assad sui villaggi di al-Dana, Saraqib, Khan Shekhon e Ma’arrat al-Na’asan, nella provincia di Idlib, sul villaggio di Briqa, nella provincia di al-Quneitra e sul villaggio di Rastan, nella provincia di Homs.

Lanci aerei di aiuti alimentari nell’area di Deir-Ezzor e ingresso di aiuti umanitari da parte della Croce Rossa Internazionale nell’area di al-Houla, a nord di Homs.

Si allunga la lista delle strutture mediche bersagliate dalle parti in guerra. L’ennesima struttura sanitaria colpita, sostenuta da Medici Senza Frontiere a Millis, nella provincia di Idlib, serviva una popolazione di 70.000 persone. I morti sono tredici.

Si allargano in Siria gli scontri nella regione nord-orientale di al-Hasakah fra le truppe governative e le milizie curde dell’YPG. E’ un nuovo fronte di guerra in un Paese già martoriato, quello che si è aperto a al-Hasakah, controllata dalle forze curde, sostenute dagli Stati Uniti, ritenute le più efficaci nella lotta allo Stato Islamico.

L’esercito siriano ha distrutto alcune postazioni utilizzate dai ribelli nei quartieri meridionali di Daraya. Distrutto anche l’unico ospedale dell’area.

Nena News Agency “SIRIA. Manbij è finalmente libera” di Federica Iezzi


12063626_1788038138090025_6615711406824230322_n

Luglio 2016 – Uccisi 1138 civili nel mese del Ramadan, inclusi almeno 400 bambini, durante il conflitto che continua a mietere vittime in Siria.

Nuovi raid dell’aeronautica militare francese contro le postazioni dell’ISIS sono stati effettuati in Siria e in Iraq, dopo il massacro del 14 luglio a Nizza, in cui il franco-tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha provocato 84 vittime e 74 feriti.

L’esercito governativo, i combattenti libanesi di Hezbollah e altre milizie alleate hanno preso il controllo dell’ultima strada di collegamento, la “Strada del Castello”, per il settore orientale di Aleppo, dal 2012 nelle mani di jihadisti e ribelli. Vuol dire che lo schieramento anti-Assad ha perduto l’unico canale che aveva ancora disponibile per i rifornimenti di armi e generi di prima necessità. Sono più di 900 le vittime ad Aleppo, dall’inizio dei combattimenti dello scorso febbraio.

Nella capitale siriana i giornali governativi descrivono il fallito colpo di stato contro Erdogan, nemico del presidente Bashar Assad, come un complotto organizzato dallo stesso leader turco, per regolare i conti con le sue Forze Armate. I riflessi del fallito golpe turco si faranno sentire presto anche nella guerra civile che da cinque anni devasta la Siria. A Damasco (e in altre capitali arabe) pensano che Erdogan, almeno per un certo periodo, sarà occupato con le vicende interne del suo Paese e, quindi, meno impegnato con i gruppi armati anti-Assad che ha finanziato e armato nei passati cinque anni.

Continuano i combattimenti tra forze ribelli di Jabhat al-Nusra e forze di regime nelle aree di Hama, Homs, Daraa e al-Quneitra. Intanto, un convoglio umanitario della MezzaLuna Rossa Siriana entra nel quartiere di al-Waer, a Homs, assediato dalle forze di regime.

Il 15 luglio, il ministro degli Esteri russo Lavrov e il segretario di Stato americano Kerry, nella sua visita in Russia, hanno avuto uno scambio di vedute sulla tregua e sull’andamento della transizione politica in Siria. I due ministri si sono detti convinti della necessità di continuare a promuovere a Ginevra le trattative sulla questione siriana.

Una clinica ostetrica gestita da Save the Children e Syria Relief a Kafar Takharim, nella provincia di Idlib, è stata colpita e gravemente danneggiata in un bombardamento aereo.

Il Manifesto “L’ISIS non regala misericordia” di Federica Iezzi

Nena News Agency “REPORTAGE. L’ISIS non regala misericordia” di Federica Iezzi

Il Manifesto Global “ISIS does not show mercy” di Federica Iezzi


Syria

Giugno 2016 – Le vittime continuano ad aumentare. La guerra siriana ha ucciso in poco più di cinque anni 282.283 persone: questo bilancio include 81.436 civili, di cui 14.040 bambini e 9.106 donne, ha dichiarato l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

La tregua in Siria fa fatica ad imporsi. Già da alcuni giorni sono ripartiti i bombardamenti aerei di Mosca. Le tregue stipulate dallo scorso febbraio sono durate poche settimane, i combattimenti si sono subito riaccesi nella provincia di Latakia, nella piana di Al-Ghaab, nel sud-ovest della provincia di Aleppo e nel nord di Hama. E gli ospedali sono tra i bersagli più colpiti. Nell’ultimo raid russo 200 civili sono rimasti feriti, 60 hanno perso la vita. Ad affermarlo il ministero degli Esteri della Turchia secondo cui una decina di bombardamenti aerei sono stati compiuti nell’area di Idlib, nel nord-ovest della Siria, in una zona fuori dal controllo governativo.

I ministri della Difesa iraniano, russo e siriano a inizio mese si sono incontrati a Teheran per fare il punto “sugli ultimi sviluppi regionali”, in territorio siriano.

Vittoria strategica per i ribelli siriani contro l’ISIS al confine con la Turchia. Le forze paramilitari hanno infatti conquistato due villaggi nella zona, Marea e Azaz, fondamentali per aprire una rotta di rifornimento destinata alle forze di opposizione, che combattono nell’area settentrionale della provincia di Aleppo.
Un successo nell’offensiva delle forze siriane democratiche guidate dai curdi sulla città siriana di Manbij potrebbe liberare fino a 40mila persone dallo Stato Islamico.

Il governo di Damasco ha autorizzato il passaggio e la consegna di aiuti umanitari con convogli terrestri verso 12 città assediate nel corso del mese di giugno. Secondo l’ONU, circa 600mila persone vivono in diciannove zone o località in Siria circondate dalle fazioni in guerra, soprattutto dal regime, e circa quattro milioni di civili in zone di difficile accesso.
Tra le aree in cui sarà consentito l’accesso vi sono le città di Kafr Batna, Saqba, Hammura, Jisrein, Zabadin, Harasta orientale, Zamalka, Madaya, Foua, Kefraya e Yarmouk. L’ONU precisa che Damasco ha anche accettato di inviare un numero limitato di aiuti in altre tre zone controllate dai ribelli e sotto l’assedio delle forze governative, tra cui Daraya e Douma, ma avrebbe rifiutato di consentire l’accesso di convogli in altre due aree in mano ai ribelli. Intanto l’ONU chiederà alla Siria la possibilità di lanciare aiuti umanitari per via aerea nelle zone sotto assedio impossibilitate a ricevere aiuti via terra.

Si intensificano le controffensive su Raqqa in Siria e Fallujah in Iraq. Raid di governo e opposizioni su Aleppo, mentre la Turchia bombarda il PKK. Le truppe siriane, sostenute dall’aviazione russa, hanno conquistato il villaggio strategicamente importante di Abu al-Ilyadzh e stanno avanzato verso Al-Tabka e al-Raqqa, roccaforte dell’ISIS in Siria. Almeno 300 mila persone in fuga verso le zone di Bab, Manbij, Jarabulus e Cobanbey a nord di Aleppo e Deir Ezzor a sud.
L’ISIS aveva occupato il 30% di Siria e Iraq, attualmente i territori occupati sono appena il 15%, dunque riconquistato metà del territorio precedentemente perso.

Nel quartiere curdo di Sheikh Maksoud, nel nord della città di Aleppo, è in corso una feroce battaglia, portata avanti dai gruppi jihadisti al-Nusra e Ahrar al-Sham.


1957832_1575042899410152_3800899959395904883_o.jpg

Maggio 2016 – Colpito da raid aerei l’ospedale al-Quds, supportato da Medici Senza Frontiere, principale punto di riferimento pediatrico della città di Aleppo. La sala operatoria e il laboratorio sono stati completamente distrutti, insieme alle strumentazioni essenziali e ai farmaci. L’unità pediatrica è stata quasi interamente distrutta e sette incubatrici sono andate perse. La terapia intensiva è meno danneggiata ma richiede comunque un grande lavoro per tornare in funzione.

Bombardato anche l’ospedale al-Dabbeet, nel quartiere di Muhafaza, nell’area di Aleppo controllata dalle forze di regime.

Russia e Stati Uniti hanno concluso un accordo per estendere la cessazione delle ostilità in Siria anche alla provincia di Aleppo. Dunque tregua di 48 ore a partire dal cinque maggio.


05de9205903148b78e247b3ee57b18c8_6

Aprile 2016 – Raid aerei russi hanno ucciso almeno 2000 civili in Siria negli ultimi sei mesi. Continuano le violazione del cessate il fuoco in vigore in Siria da un mese.

Le truppe del governo di Damasco hanno riconquistato gran parte della città di al-Qaryatain, nel centro del Paese, respingendo i miliziani dell’ISIS.

Scontri tra ISIS e gruppi ribelli siriani nel nord di Aleppo. Scontri tra ISIS e governo di Damasco a Deir-Ezzor. I combattenti di al-Nusra avanzano sulla provincia ovest di Daraa, preso il controllo dei villaggi di Sheikh Saad, Tal Ashtra and Jellin.

Leader e personaggi di spicco della comunità alawita hanno reso noto un documento in cui prendono le distanze dal regime di Bashar al-Assad.

Aiuti umanitari della Croce Rossa Internazionale entrati a nord di Homs, nei villaggi di al-Dar al-Kabira e al-Ghantu.

Con il Programma Alimentare Mondiale sono state distribuite altre 20 tonnellate di forniture alimentari ai civili assediati nella città di Deir Ezzor.

Il Manifesto 01/04/2016 – “Gente di Idomeni” di Federica Iezzi

Nena News Agency “SIRIA. Assedio e fame a Deir Ezzor” di Federica Iezzi


10339334_1661137317467376_2642804883493549347_o

Marzo 2016 – Tregua attiva dal 27 febbraio in Siria, già contate almeno 339 violazioni. Previsti a Ginevra nuovi colloqui di pace tra il regime e di Bashar al-Assad, sostenuto da Russia e Iran, e le forze di opposizione, dal 14 al 24 marzo.

Continuano gli scontri ad Aleppo, in particolare nel quartiere di Sheikh Maqsood, a maggioranza curda e attualmente sotto il controllo dell’YPG.

I combattenti dell’ISIS prendono il controllo dell’al-Tanaf crossing, tra l’area di Homs, il confine con l’Iraq e con la Giordania.

Dopo tre mesi l’acqua del fiume al-Furat raggiunge Aleppo, tramite le stazioni di pompaggio di al-Neirab e Suleiman al-Halabi, nell’area di al-Khafsa.

Continuano gli sforzi delle organizzazioni umanitarie per portare soccorso alle popolazioni assediate approfittando della cessazione delle ostilità. In una dichiarazione congiunta le principali agenzie delle Nazioni Unite hanno affermato di non essere riuscite a raggiungere nemmeno il 20% dei civili interessati. Secondo ONU e Medici Senza Frontiere, gli abitanti delle aree assediate sono circa 1.9 milioni. In un rapporto dell’UNICEF sono 8.4 milioni, pari all’80%, i bambini colpiti in qualche modo dal conflitto. Sette milioni vivono in povertà, mentre 3.7 milioni sono nati dopo l’inizio della guerra, e quindi non conoscono altra realtà.

Vladimir Putin ha ordinato il ritiro della maggiorparte delle forze russe dalla Siria, motivando la decisione con l’intento di facilitare i negoziati ripresi a Ginevra tra governo e opposizioni.

Liberata dalle truppe di Damasco e dai raid aerei russi, la città di Palmira, già sito patrimonio dell’UNESCO, dopo 11 mesi di l’occupazione da parte dell’ISIS. Sfregiati rovine romane e i tesori archeologici della città.


ae765d9a48704c37bdf45a0863b5483b_6

Febbraio 2016 – Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, nello scorso mese di gennaio sono morte nel conflitto siriano 4680 persone, tra cui 295 bambini. 54 le morti secondarie a tortura per il Syrian Network for Human Rights.

Crescenti scontri tra forze di regime e ribelli nei villaggi di Teir Maalah, Kafernan e Kinin, nella provincia di Homs.

Bombardamenti da parte delle forze governative sui villaggi di al-Ziyara, Tal Waset, al-Qarqour e Sahl al-Ghab, a nordovest di Hama, sui quartieri controllati dall’ISIS di Deir Ezzor.

L’esercito di al-Assad ha ripreso il controllo dei villaggi di Hardtnin, Dwyer al-Zayton e Tal Jbin, nella zona nord di Aleppo. Dopo quasi quattro anni ripreso il controllo dei due villaggi sciiti di Nubl e Al-Zahraa, a nord-ovest di Aleppo, dai qaedisti di Jabhat al-Nusra.

Continuano i bombardamenti russi sull’area di Latakia, al confine con la Turchia. L’esercito governativo riprende il controllo anche del villaggio di Kinsabba, nella provincia di Latakia.

Dopo tre anni di feroce assedio entrano aiuti umanitari nel villaggio di al-Mleiha, alla periferia orientale di Damasco. La Croce Rossa Internazionale entra anche nel villaggio di Muadamiyat al-Sham, nel Ghouta orientale. Convogli umanitari delle Nazioni Unite, con vestiti, cibo e altri materiali, entrano nel quartiere di al-Wa’er, nell’area di Homs.

A solo pochi giorni dal loro inizio, sospesi i colloqui tra regime e opposizioni, volti ad avviare il processo di pace del conflitto siriano, a Ginevra. Chiesta una nuova cessazione delle ostilità in Siria a partire dal 27 febbraio, non coinvolti ISIS e al-Nusra. Nuovi colloqui di pace previsti per il 14 marzo.

Almeno 35.000 rifugiati siriani sono rimasti bloccati sul border crossing di Kilis, al confine con la Turchia, dopo la fuga dalla violenta offensiva del governo siriano, spalleggiato dalla Russia, sulle aree controllate dai ribelli, nella città di Aleppo. 20.000 civili sono fermi al valico turco-siriano di Bab al-Salam. E altri 70.000 sono attesi al valico di Oncupinar. 350.000 civili sono ancora imprigionati nei quartieri di Aleppo in mano ai ribelli, che sono stati presi di mira nell’offensiva del regime. Già 40.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case. 2.500 famiglie di Aleppo trasferite nella città curda di Afrin, nella regione autonoma del Rojava, sotto la protezione dell’YPG.

I combattenti dell’YPG prendono il controllo dei villaggi di Deir Jamal e Mar’anaz, a nord di Aleppo, di Ayn Daqna, Kafr Naya, Kafr Khasher e Tal Rifaat, prima sotto il comando di al-Nusra. Ripresi i bombardamenti turchi su postazioni YPG nei pressi di Azaz, nella provincia di Aleppo.

Colpiti da intensi bombardamenti dei caccia di Mosca, l’al-Ma’ra National Hospital, gestito da Medici Senza Frontiere, a Ma’arat al-Numan, e il DWB hospital a al-Hamidiye, nella provincia di Idlib. Colpito anche l’ospedale della città di Azaz, nella provincia di Aleppo, dalle truppe di Damasco.

Dopo otto mesi, aiuti umanitari dell’UNRWA sono entrati nei campi di Yarmouk, Yalda, Babila e Beit Saham. La Mezzaluna Rossa siriana distribuisce aiuti umanitari nei villaggi di Madaya, Zabadani, Moadamiya, Kefraya e al-Fu’ah.

Ancora nel mirino la comunità sciita siriana. 198 vittime nel quartiere di al-Zahraa di Homs e a Damasco dopo l’esplosione di autobombe dello Stato Islamico.

Nena News Agency “SIRIA. Entrati aiuti umanitari a Mleiha. Esercito libera Nubl e Al-Zahraa” di Federica Iezzi

Nena News Agency “La fuga dei siriani da Aleppo” – di Federica Iezzi

Nena News Agency “VIDEO. Al valico di Bab al-Salama tra Siria e Turchia” – di Federica Iezzi

Nena News Agency “SIRIA. I kurdi accolgono i rifugiati di Aleppo” di Federica Iezzi

Il Manifesto 25/02/2016 “Tra due fuochi, nel fango di Afrin” di Federica Iezzi


12107220_842072589240802_1695884464308846334_n

Gennaio 2016 – Inizia un altro anno di guerra in Siria. Secondo i dati del Syrian Observatory for Human Rights, nel 2015 i morti sono stati 55.219, tra cui 2.574 bambini. Più di 1.600.000 feriti, molti con disabilità permanenti. Migliaia gli orfani e i rifugiati. Nello scorso mese di dicembre 4.633 morti, tra cui 288 bambini.

L’anno nuovo inizia con bombardamenti su Ein Laroz, Kensafra e al-Mozara, nella provincia di Idlib, su Hama e su Aleppo, da parte delle forze di regime.

Tregua ad Aleppo proposta dai combattenti di Jaysh al-Thuwar, coalizione ad ovest di Azaz che comprende varie fazioni arabe e curde.

Le forze di regime avanzano nella provincia di Hama, prendendo il controllo del villaggio di al-Faradis.

40.000 civili nella cittadina di Madaya, a 40 chilometri a nord-ovest di Damasco, da sei mesi protagonisti di uno dei più crudeli assedi da parte dell’esercito governativo e dal gruppo militante libanese Hezbollah. Almeno 300 civili hanno lasciato Madaya. Convogli di aiuti umanitari della Croce Rossa Internazionale e delle Nazioni Unite entrano dopo mesi nei villaggi assediati di Madaya, al-Fu’ah e Kefraya.

Entrano nel secondo anno di assedio dai combattenti dell’ISIS i 250.000 civili nei quartieri di al-Jora, al-Qosour, Harabish e al-Baghila, a Deir Ezzor. A causa dei violenti scontri tra forze di regime e ISIS hanno perso la vita 440 persone, in soli 5 giorni.

Nena News Agency “SIRIA. L’assedio di Madaya” di Federica Iezzi

Nena News Agency “SIRIA. Sotto assedio anche i villaggi di Fu’ah e Kefraya. 12.500 civili intrappolati” di Federica Iezzi


55b10e7d6

Dicembre 2015 – Raggiunto l’accordo su una bozza di risoluzione dell’ONU per la crisi siriana che avvii negoziati sulla transizione politica a Damasco e aiuti così anche la lotta contro l’estremismo islamico dell’ISIS.

Bombardamenti governativi a nord di Hama, nella provincia di Lattakia, a nord-ovest di Daraa e a sud di Aleppo. Bombardamenti russi continuano nella zona di Idlib e Aleppo. Intanto anche l’aviazione militare tedesca ha iniziato la sua partecipazione nell’azione contro lo Stato Islamico in Siria.

Le forze di regime prendono il controllo dell villaggio di Khan Toman, nella provincia di Aleppo. I combattenti dello Stato Islamico avanzano nel sud-est di Homs.

La Croce Rossa Internazionale è entrata nel quartiere di al-Waer di Homs, portando aiuti umanitari a 40.000 persone. 

Saltato l’accordo tra governo di Damasco e Stato Islamico sull’evacuazione di 18.000 civili dal campo di Yarmouk, da al-Qadam e dal quartiere di al-Hajar al-Aswad, alla periferia di Damasco, in seguito all’uccisione di Zahran Alloush, leader della coalizione salafita Jaish al-Islam. L’accordo prevedeva inoltre che combattenti dei gruppi di opposizione avrebbero dovuto lasciare le aree sotto assedio intorno a Damasco, per raggiungere la città di al-Raqqa.

Nena News Agency “SIRIA. Il buio Natale di Aleppo” di Federica Iezzi


syrian-mother-tries

Novembre 2015 – Secondo il Syrian Network for Human Rights, uccisi 1771 civili nello scorso mese di ottobre.

Raid aerei da parte delle forze di regime su Tal Antar, Kafar Shams e Om Awsaj, nella provincia di Daraa, su Kafar Nabboda e al-Latamnah, nella provincia di Hama, su Mahin, nella provincia di Homs, su MasHara, Om Batena, Samadaniyya e al-Hamidiyya, nella provincia di al-Quneitera.

Dopo la serie di attentati a Parigi di venerdì 13 novembre, che ha fatto contare 129 morti e 352 feriti, almeno trenta raid aerei hanno massacrato la città siriana di al-Raqqa, avamposto dell’ISIS. Dodici jet francesi, guidati da dati di intelligence USA e in coordinamento con gli americani, hanno colpito centri di comando, di addestramento e reclutamento dei jihadisti.

Dunque nuova roadmap della seconda sessione di colloqui internazionali a Vienna, che prevede l’avvio a gennaio di trattative tra il regime di al-Assad e i gruppi di opposizione, dopodiché dovrebbe essere avviata una fase di transizione con le necessarie riforme costituzionali.

Continuano i violenti scontri tra forze governative e militanti di Jabhat al-Nusra nell’area sud di Aleppo. 100.000 civili in fuga.

L’esercito russo ha dispiegato un battaglione di 1.500 uomini fra la base navale turca di Tartus e la base aerea di Hmeimim, nella provincia di Latakia. 42.234 raid aerei russi sull’area nord di Latakia, Homs, Hama, Idlid e Daraa.

A fianco dell’esercito di al-Assad 10.000 hezbollah dispiegati lungo il confine libanese, a Homs, nel sobborgo di Zabadani a Damasco e nell’area di Qalamoun. 20.000 combattenti al fianco di al-Nusra a al-Raqqa, Idlib, Aleppo, Palmyra, Deir Ezzor e nei sobborghi di Damasco.

Nena News Agency “Vita a Raqqa ai tempi dello Stato Islamico” di Federica Iezzi


IMG_20150905_201037 syria

Ottobre 2015 – Secondo i dati pubblicati dal Syrian Observatory for Human Rights 250.124 persone sono state uccise in Siria, dall’inizio del conflitto armato nel marzo 2011, tra cui 12.517 bambini.

Le forze di regime avanzano nell’area sud di Aleppo, riprendendo il controllo dei villaggi di Ebtin, Huwaija e al-Sabiqiyya. Riprendono anche il controllo delle zone settentrionali delle città di Hama, Idlib e Latakia. 70.000 i civili in fuga.

Almeno 380 obiettivi dello Stato Islamico bombardati dall’aviazione russa, dall’inizio dell’offensiva del Cremlino a fine settembre. In realtà Mosca colpisce sistematicamente anche i ribelli anti-Assad per indebolire le opposizioni moderate. Violentemente colpite la città di Talbiseh, la zona nord di Homs, Jisr al-Shughour, alcune aree nella provincia di Idlib, al-Raqqa, Aleppo e di Hama. Colpiti anche obiettivi militari da navi lanciamissili della flottiglia del Mar Caspio. 370 le vittime.

Colpiti dalle forze governative l’ospedale di al-Tamane, nel governatorato di Idlib, l’al-Hader hospital e l’al-Eiss hospital, nel governatorato di Aleppo.

Da quando l’Ungheria ha chiuso la sua frontiera con la Croazia, a metà mese, le autorità slovene hanno registrato oltre 25.000 ingressi, ad un ritmo quotidiano di circa 5.000 rifugiati siriani ogni giorno.


Mideast Syria Education Photo Essay

Settembre 2015 – Il Syrian Observatory for Human Rights ha documentato la morte di 4830 persone nel mese di agosto, in Siria, tra cui 252 bambini. 2.209 bambini uccisi dall’inizio del 2015. Secondo dati UNOCHA, dall’inizio del 2014, nel conflitto siriano, si contano 169 attacchi a strutture mediche e l’uccisione di 252 operatori sanitari.

Secondo i dati dell’UNHCR 4.088.099 rifugiati siriani sono registrati nei Paesi limitrofi, inclusi 1.938.999 in Turchia, 1.113.941 in Libano, 629.266 in Giordania, 249.463 in Iraq, 132.375 in Egitto e 24.055 in Paesi del Nord Africa. Solo il 12% di questi vivono in campi profughi ufficiali.

Distrutto dagli attacchi dei miliziani dell’ISIS l’antico Santuario di Baal, nella città di Palmira.

Presentato alle autorità e alle opposizioni siriane un piano per la transizione politica e la lotta al terrorismo. Prevede: formazione di una commissione di transizione composta da membri del regime e delle opposizioni e con poteri esecutivi; creazione di un consiglio militare congiunto tra governo e gruppi di opposizione; preparazione alle elezioni presidenziali e legislative sotto la supervisione dell’ONU.

Più di cinque milioni di siriani convivono con regolari interruzioni nella fornitura di acqua, maggiormente a Aleppo, Damasco e Dara’a. Particolarmente grave la condizione nel campo di Yarmouk, a Yalda, Babila e Beit Saham, nel distretto di Damasco. 422.000 persone non ricevono aiuti umanitari nelle zone sotto assedio, a Deir Ezzor, Eastern Ghouta, Daraya, Nubul e Zahra.

Continua il viaggio dei rifugiati siriani sulla ‘rotta dei Balcani occidentali’. Ogni giorno almeno 3000 persone attraversano ancora Macedonia, Serbia e Ungheria.

Scontri tra combattenti dell’ISIS e forze di regime per il controllo di Jazal, l’ultimo giacimento petrolifero sotto il controllo di al-Assad, nella provincia di Homs.

Anche i caccia francesi si uniscono ai droni britannici e iniziano sorvolare la Siria in voli di ricognizione, che preludono a raid aerei contro obiettivi scelti.

Combattenti di al-Nusra hanno preso il controllo della base militare di Abu Alduhur, nella provincia di Idlib, dopo due anni di assedio.

Il governo di al-Assad e il Fronte al-Nusra, si accordano sul cessate il fuoco in tre località: Zabadani, al confine con il Libano, Fuaa e Kafraya, nella provincia di Idlib.

Secondo i dati delle Nazioni Unite, in quasi tutte le regioni siriane l’elettricità è disponibile per 2-4 ore al giorno con estrema carenza di acqua potabile.

Un anno di bombardamenti da parte della Coalizione Internazionale su Stato islamico, Jabhat al-Nusra, Jaysh al-Sunnah e altre fazioni islamiche, hanno provocato la perdita di controllo di circa 15 chilometri quadrati di territorio tra Kobane, Tal Abyad e nord di al-Raqqa, le città di Sluk, Ras al-Ayn, Aalya, Mabroukah, Tal Tamer, Jabal Abdul Aziz, Tal Brak, Tal Hamis e l’area di  al-Ya’robiyya. 3550 civili hanno perso la vita.

Il capo del Cremlino, Vladimir Putin, ha criticato la politica di sostegno ai ribelli anti-regime, in Siria, messa in atto dall’amministrazione americana.

Primi attacchi aerei della Francia contro lo Stato islamico in Siria. I jet francesi hanno colpito e distrutto un campo di addestramento nella Siria orientale.


546b40246

Agosto 2015 – Secondo i dati del Syrian Observatory for Human Rights nel mese di luglio, durante il conflitto siriano, sono morte 4834 persone, di cui 1021 civili e 231 bambini. Torturate fino alla morte 58 persone. Sfiorano i quattro milioni i rifugiati siriani che hanno trovato riparo nei Paesi confinanti. Il numero sale a 11 milioni se vengono contati anche i rifugiati interni.  Dall’inizio del conflitto in Siria uccise 240.381 persone, tra cui 11.964 bambini. Sconosciuto il destino di circa 7.000 detenuti siriani e di circa 2.000 persone rapite dai gruppi jihadisti. Il numero di feriti e civili con disabilità permanenti si avvicina ai due milioni.

Nuovi raid aerei turchi contro le postazioni curde del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan). Dal 24 luglio, inizio degli attacchi, almeno 800 morti, nella regione delle montagne di Qandil, nel Kurdistan iracheno. Bombardamenti da Ankara anche su postazioni dell’ISIS nell’area di Tel Abyad, a nord di al-Raqqa, e su zone controllate dai peshmerga curdi, legati al Partito di Unione Democratica, formazione vicina al Pkk.

Bombardamenti del Califfato nero sull’area di Tal Hamis, nella provincia di al-Hasakah, controllata dai peshmerga curdi. Completo controllo da parte dell’YPG sulla zona nordest della città di al-Hasakah.

I combattenti dell’ISIS prendono il controllo del villaggio di Al-Qaryatain, nel sudest della provincia di Homs, punto di comunicazione della città di Palmira con le Qalamoun mountains, lungo il confine con il Libano.

Violenti scontri nell’area di Sahl al-Ghab, a nordovest della provincia di Hama, tra forze di regime, spalleggiate da Hezbollah, e ribelli di al-Nusra.

Colpiti da raid aerei governativi l’Orient hospital, a Kafr Nubel, e l’al-Shefaa hospital, a Ihsem, nella provincia di Idlib. Rimangono parzialmente danneggiati. In quattro giorni colpiti nella provincia di Idlib nove ospedali, fermi i servizi di dialisi, chirurgia, ortopedia e fisioterapia. Danneggiate cinque ambulanze, un generatore di corrente elettrica e un intero laboratorio analisi.

Aiuti umanitari dell’UNHCR entrano dal Nusaybeen-Qamishli crossing border, diretti a al-Hasakah. Eseguiti 2.3 milioni di vaccini antipolio, 1.6 milioni di vaccino contro rosolia, parotite e morbillo. Almeno 400.000 persone sono difficilmente raggiungibili per trattamenti medici nelle aree di Aleppo, Dara’a, Deir Ezzor, Homs e periferia di Damasco.

Attualmente le città sotto il controllo dell’ISIS sono: Palmyra, al-Ward, Taqba, al-Raqqah, Tishreen, Tel-Brak, Jarabulus, Manbij, Jisr al-Shughour. Aleppo resta ancora contesa tra forze governative, forze di opposizione e ISIS. Continuano gli scontri tra YPG e ISIS nelle aree di al-Ain, Tel Abyad, Kobane, Muhassan, mount Sha’er e al-Bab.

Aleppo continua a rimanere senza acqua potabile da due settimane, a causa del danneggiamento della stazione idrica di Zezon. In particolare difficoltà i quartieri di Suleiman al-Halabi e Bab al- Nayrab.

Secondo l’ultimo report di Amnesty International l’esercito di al-Assad e le forze di opposizione avrebbero commesso crimini di guerra nell’area di Eastern Ghouta. 163.000 persone vivono sotto assedio dall’esercito governativo da ormai due anni, con carenza di cibo e medicine. Nei primi sei mesi del 2015, 60 raid aerei su Eastern Ghouta hanno ucciso almeno 500 civili.

Dalla mattina del 12 agosto, tregua umanitaria di 48 ore tra i ribelli siriani e l’esercito governativo, spallegiato dai combattenti di Hezbollah, a Zabadani, al-Foua e Kafraya, nella provincia di Idlib. Ingresso di cibo e materiale sanitario nelle citta’ sotto assedio.

Sono almeno 300 le vittime e i feriti dei raid aerei governativi sul mercato popolare di Douma. Barili bomba sul mercato locale a Daraa al-Balad.

Raid aerei israeliani su postazioni militari siriane nel governatorato di Quneitera, dopo il lancio di mortai sulle alture del Golan occupate e sulle aree nord di Israele.

Fortemente condannati dall’UNESCO gli attacchi dei miliziani dell’ISIS che hanno distrutto il tempio del secondo secolo dopo Cristo di Baal Shamin, nella città di Palmira, e il monastero cattolico di Mar Elian, a Qaryqatayn.

Negli ultimi due mesi almeno 44.000 rifugiati siriani sono arrivati nella cittadina di Gevgelija, in Macedonia, al confine con la Grecia. 1.500-2.000 persone entrano in Macedonia ogni giorno dopo scontri con la polizia macedone, 42.000 in totale dalla metà dello scorso giugno, tra cui più di 7.000 bambini.

Al-Jazeera “Syrian refugee crisis in numbers”

Nena News Agency “Il nuovo Iraq che non ha posto per i cristiani” di Federica Iezzi

Financial Times “ISIS advance in Iraq and Syria”

Amnesty International “Syria: left to die under siege. War crimes and human rights abuses in Eastern Ghouta”

Al Arabiya “Welcome to Aleppo: movie shows 360 degree view of Syria”

Il Manifesto, 28.08.2015 “Macedonia di disperazione” di Federica Iezzi


a0cf2a5a511747a1b5305027a23514e6_6

Luglio 2015 – Il Syrian Observatory for Human Rights, nel mese di giugno, ha documentato 5247 decessi nel conflitto siriano, tra cui 288 bambini. Durante i giorni del Ramadan 5026 vittime, tra cui 224 bambini. 3065 esecuzioni in Siria, nei 13 mesi, di Stato Islamico, tra cui 76 bambini.

I combattenti dell’YPG riprendono il completo controllo del quartiere di MashHur Foqani (ultimo in mano all’ISIS), a Tal Abyad, nella provincia nord di al-Raqqa. Ripreso il controllo anche dell’area di Sarrin, a pochi chilometri dal confine con la Turchia, tagliando canali di comunicazione con al-Raqqa.

Intanto continuano gli scontri tra i combattenti dell’YPG e i jihadisti dell’ISIS nel sud-ovest di al-Hasakah, a Tal Brak e Tal Hamis.

Violenti scontri tra forze governative, spalleggiate da Hezbollah, e ribelli del Fronte Islamico nell’area di al-Zabadani, nella provincia di Damasco.

Intensi bombardamenti da parte dell’esercito governativo su Daraa, Deir Ezzor, Lattakia, Aleppo, Homs e al-Raqqa.

Nei primi sei mesi del 2015 in Siria sono stati condotti 19.250 raid aerei dalle forze di al-Assad. Lanciate 10.433 barrel-bomb. Uccisi da tali attacchi 2916 civili, tra cui 665 bambini, e ferite più di 18.000 persone.

Per più di tre settimane interrotta la fornitura di acqua ad Aleppo, quando i miliziani del Fronte al-Nusra hanno bloccato il servizio ai quartieri in mano al regime, chiudendo la stazione di pompaggio, Sulayman al-Halabi water plant, e costringendo i residenti a bere acqua di pozzo non trattata o a ricorrere ad altri rifornimenti di emergenza.

Colpito dalle forze di al-Assad l’ospedale di Tall ShHab, nella provincia di Daraa.

Scontri sul confine turco-siriano tra combattenti dell’ISIS e YPG, dopo l’esplosione avvenuta davanti al centro culturale Amara a Suruc, nel sudest della Turchia. Attacchi aerei della Turchia di Davutoglu, contro basi dello Stato islamico e milizie curde in Siria, nei pressi di Aleppo, e contro postazioni del Partito dei lavoratori del Kurdistan nel nord dell’Iraq. Tra i timori principali della Turchia, vi è la disgregazione della Siria. Situazione che potrebbe comportare la creazione di uno Stato curdo nel nord-est, data la forte presenza delle milizie curde in diverse postazioni al confine turco-siriano. Accordo tra governo turco e statunitense di una ‘safe zone’, sul confine tra Turchia e Siria, dalle città siriane di Marea e Jarabulus, verso est per circa 90 chilometri. Davutoglu ha descritto la creazione della ‘safe zone’ con lo scopo di sostenere le forze anti-califfato e le frange moderate dell’Esercito Siriano Libero, in lotta da anni contro il regime di Bashar al-Assad. Ankara preme affinché dalla ‘safe zone’ si arrivi ad una vera e propria ‘no-fly zone’. Per giungere ad una tale decisione è necessario passare da un voto di formale approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La Russia non sembra intenzionata a votare una risoluzione che potrebbe osteggiare al-Assad, alleato fedele del Cremlino. Stessa posizione quella della Cina, con cui Damasco è legata da solidi rapporti commerciali.

L’esercito siriano, appoggiato dalle Forze di difesa popolare, avrebbe circondato la quasi totalità del perimetro di Palmira, preparandosi alla liberazione totale della città, dai jihadisti dello Stato Islamico. Ma Palmira è solo una delle tante città che devono essere ancora liberate dall’esercito siriano con il sostegno logistico e militare di Hezbollah. Continuano i combattimenti, con l’ISIS a nord-est e con il Fronte al-Nusra a nord-ovest. A Zabadani, Daraa, Douma, Soueidaa, Quneitra, nelle periferie di Aleppo, Hama e Homs, nei villaggi di Radimeh Lioua e Lahthet.

Raid aerei israeliani su basi militari al confine tra Siria e Libano. Colpiti il Damascus-based Popular Front for the Liberation of Palestine-General Command (PFLP-GC), fazione palestinese filo-siriana che sostiene il presidente Bashar al-Assad, e milizie filo-governative nel villaggio di Hader, nell’area di Quneitra, nel sud-ovest siriano, al confine con le alture del Golan.


emergenzasiria-save.the_.children

Giugno 2015 – 6657 persone hanno perso la vita nel mese di maggio, nel conflitto siriano, di cui 1285 civili e 272 bambini, secondo i dati dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

Scontri tra YPG e combattenti dell’ISIS a Ras al-Ayn, nella provincia di al-Hasakah. Le forze di regime avanzano a sud e a est della provincia. I combattenti dell’ISIS continuano ad avanzare alla periferia sud di al-Hasakah.

Continuano gli scontri tra forze governative e ribelli nell’area dell’antica città di Palmyra.

Continuano i bombardamenti della Coalizione Internazionale e gli scontri tra forze di regime e combattenti dell’ISIS nella provincia di Deir Ezzor.

I combattenti di al-Nusra avanzano nelle aree di al-Allan checkpoint, Sahem al-Golan Dam e al-Qsei, a ovest della provincia di Dara’a.

Più di 23.000 siriani hanno attraversato il confine turco, in fuga dai bombardamenti contro l’ISIS della Coalizione Internazionale, nell’area di Akcakale, nella provincia di al-Hasakah. Intanto le forze curde continuano a combattere i militanti jihadisti dello Stato Islamico a Tel Abyad, città araba sunnita. I combattenti dell’YPG prendono il controllo completo della città di Tel Abyad, al nord di al-Raqqa.

Migliaia di civili dal nord di al-Raqqa hanno lasciato le proprie case a causa degli scontri in corso nella zona. Le forze YPG sostenute da Stati Uniti e Alleati Arabi respingono i combattenti del Califfato nero. L’YPG dopo 48 ore di assedio conquista il controllo della città di Salouk, a nord di al-Raqqa.

Il Fronte Islamico e al-Nusra prendono il controllo completo del villaggio di Mahambel, nell’area di Lattakia.

L’ISIS controlla la metà del territorio del paese. I combattenti dello Stato Islamico avanzano nell’area di Homs, a nord di Aleppo e nella provincia di al-Hasakah. Il gruppo ora controlla quasi 300.000 chilometri quadrati.

I combattenti dello Stato Islamico rientrano nella città curda di Kobane. In 24 ore uccisi 146 civili. L’ISIS attacca la città di al-Hasakah, nel nord-est siriano, prendendo il controllo  della periferia sud-ovest. Almeno 60.000 civili costretti a lasciare le proprie case da al-Hasakah e Amuda.

Al Jazeera “Syria: a country divided”

Il Manifesto 13/06/2015 “Siria, gli ospedali target della guerra” di Federica Iezzi

Kurdish-Refugee-Turkey-Syria_OCo-800x550

Maggio 2015 – Secondo i dati del SOHR nel mese di aprile i morti del conflitto siriano sono stati 4458.

L’esercito siriano e i combattenti di Hezbollah prendono il controllo dell’area di Assal al-Ward, al confine tra Siria e Libano.

Continuano gli scontri ad Aleppo tra esercito governativo e Fronte Islamico. Raid aerei delle forze di al-Assad sull’al-Sakhour hospital, uno dei maggiori ospedali di Aleppo, costretto a bloccare l’attività. Era l’ospedale di riferimento per almeno 400.000 persone.

Le forze di regime tentano di riprendere il controllo dell’area di Jeser al-Shagour e del villaggio di Ariha, nella provincia di Idlib.

Al-Fateh Army prende il controllo dell’al-Mastomi camp, nella provincia di Idlib. L’al-Mastomi camp, insieme ai villaggi di al-Fo’ah, Kafraya, Abo al-Dohur e Ariha, erano l’ultima roccaforte delle forze di regime nell’area di Idlib.

Scontri tra YPG e ISIS a sud-est di Kobane, lungo l’Aleppo-Hasakah road, nei villaggi di Arna e Hadid. I combattenti curdi dell’YPG avanzano verso il villaggio di Tal Tamer e nell’area di Tal Hormoz, nella provincia di al-Hasakah.

L’ISIS avanza a sud-est di Deir-Ezzor. Prende il controllo dell’area di Hwayjet Sakar. Le forze del regime bombardano una clinica medica nell’area di al-Bolel e l’ospedale del villaggio di Boqros, nella provincia di Deir-Ezzor.

Bombardato dalle forze del regime anche l’Hama Central Hospital, nel villaggio di Hizarin, nel governatorato di Idlib. Danni all’edificio.

Almeno 300 persone hanno perso la vita durante l’attacco dei combattenti dell’ISIS, nell’antica città di Palmira e nel villaggio di al-Sikhni, nel governatorato di Homs. Le forze di regime riprendono il controllo dell’area nord.

L’UNHCR e il Ministro per gli Affari Sociali libanese, Rashid Derbas, cancella, dalla lista dei rifugiati siriani in Libano, 5500 civili entrati nel Paese dall’inizio dell’anno, in accordo con la decisione del governo libanese di permettere l’ingresso e di ottenere lo status di rifugiati, solo per casi umanitari.

I combattenti dell’ISIS prendono il controllo dei villaggi di Soran A’zaz, al-Tawqali, al-Bel e al-Hasila, nella provincia di Aleppo, dopo violenti scontri con i ribelli dell’area, a soli pochi chilometri da Bab al-Salama crossing, al confine con la Turchia.

I combattenti dell’YPG avanzano a nord della provincia di al-Raqqa. Inoltre l’YPG controlla almeno 4000 chilometri quadrati nell’area di al-Hasakah, attraverso Tal Tamir, al-Mabrouka e Abd al-Aziz mount.

Concluso l’assedio di 3 anni da parte dei gruppi di opposizione siriana, nella città di Homs. Ora deserta, contava 2 milioni di abitanti prima della guerra.

Documentati i bombardamenti sugli ospedali siriani, dall’inizio del conflitto armato, dall’ultimo report dell’associazione non governativa Physician for Human Rights.

Danneggiato da raid aerei il Central Hospital, nel quartiere di Hanano a nord-est di Aleppo. Colpiti anche il Zahi Azraq, il Farabi, l’al Kindi hospital. il Dar al Shifa Field hospital e l’al-Daqqaq hospital nel quartiere di al-Shaar, l’al-Zarzour hospital, l’Abu al Wafa field hospital, lo Shawki Hilal hospital nel quartiere di Jeb al-Qubbah e l’ospedale di Omar Bin Abdulaziz, nel quartiere di Maadi. Colpi di mortaio delle forze di opposizione sul centro cardiologico nell’ospedale universitario di Aleppo.
Nella provincia di al-Raqqa colpito il centro dialisi dell’al-Raqqa National Hospital e il Tall Abyad hospital.
Ad al-Hasakah bombardato il centro vaccinazioni al-Shadadi.
Nella provincia di Deir Ezzor colpiti l’al-Forat hospital, il presidio ospedaliero di Muhasan, l’al-Tub al-Hadeeth hospital, l’al-Khayri Women’s and Children’s hospital, l’Abu Kamal National hospital e il Deir Ezzor National hospital. Negli attacchi da parte delle forze governative distrutti generatori di corrente elettrica, respiratori automatici e unità di terapia intensiva neonatale.
Nella Homs sotto assedio fino a un mese fa, i gruppi armati dell’opposizione siriana hanno distrutto l’al-Qaryatayn hospital, il centro ospedaliero di Baba Amr, l’al Hikma hospital a Inshaat, l’al-Kindi hospital a al-Ghouta. Colpiti dalle forze governative l’Homs National hospital, l’al Walid Children’s hospital, l’Albir hospital e il Taldou National hospital.
A Dara’a danneggiate sale operatorie e equipaggiamenti medici nel Ma’arba Field hospital, nel centro vaccinazioni antipolio di Kahil, nel Martyrs of Hawran Field hospital, nell’Issa Ajaj hospital, nel Daraa National hospital, nel Tafas National hospital, nell’al Rodwan Field hospital.
Nel governatorato di Damasco bombardati dalle forze governative il Martyr Dr.Ziad al Baqa’ai hospital, il Fayiz Halwa hospital e l’al Basil hospital nel campo di Yarmouk, Hariri hospital, l’al Faransi hospital a Qassaa,l’al Othman hospital, l’al Fateh hospital, l’al Rajaa hospital dove venivano trattati I combattenti delle forze di opposizione, l’Ihsan hospital, l’al Kahf Surgical hospital, il Zahra hospital e l’al Amal hospital.
Ad Hama bombardati l’Aqrybat field hospital e l’al Hourani hospital.
Nella provincia di Latakia, colpiti il Martyr Basil al Assad hospital, l’al Haffah hospital e il Jebel Turkman hospital.
Distrutti dipartimenti di dialisi e di chirurgia nell’Orient hospital, nell’al Shifa hospital, nell’al Majana hospital, nell’al Ihsan hospital, nell’Idlib National hospital e nel Bab al Hawa hospital, nel governatorato di Idlib.

Physician for Human Rights “Anatomy of a crisis. A map of attacks on health care in Syria”


sinjar.jpg__800x600_q85_crop Aprile 2015 – Il Syrian Observatory for Human Rights nel mese di marzo ha documentato l’uccisione di 4973 persone, durante il conflitto siriano, di cui 1135 civili. 172 i bambini che hanno perso la vita. Dall’inizio del conflitto, nel 2011, il SOHR documenta la morte di 220.271 persone.

Continuano gli scontri tra le forze di regime e i combattenti del Fronte Islamico nelle aree di Hendarat, al-Brek, Karam al-Tarab, Nubol e al-Zahraa, nella provincia  di Aleppo.

Raid aerei delle forze governative sui villaggi di Ayash e al-Jenenia, nella provincia di Deir-Ezzor. Importanti scontri tra forze governative e ribelli nel quartiere sotto assedio da oltre nove mesi di Baba Amr, a Homs. Continuano gli scontri tra Fronte al-Nusra e forze di al-Assad nella città di Jisr al-Shughur, nell’area di Idlib, quasi interamente sotto il controllo dei ribelli.

Il SOHR ha documentato 3547 raid aerei e il lancio di 4425 barrel-bombs da parte delle forze di al-Assad, dall’inizio del conflitto siriano. I combattenti dell’ISIS prendono il controllo del 90% del distretto di Yarmouk, a sud di Damasco, mettendo a serio rischio la vita di 18.000 palestinesi, tra cui 3500 bambini. Violenti scontri tra ISIS e combattenti di Aknaf Bayt al-Maqdes e Fronte Islamico. Il fronte Akanaf Bayt al-Maqdes ha ripreso il controllo di alcune strade ed edifici a nordest del campo di Yarmouk. Circa 2000 civili hanno raggiunto le aree di Yelda, Beibla, e Bait Sahem, nella provincia di Damasco. SOHR riporta il lancio di 36 barrel bombs su Yarmouk da parte delle forze governative. Almeno 47 vittime palestinesi. Colpito da raid aerei anche il Palestine Hospital. Le parti non permettono l’ingresso di aiuti umanitari da parte dell’ICRC al al-Basil Hospital e l’evacuazione di palestinesi feriti. I combattenti dell’ISIS tornano nel quartiere di Hajar al-Aswad. Al-Nusra è attualmente la forza maggiore nel campo.

640.200 siriani vivono in zone sotto assedio: 235.000 nell’area di Aleppo, 26.500 nell’area di Homs e 378.700 nell’area di Damasco.

Il Fronte al-Nusra prende il controllo del Nasib border crossing, al confine con la Giordania. Combattenti dell’YPG riprendono il controllo del villaggio di al-Jalabiyyi, nella provincia di al-Raqqa, prima in mano all’ISIS.

Continuano senza progressione gli incontri a Mosca tra il governo di al-Assad e le forze di opposizione.

Scuole chiuse nell’area di Aleppo controllata dai ribelli. Notizia annunciata dal Ministero dell’Istruzione. Continuano i bombardamenti dall’esercito governativo. Raid aerei siriani sull’al-Watani hospital nel villaggio di Deir Hafer, nella provincia di Aleppo. 21 i morti.

I combattenti dell’YPG prendono il controllo di altri tre villaggi nelle vicinanze della città sotto assedio di Serrin Silos, punto di collegamento con Aleppo. Il numero dei villaggi strappati al controllo dell’ISIS, nell’area di Kobane, sale a più di 335. Durante gli scontri a Kobane, in sei mesi (dal 16 settembre al 16 aprile 2015), morirono 2077 persone. L’YPG avanza anche a nordovest di Tal Tamer, nella provincia di al-Hasakah.

Il governo di Bashar al-Assad accusa la Giordania di permettere l’ingresso in Siria di jihadisti. Accuse anche per l’ingresso di materiale bellico, acquistato da Arabia Saudita e transitato in Croazia, destinato ai combattenti ribelli.

Le forze di al-Assad continuano a danneggiare siti protetti dall’UNESCO. L’ultima città in ordine di tempo ad essere sotto le bombe è Palmyra. Colpiti il tempio romano di Bel, il Fakhreddine II citadel, l’al-Basateen e il Monumental Arch.

Esecuzione di 2154 civili in Siria, a partire dalla proclamazione del Califfato dello Stato Islamico (28 giugno 2014).

In visita in Iran il ministro della Difesa siriano Fahd al-Freij per discutere riguardo la cooperazione militare dei due Paesi.

Colpi di mortaio siriani hanno colpito le alture del Golan, occupate dall’esercito israeliano. Attacco in risposta ai raid aerei israeliani sull’area di Qalamun, sul confine tra Siria e Libano.


syrian_refugees Marzo 2015 – 1276 civili uccisi in Siria durante lo scorso febbraio.

Bombardamenti da parte delle forze del regime nei quartieri di Deir Ezzor.

I combattenti dell’YPG riprendono il controllo dei villaggi di Zor Maghar, Zyara, Khrab Ato e al-Bayyadeyyah, sul confine turco-siriano. Inoltre riprendono il controllo di 296 villaggi nei pressi di Kobane e della zona ovest della provincia di Kobane, fino ai villaggi di al-Shiokh Foqani e al-Shiokh Tahtani.

Le truppe di regime avanzano attorno alle Dorin Mountain, nella provincia nord di Lattakia. Il Fronte al-Nusra avanza su Handarat Hill e sul villaggio di Bashkoy nel nord di Aleppo.

Continuano gli scontri tra la “Fattah Army Coalition”, che comprende combattenti di al-Nusra, Jund al-Aqsa, Jaish al-Sunna, Liwa al-Haqq, Ajnad al-Sham e Faynad al-Sham, e le forze di al-Assad, nella città di Idlib.

Circa 4000 sfollati sono rimasti senza aiuti umanitari nei pressi di al-Shaddadi, nella provincia di al-Hasakah, dopo i violenti scontri tra YPG e ISIS.

Violenti scontri tra forze di regime e ISIS nell’area di Nahya Aqirbat, nella provincia di Hama, e nel villaggio di Msherfah a est di Homs, che hanno provocato la migrazione di migliaia di civili.

Più di 350.000 civili sono sotto assedio nella provincia di Deir Ezzor, controllata dall’ISIS. Vietato l’ingresso di aiuti umanitari. Secondo l’ultimo report della Syrian Medical Society, 640.200 siriani vivono in città sotto assedio. Nel febbraio 2015 l’OCHA (UN Office of the Coordination of Humanitarian Affairs) ha individuato 11 aree siriane sotto assedio, nelle quali erano intrappolati almeno 212.000 civili. La Syrian Medical Society ha documentato altre 38 aree aggiuntive tenute sotto assedio. Nel gennaio 2015, ha ricevuto aiuti umanitari solo una delle aree sotto assedio: il quartiere di al-Waer nella città di Homs. Nelle città sotto assedio i decessi sono stati almeno 560, in particolare a Damasco e Homs. Dopo tre mesi, distribuiti aiuti umanitari nel campo di Yarmouk, a Damasco.

ISIS perde l’accesso a importanti vie di comunicazione tra Siria e Iraq, tra le quali la route 47. A partire dalla città siriana di Tal Hamis, nel governatorato di al-Hasakah, liberati dalle mani dell’ISIS 94 villaggi.

Dopo cinque giorni di duri combattimenti contro le forze governative, i 10.000 ribelli del braccio siriano di al-Qaeda, il Fronte al-Nusra, prendono il controllo di Busra al-Sham, città a sud della Siria, al confine con la Giordania, dichiarata patrimonio dell’UNESCO.

I combattenti dell’ISIS continuano a reclutare bambini nel gruppo “Ashbal al- Khilafah”. Dall’inizio dell’anno almeno 400 bambini fanno parte delle file dell’ISIS.

Annunciate le date della prossima sessione di negoziati tra rappresentati del regime e dell’opposizione siriana, che si terranno a Mosca dal 6 al 9 aprile prossimi. Il Presidente della Coalizione Nazionale Siriana, Khaled Khoja, che rappresenta il gruppo di opposizione, ha annunciato che non parteciperà al prossimo turno di negoziati promossi dalla Russia, dopo la dichiarazione degli Stati Uniti, che vedono Bashar al-Assad come parte della transazione.

Physicians for Human Rights ha documentato 233 attacchi su strutture sanitarie e l’uccisione di piu’ di 600 membri del personale sanitario, nei quattro anni di guerra in Siria. Human Rights Watch ha documentato il lancio di almeno 1.000 barili bomba su Aleppo. La strategia delle barrel bombs continua a colpire la terra siriana, spesso si contano piu’ di 50 barili bomba lanciati ogni giorno su case, scuole e ospedali.

La Giordania annuncia la chiusura dei confini con la Siria. L’esercito americano ha annunciato di aver selezionato circa 400 ribelli moderati siriani, per un training militare di preparazione contro i combattenti dell’ISIS.


APTOPIX Turkey Syria Febbraio 2015 – Secondo i dati dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, le vittime del conflitto siriano dello scorso gennaio sono 2683, di cui 94 bambini.

Scontri tra forze di regime e combattenti del Fronte al-Nusra nelle aree di Talbisa, al-Hawla e Masehara, nella provincia di Homs, a al-Faqi’ e Der al-Adas, nella provincia di Daraa. Scontri tra forze governative e ISIS nel villaggio di al-Jafra, nella provincia di Deir Ezzor.

Le forze di al-Assad avanzano nel nordovest della provincia di Deir Ezzor, nelle aree di al-Jafra e Qeta al-Madrasa. Scontri tra YPG e ISIS nel villaggio di Arja, nella provincia di al-Hasakah. I combattenti dell’YPG riprendono il controllo di 240 villaggi, su 350 in mano all’ISIS, attorno a Kobane. Le forze curde tentano di riprendere il controllo della città di Tal Abyad, nella provincia di al-Raqqa, al confine con la Turchia. YPG appoggiato da al-Raqqa revolutionaries e Shams al-Shamal battalions ha ripreso il controllo di 2000 chilometri quadrati nel nord-est della provincia di Aleppo, della strada Aleppo-al-Hasakah, di 7 villaggi nella provincia di al-Raqqa. Combattenti di Hezbollah prendono il controllo di Der Maker e delle colline di al-Sarja e al-Arous, a sud-ovest di Damasco.

Raid aerei delle forze governative su Kafar Zayta, Talb, Tal Salmo, al-Hamidiyyi, Eblin, Abo al-Dohur, Ihsem, al-Zaweyi mountain, al- Mazra’ah e al-Bshereyyi, nella provincia di Idlib, su Bosra al-Sham, nella provincia di Daraa, su Jbata al-Khashab e Mashara, nella provincia di Quneitra, su al-Jafra, nella provincia di Deir Ezzor. Pesanti raid aerei del regime su Kafar Batna, Erbin, Doma, Saqba e Ayn Terma, sobborghi a est di Damasco, dove i gruppi islamisti che combattono contro le autorità centrali hanno stabilito da tempo alcune delle loro roccaforti. Uccise almeno 70 persone, tra cui 12 bambini. Colpite due ambulanze. I raid aerei sono stati la risposta ai colpi di mortaio sulla capitale siriana del gruppo jihadista Jeish all’Islam, alleato dell’Esercito Siriano Libero.

Le forze di regime avanzano sull’area di al-Maysat, nella provincia di Aleppo e nel villaggio di al-Danaji, vicino Der Maker, nella provincia di Damasco.

Continuano i raid aerei sulla base militare di Kweres, a est di Aleppo, sotto assedio dai militanti dello Stato Islamico.

Scontri violenti nel nord di Aleppo tra forze del regime, appoggiate da Hezbollah, e combattenti del Fronte al-Nusra e del Fronte Islamico. I combattenti di al-Nusra riprendono il controllo dei villaggi di Retyan, Dwer al-Zaytoun, Herdetnin e al-Mallah, nel nord di Aleppo.

Secondo quanto emanato dall’Office of Health-Medical Management, nella provincia di al-Khayr, è proibito l’esercizio della professione a ostetrici e ginecologi di sesso maschile. ISIS perde il 20% delle sue capacita’ militari e 7000 combattenti dall’inizio dei raid aerei condotti dalle forze della Coalizione Internazionale.

I bombardamenti da parte della Giordania hanno rappresentato il 20% del totale.

Almeno 370 civili feriti e 143 uccisi, di cui 29 bambini, nell’operazione militare di cinque giorni delle forze di al-Assad a Eastern Ghouta.

Scontri tra esercito siriano, spalleggiato da Hezbollah e combattenti iraniani, e ribelli del Fronte al-Nusra e del Fronte Islamico, nelle aree a sudovest di Damasco, Deraa e al-Quneitra.

Secondo un report delle Nazioni Unite, il regime di Bashar al-Assad tiene sotto assedio una popolazione di 185.500 persone a Eastern Ghouta, Yarmouk e Darayya. Sotto assedio da parte delle forze di al-Qaeda 26.500 civili a Nabul e Zahraa.

Nena News Agency “REPORTAGE. Aleppo si aggrappa alla vita” – di Federica Iezzi


201492612553630743_8 syria Gennaio 2015 – Nel mese di dicembre morte 1851 persone in Siria, di cui 203 bambini. Il conflitto in Siria ha ucciso 76.021 persone, nel 2014. 17.790 civili, di cui 3501 bambini. 1.500.000 feriti, di cui molti con lesioni permanenti. Migliaia di bambini rimasti orfani. 10.380 persone arrestate, di cui 1100 minori. 2017 persone morte sotto tortura. 2100 detenuti uccisi dal regime, tra cui 27 bambini. Almeno 9500 persone scomparse. 214 persone morte nelle città sotto assedio, di cui 152 bambini. Uccisi 131 membri del personale sanitario. 17 giornalisti uccisi, 43 rapiti e 15 feriti. Nel 2013 i morti erano stati 33.278. Dall’inizio del conflitto nel 2011, le stime parlano di almeno 300.000 morti. Nel 2014, indiscriminati colpi di mortaio da parte delle forze ribelli hanno ucciso 987 civili, tra cui 282 bambini.

4775 bombardamenti e 1676 raid aerei da parte della Coalizione Internazionale in Siria e Iraq contro lo Stato Islamico. 5012 raid aerei in 90 giorni dal regime di al-Assad nelle aree di Damasco, Daraa, Aleppo, Idlib, al-Quneitra, Homs, Hama, Deir Ezzor, Lattakia, al-Hasakah. Uccisi 1057 civili.

Distrutti 244 moschee e luoghi di culto in Siria, durante il 2014. Durante il conflitto siriano, nel 2014, in 59 occasioni usati gas tossici e sganciate 92 bombe a grappolo, proibite dal Diritto Internazionale Umanitario.

Dopo 112 giorni di combattimenti contro i jihadisti dell’ISIS, le forze curde riprendono il completo controllo della città di Kobane, supportate dai 705 raid aerei della Coalizione Internazionale e dai peshmerga iracheni. I combattenti dell’YPG avanzano a Kobane, riprendendo il controllo di Mashta Nour hill, National hospital, Rash library, moschea di Sidan, area di Botan, del Souq al-Hal, della governmental square, delle scuole di al-Refia, al-Sena’a, al-Tharura, al-Banat e Sharia school, dei quartieri di al-Senaa, Kani Arbdan e Maqtala, delle strade per Aleppo e al-Raqqa. Ultimi violenti scontri tra YPG e ISIS sull’Aleppo-Kobane road, nel quartiere di Mashta Nour, a sud di Kobane, nelle aree della Rash library e della governmental square, nel quartiere di Maqtala. 1607 persone uccise dal 16 settembre nell’area di Kobane.

YPG riprende anche il controllo dopo 4 mesi dei villaggi di Termak, Helnej e Kolama, a sud di Kobane. Scontri tra YPG e ISIS continuano nei villaggi di Mojama Seran e Sheran, nelle aree a sudovest di Kobane.

Raid aerei da parte delle forze governative sui villaggi di al-Bashiriyyi e Balyon e su Ihsem, nell’area dell’al-Zaweyi Mountain, nella provincia di Idlib, su al-Zabadani, nella provincia di Damasco, su Bianon, nella provincia di Aleppo, sui villaggi di Rahoum, Om sHerij, Onoq al-Hawa, Mas’adah, Jazal, Sha’er, al-Msherfeh e Rahoum, a est di Homs, su al-Hrak, Otman, valle di al-Maftara, Da’el e Daraa al-Balad, nella provincia di Daraa, su Allatamneh, Morek, Qlib al-Thour, Jana al-Elbawi, al-Qasatel, Aqayrabat e Aqrab, nella provincia di Hama, su Ayash, al-Hawayej e al-Kharita, nella provincia di Deir Ezzor, su Abdul Aziz Mountain e al-Shaddadi, nella provincia di al-Hasakah, su Mashara, Om Batenah e Nabi al-Sakher, nella provincia di al-Quneitra.

Scontri tra forze di al-Assad, supportate da National Defence Force e Hezbollah, e ribelli del Fronte al-Nusra e del Fronte Islamico nel villaggio di al-Sheikh Meskin, nella provincia di Daraa, nell’area di al-Brej e nel campo di Handarat, nella provincia di Aleppo, a Zebdin, Eastern Ghouta, Western Jrud al-Qalamoun e nel campo palestinese di Yarmouk, nella provincia di Damasco, a Khnefis, nella provincia di Hama, nei villaggi di Terfawi e Abo Hawadid, nella provincia di Homs, a Ayyash e al-Jafra, nella provincia di Deir Ezzor.

Scontri tra ISIS e  forze del regime a al-Jafra, provincia di Deir Ezzor. Scontri tra combattenti dell’ISIS e al-Jabha al-Shameyya, nel villaggio di Soran, a nordest di Aleppo. Scontri tra forze governative e combattenti di al-Jabha al-Islameyyi e Jaysho al-Muhajereen wal Ansar, nell’area di al-Brej, a nordest di Aleppo.

Le forze di al-Assad prendono il controllo di Dalfa hill, a est di Khalkhalah, nella provincia di al-Suwaydaa.

Violenti scontri tra ISIS e combattenti YPG nel villaggio di Maqsomah e nell’area di Mafraq Seddiq, nella provincia di al-Hasakah.

Il Fronte al-Nusra avanza sull’area di Sifat, a nord di Aleppo. Il Fronte Islamico avanza sulle aree di al-Brej e Misat, nella provincia di Aleppo. Al-Nusra prende il controllo di basi militari governative nel sudovest della provincia di Daraa.

Colpito dalle forze del regime il checkpoint of Ayyash, nei pressi di Deir Ezzor. Le forze di al-Assad continuano a proibire l’entrata di aiuti alimentari a sud di Damasco via Babeela, attraverso il checkpoint di Seede Meqdad.

Aiuti umanitari entrano nel quartiere di al-Waer a Homs, dopo il raggiungimento di una tregua di 10 giorni tra forze di al-Assad e ribelli. Al-Waer e’ sotto assedio dal regime da quasi due anni.

Aperto il meeting a Mosca, per trovare un accordo di pace ai 4 anni di guerra civile siriana, tra il governo di Damasco e i maggiori gruppi di opposizione.  Il Free Syrian Army, la prima formazione composta da disertori delle forse armate siriane e combattenti volontari a levare le armi contro Bashar al-Assad. Il Fronte al-Nusra, guidato da Ayman al Zawahiri. Il Fronte Islamico finanziato dal Qatar e incentrato sulla cospicua forza combattente del gruppo Harar ash-Sham, sostenuto dall’Arabia Saudita.

600.000 mine antiuomo disegnano i 900 km del confine turco-siriano. Lo scorso mese a causa di esplosioni di mine hanno perso la vita 3 persone e ne sono state ferite almeno 9. Tentavano di attraversare il confine, fuggendo da Kobane.

Per la prima volta il Libano impone ai rifugiati siriani un visto di entrata, per accedere nel Paese. Ormai da ottobre i confini libanesi sono chiusi ai rifugiati siriani, tranne che per i casi umanitari. In Libano oggi vivono 1,1 milioni di rifugiati, provenienti dalla Siria. 660 attacchi da parte della Coalizione Internazionale su posizioni dell’ISIS, dallo scorso settembre.

Le aree sotto il controllo dei combattenti dello Stato Islamico sono: al-Ghouz, Akhtarim, Turkmen Bareh, Dabiq, al-Bab, Qabasin, Jarablus, Minbij, Sarrin, Deir Hafir, Maskana, Tabqa Dam, Ain Issa, al-Raqqa, Tebni, Ash Sholah, Tal Hamis, Meliebeh military camp, Shaddadi, Markada, Suwar, Hraiji, Jadeed al-Okeidat, Abu Hamam, Hajjin, Bukamal, al-Tabqah.

Gli Stati Uniti invieranno 400 truppe e personale di supporto. Programmato training per 5000 combattenti siriani ribelli per riprendere zone ad est della Siria sotto il controllo dell’ISIS.

Raid israeliani sull’area di al-Amal, nella provincia di al-Quneitra, sulle alture del Golan, uccidono leader militare di Hezbollah, Jihad Mughniyeh. Abu Bakr al-Baghdadi, ferito e sopravvissuto al raid aereo di al-Qaim, nel nordovest dell’Iraq, ora è tra Mosul e i territori siriani.

Le agenzie delle Nazioni Unite non riescono ad entrare a al-Raqqa e Deir Ezzor, sotto il controllo dell’ISIS, e nei villaggi sotto assedio dal regime di al-Assad o dalle forze ribelli. 4.8 milioni di sfollati siriani non sono raggiunti da aiuti umanitari. Nuovo incontro a Mosca tra governo al-Assad e gruppi di opposizione, per trattative di pace in Siria.

RaiNews24 “Dentro la città curda di Kobane” – Reportage di Lucia Goracci

RaiNews24 “Le drammatiche immagini dei combattimenti a Kobane” – Il racconto di Lucia Goracci

RaiNews24 “Kobane, il simbolo della resistenza” – Reportage di Lucia Goracci

RaiNews24 – Tra i curdi di Kobane “Molti jihadisti sono europei” – Reportage di Lucia Goracci

RaiNews24 – “I curdi contro l’ISIS in difesa di Kobane. I racconti dal fronte” – di Lucia Goracci

Al Arabiya “Kurdish refugees from the syrian town of Kobane”


Syrians suffering from winter at Zaatari refugee camp 08 gennaio 2015 – Scontri tra Fronte al-Nusra e forze di regime nel villaggio di al-Zahraa, al-Brej, al-Mallah, Hayyan e al-Misat, nella provincia di Aleppo.

Scontri tra Fronte Islamico e forze governative nell’area di Hteta al-Jeresh e Zabdin, nella provincia di Damasco.
Bombardamenti da parte delle forze di al-Assad su Zabadani e al-Teba, a ovest di Damasco, su Khan al-Sobol, Ma’arret e al-Nu’man, nella provincia di Idlib, su Alam e Kherbet Ghazala, nella provincia di Daraa.

A Syrian refugee peels potatoes at a refugee camp in Zahle in the Bekaa valley
09 gennaio 2015 – Morti 13 civili, di cui un bambino nel villaggio di Hayan.
Bombardamenti da parte delle forze governative a sud di Damasco, su Abo al-Dohur, nella provincia di Idlib.
Scontri tra regime e combattenti di Jabath al-Nusra e Fronte Islamico nei villaggi di Nobbol e al-Zahraa. Al-Nusra prende il controllo di strade a sud di al-Zahraa e edifici a est di Nobbol. 9 morti.
Scontri tra forze di al-Assad e combattenti del Fronte Islamico nei pressi del checkpoint di al-Zalaqiat, a nordest di Hama.

0312Syria6
10 gennaio 2015 – 78 morti, tra cui 32 civili.
Scontri tra forze del regime e Fronte al-Nusra a Talbisah, a nord di Homs.
Scontri tra forze di al-Assad e Fronte Islamico sul quartiere di al-Khaledia di Aleppo, nella zona dell’Old Aleppo, nelle aree di al-Brej, Meisat, Nubbol e al-Zahraa.
Bombardamenti delle forze governative su Jana al-Elbawi e Aqrab, nella provincia di Hama, su al-Baraghidi, Hmaymat, Sarmin e al-Majas, nella provincia di Idlib, su Deir al-Adas, Tafas e Inkhel, nella provincia di Daraa.
Le forze di al-Assad proibiscono l’ingresso di aiuti umanitari a sud di Damasco, via Babiela, attraverso il checkpoint di Sidi Meqdad, per il 27esimo giorno consecutivo.
Secondo SNHR in Siria 27 vittime delle basse temperature, di cui 16 bambini, in campi rifugiati nell’area di Aleppo e a Eastern Ghouta. 4 rifugiati siriani morti vicino il border crossing di Masnaa, in Libano.

920x920
11 gennaio 2015 – Danneggiati aiuti umanitari nel quartiere di al-Waer, a Homs, sotto assedio dalle forze di regime da piu’ di 18 mesi.
Bombardamenti dalle forze di al-Assad su Taftanaz, nella provincia di Idlib, su al-Kharita, al-Jafrah, Hwayjet Sakar e Mo Hassan, nella provincia di Deir Ezzor.
Scontri tra forze governative e combattenti dell’ISIS a al-Jehef, Ayash area, al-Bukamal, al-Sayal e al-Mojawada, nella provincia di Deir Ezzor. ISIS perde il controllo dei villaggi di al-Jnayneh e al-Hsan, a est di Deir Ezzor.
Raid aerei da parte della Coalizione Internazionale sull’area di al-Hasakah.

0312Syria4

12 gennaio 2015 – Bombardamenti da parte delle forze di al-Assad su Nawa, Tafas, Otman, al-Yadodah e Ebtaa, nella provincia di Daraa, a nord di Homs, su Tal Brak, nella provincia di al-Hasakah, su Ayyash, nella provincia di Deir Ezzor, su Bianon, nella provincia di Aleppo, su Abo al-Dohor, nella provincia di Idlib.

Raid aerei della Coalizione Internazionale su al-Bo Omar, al-Tebni e al-Mayadin, nella provincia di Deir Ezzor.
Scontri tra forze governative e Fronte Islamico a Salameyyi, nella provincia di Hama.
Aiuti umanitari sono entrati nell’area di Yilda, a sud di Damasco.

Siria. Nelle strade di Kobane” – Reportage di Federica Iezzi

Dicembre 2014 – Secondo i dati del Syrian Observatory for Human Rights, documentate nel mese di novembre 4220 vittime, di cui 869 civili e 152 bambini. 237 morti sotto tortura. 10 vittime tra il personale sanitario.

Target dei bombardamenti in Siria, durante novembre: 16 scuole, 12 uffici, 10 mercati, 7 centri medici e 2 ambulanze, 3 ponti e acquedotti, 2 stazioni idriche e due elettriche, un museo, un forno.

I combattenti dell’YPG avanzano a sud di Kobane, sulla strada Aleppo-Kobane, vicino al villaggio di Tarmek. L’YPG riprende il controllo di edifici su Azadi yard, del quartiere di Botan Gharbi, a sud di Kobane, dell’area a nordovest di Mashta Nour Plain e del cultural center street. ISIS attacca YPG nel quartiere di al-Sena’ah, a est di Kobane. I peshmerga iracheni attaccano ISIS nell’area di Kikan, a ovest di Kobane. Scontri tra ISIS e YPG su Botan Azadi square, nell’area di Suq al-Hal e nei quartieri di Kani, Erban e Sofyan, nei pressi di Rash Bookstorea, a ovest di Kobane. L’YPG riprende il controllo del 70% della città. Scontri anche nel vicino villaggio di Momita. 1381 vittime dal 16 settembre scorso nell’area di Kobane, di cui 45 civili curdi, 431 combattenti dell’YPG e 905 dell’ISIS.

Dopo violenti scontri con l’ISIS, l’YPG prende il controllo di 8 villaggi nell’area di  al-Ya’rubia, sul confine turco-siriano. I combattenti dell’YPG riprendono anche il controllo del villaggio di Abo Qasayeb, nell’area di Tal Hamees, a sud della città di al-Qameshli. Scontri tra Fronte al-Nusra e Fronte Islamico nel villaggio di al-Fo’ah, abitato da sciiti, nella provincia di Idlib. Scontri tra forze del regime e Fronte Islamico a ovest della città di Talbise, nella provincia di Homs, nei villaggi di al-Sora al-Kobra e Braq, nella provincia di Al-Sawaydda, vicino il checkpoint di al-Jabin, nella provincia di Hama, nel villaggio di Jayrud, nella provincia di Damasco.

Il Fronte islamico avanza a Daraya, nei pressi  di Western Ghouta e prende il controllo di alcune zone.

Scontri tra forze del regime e ISIS su al-Rasafah, nella provincia di Deir Ezzor, su Bri Sharqi, nella provincia di Hama. Bombardamenti da parte dell’ISIS su al-Rasafah, Hwayjet Sakar e Foq al-Jabal, nella provincia di Deir Ezzor.

I combattenti dell’ISIS avanzano e prendono il controllo sui villaggi di al-Jafra e Hweja Saker, in provincia di Deir Ezzor. Permettono ai civili del villaggio di al-Keshkia di tornare nelle proprie case. Jabhat al-Nusra prende il controllo sui villaggi di M’arshorin, Misran, Dadikh, Kafarbatikh, Kafruma, Khan al-Sobol e dei campi militari di Wadi al-Deif e di al-Hamedia, nella provincia di Idlib. Sequestrati nella base di Wadi al-Deif, 2 milioni di litri di combustibile. Prende il controllo anche del compound militare della città di Deraa, nella provincia di Deir Ezzor. Avanza verso il villaggio di al-Sheikh Meskin, nella provincia di Daraa. Le forze del regime avanzano sull’area di Handarat, nella provincia di Aleppo, sull’area di Hwayjet Sakar e sul villaggio di al-Jafar, nella provincia di Deir Ezzor.

Scontri tra combattenti dell’ISIS e Fronte al-Nusra nei villaggi di Mare’, al-Brej, Manasher al-Brej, nell’area di Hendarat e al-Heydaria, nella provincia di Aleppo.

Bombardamenti della Coalizione Internazionale su al-Bukamal e al-Hesenia, sull’area di al-Sena’ah e al-Bokamal, nella provincia di Deir Ezzor, sull’area di Botan, a Kobane. Bombardamenti da parte delle forze di al-Assad sull’area di al-Za’farane e nei villaggi di Holi, Abo al-Alaya Rahum, al-Msherfeh, Aqrab, Rahum, Bet Rabe’ah e al-Soltaneyyi, nella provincia di Homs, a Jasim, Andan, al-Sheikh Meskin, al-Yadodah, Otman e al-Harra, nella provincia di Dar’a, sull’area di Maghloji e nelle Abdulaziz mountain, nella provincia di al-Hasakah, sul villaggio di Ayash e sul ponte di al-Seyasia, nella provincia di Deir Ezzor, su al-Nasha Beyyi, Ayn Terma, Kafar Batna, Hosh al-Zawahara, Bala, Eastern Ghota, Darayya e Hajar al-Aswad, nella provincia di Damasco, su Shnan, Ma’arret al-Nu’man, Saraqeb e sul campo militare di al-Hamedeyyi, nella provincia di Idlib, su Inkhel, Jasim e Yadouda, nella provincia di Dara’a.

Esplosioni nei checkpoint di al-Masasnah e Zor al-Hisa, nell’area a nord di Hama. Colpi di mortaio  di al-Maghesleh checkpoint, a ovest di Aleppo, e su al-Samad  checkpoint, nella provincia di Idlib. Colpi di mortaio nei pressi dell’ospedale di al-Abbaseyyin, a Damasco.

Bombardamenti sull’ospedale di al-Teb al-Hadith, nella città di al-Mayadin, nella provincia di Deir Ezzor e sull’ospedale di Ash-Shefaa’, nella città di Saraqeb, nella provincia di Idlib.

Secondo l’ultimo report del Syrian Network for Human Rights, 6500 donne sono in prigione per mano delle forze di al-Assad, 580 per le forze ribelli, 486 per l’ISIS, dall’inizio del conflitto siriano. Almeno 2500 persone, tra cui 250 bambini e 400 donne detenute nel campo di Der Shmiel. 225 arresti illegali nel mese di novembre. 215.000 detenuti dal governo siriano di Bashar al-Assad, dall’inizio del conflitto nel 2011. Richiesta di giudizio da parte dell’International Criminal Court.

Secondo il World Food Programme sono necessari 64 milioni di dollari per l’assistenza ai 1,7 milioni di rifugiati siriani in Giordania, Libano, Iraq e Turchia. Secondo il SNHR 1200 feriti e disabili siriani trasportati nel campo rifugiati di al-Zaatari, in Giordania.

Il Syrian Observatory for Human Rights ha documentato la morte di circa 300.000 persone in Siria dal marzo 2011. Di cui 63.072 civili e 10.377 bambini. 120.000 combattenti delle forze del regime uccisi in 45 mesi di guerra civile.

Raid aerei israeliani nei pressi dell’aereoporto di Damasco, vicino il confine con il Libano.

La Commissione esteri del Senato in Italia ha impegnato il governo a “sostenere in tutti i modi, incluso quello militare, l’azione della coalizione internazionale” contro i jihadisti dello Stato islamico.

Secondo l’ultimo report del Syrian Network for Human Rights, si contano 2,9 milioni  di bambini rifugiati. 4000 sono le scuole danneggiate  in territorio siriano. Più di 2 milioni  di bambini non vanno più a scuola.

Altri 230 membri del gruppo al-Shaitaat, uccisi dai combattenti dell’ISIS, nel deserto di al-Keshkeyyi, nell’est di Deir Ezzor. Morti salite a 900.

Almeno 300 siti storici distrutti o danneggiati dal conflitto siriano. Alcuni di loro patrimonio dell’UNESCO: l’old city di Aleppo, Bosra, Damasco, le città morte del nord, il castello di Crac des Chevaliers e l’oasi greco-romana  di Palmira. Seriamente danneggiato l’al-Madina souq.

Nella giornata di Natale più di 100 persone uccise durante raid aerei dell’ISIS, nei villaggi di al-Bab e Qbasin, nel nordest di Aleppo. Uccisi 75 civili dalle forze di al-Assad, tra cui 11 bambini. Raid aerei su al-Bab, Qabbaseen e Qbasin, nella provincia di Aleppo, su Taftanaz, Abo Dafneh, Ma’arret al-Numan, Binin, Eblin, Rebe al-Jour e al-Tamanah, nell’area di Idlib, su Daraa, sul villaggio di al-Saan, nella provincia di Homs, su Shahranaz, Abu al-Fashafeesh e Kafrzyta, nella provincia di Hama, su Douma. Scontri nel campo di al-Yarmuk, nei villaggi di Deir al Asafir e Zebdin, nell’area di Eastern Ghota, a al-Zabadani e Darayya, nella provincia di Damasco.

Nell’ultimo giorno dell’anno, uccise 152 persone, di cui 35 civili. ISIS apre un ufficio a al-Forat State, per permettere l’arruolamento come mujahedeen, dell’Emir al-Muemineen Abo Baker al-Baghdadi.

Il governo di Bashar al-Assad è pronto ad incontrare i leader dell’opposizione siriana, a Mosca, per trovare un accordo di pace, dopo i 4 anni di guerra civile, che continuano ad uccidere in Siria.

Circa 1200-1300 rifugiati palestinesi uccisi dal conflitto siriano. Secondo i dati dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, dalla data di proclamazione del Califfato, il 28 giugno scorso, 1878 persone sono state uccise dall’ISIS, tra cui 1175 civili e 116 combattenti stranieri, che hanno chiesto di tornare nei loro Paesi. Sit-in curdo nella città di Aamoda, in provincia di al-Hasakah, contro il Democratic Union Party. 313 civili, di cui 101 bambini, morti a causa dell’assedio del regime di al-Assad a Homs e Daraa, nella provincia di Damasco. Continua l’assedio a Eastern Ghouta e nel quartiere di al-Waer, a Homs.

Secondo il SNHR, 265 cristiani arrestati dalle forze governative siriane.

Sciopero della fame dei detenuti della Central Prison di Homs, per maltrattamenti, assenza di processo, mancanza di cibo e medicine.

Nena News Agency “Siria. A Nowruz tra le tende degli yazidi” – di Federica Iezzi

Nena News Agency “KOBANE. Vita e lotta dentro la città assediata” – di Federica Iezzi

Il Manifesto 08/12/2014 “Deputati Israele confermano attacco aereo in Siria” – di Michele Giorgio

Nena News Agency “Il confine tra Siria e Turchia: la terra di nessuno” – di Federica Iezzi

Nena News Agency “FOTO. Vita nel villaggio siriano di Atmeh” – di Federica Iezzi

Nena News Agency – “Medio Oriente. Il Natale lontano” di Federica Iezzi


Syrian kurdish refugees in Kobane

Syrian kurdish refugees in Kobane

Novembre 2014 – 5772 vittime in Siria secondo il Syrian Observatory for Human Rights nel mese di ottobre, di cui 1064 civili, inclusi 251 bambini.

Iniziato l’ingresso, da Yumurtalik crossing, a Kobane di 150 peshmerga iracheni. I combattenti da Tal al-Shair, porta ovest di Kobane, sono entrati nella città per unirsi all’esercito YPG siriano contro i jihadisti dell’ISIS.

Scontri tra combattenti di ISIS e YPG nella parte ovest di Kobane, nei pressi dell’al-Amal hospital e sulle colline di Mashta Nour, sotto il controllo dei combattenti dell’YPG, nel villaggio di Kekan e a Kani Arban, a est della città e sulla Minas road nel sudovest di Kobane, nel villaggio di Tal Hamis, nei pressi di al-Qameshli, nella provincia di al-Hasakah.

Tre attacchi suicidi con blindati riempiti di esplosivi a Kobane.

Scontri tra YPG, supportati dal gruppo al-Karamah Army, e ISIS, nell’area di al-Jas’ah, nella città al confine iracheno di al-Ya’robeyyi e nel villaggio di Ras al-Ein, nella provincia di al-Hasakah.

I combattenti dell’YPG riprendono il controllo di strade ed edifici nel sud di Kobane, nell’area del Municipio e della moschea di al-Haj Rashad, a al-Hal Market e nell’area di Azadi Roundabout, nella zona est della città. YPG avanza sulla zona ovest di al-Baladia, prendendo il controllo di altri 6 edifici, e nella zona di Azadi. Raid aerei della Coalizione internazionale sull’area di Souq al-Hal e sulla piazza governativa. Ripresa anche la strada Halnaj-Kobani, a sud-est di Kobane. Inoltre riprendono il controllo dei villaggi di Eastern Kajo, Western Kajo, Asforeyyih, Swaydeyyih, Barqa e Kwashilah nell’area di Ras al-Ayn, nella provincia di al-Hasakah.

Le stime parlano di almeno 500-700 civili che hanno deciso di non lasciare Kobane. E sono per lo più anziani.

Secondo i dati del Syrian Observatory for Human Rights, dall’inizio dei combattimenti su Kobane (16 settembre) le vittime sono salite a 1153, di cui 27 civili curdi, 387 combattenti dell’YPG, 712 combattenti dell’ISIS.

Combattono a fianco dell’YPG: Suwar al-Raqqa, Suwar Umnaa al-Raqqa, Jabhat al-Akrad, Shams al-Shimal, Ahrar al-Suriya e Shukr al-Sefira. Almeno 200 combattenti del gruppo Jabhat al-Akrad e altri 100 del gruppo Suwar al-Raqqa, stanno combattendo contro l’ISIS a Kobane.

L’ISIS richiama combattenti dall’area nord-est di Aleppo, al confine turco-siriano, per Manbej e Kobane.

Dal 23 settembre scorso, 910 persone uccise dai raid della Coalizione Internazionale in Siria. 52 vittime civili, di cui 8 bambini, nei pressi delle raffinerie di petrolio di al-Hasakah, Deir Ezzor, al-Raqqa, Menbej (nella provincia di Aleppo) e Idlib. 72 vittime tra i combattenti affiliati ad al-Qaeda, nell’area a ovest di Aleppo e a nord di Idlib. Uccisi 785 combattenti dell’ISIS. Combattenti dell’YPG prendono il controllo di sei villaggi a sud di Ras al-Ein, nella provincia di al-Hasakah, dopo violenti scontri con i jihadisti dell’ISIS.

Raid aerei della Coalizione Internazionale nella zona est e sud di Kobane, a Jolbek e nell’area di al-Eza’ah, a ovest di Kobane, a Mosbaq al-Sono’, al-Tabani e nel deserto di Jdaydet Akidat, sull’oleodotto di al-Jafra, nella provincia di Deir Ezzor, nell’area di al-Ya’robeyyih, nella provincia di al-Hasakah, a Tal Abyad, nella provincia di al-Raqqa, nelle aree di Rif al-Mahamin e Manasher al-Brej e nel villaggio di Maskanah, nella provincia di Aleppo. Raid anche contro Jabhat al-Nusra, a Sarmada e Harim , sul confine turco-siriano, e contro i miliziani di Ahrar al-Sham islamic movement, nel villaggio di Basbqa, vicino Bab al-Hawa crossing.

Militanti dell’ISIS prendono il controllo dell’Hayyan Gas Company, nella provincia di Homs. Dopo giorni, le forze di al-Assad riprendono il controllo dei gasdotti di Jhar, al-Moher e dell’Hayyan Gas Company. Bombardamenti su Soran A’zaz, a nord di Mare’, roccaforte del Fronte Islamico, nell’area nord di Aleppo, su campo profughi nei pressi di Tal Sh’er, a ovest di Kobane.

Combattenti del Fronte al-Nusra hanno guidato i ribelli del Syrian Revolutionary Front, sostenuti dalle forze occidentali, dalla loro roccaforte alla provincia nord-occidentale di Idlib, dopo 24 ore di combattimento.

Il Fronte al-Nusra prende il controllo di Deir Sinbel e dei villaggi di M’arshorin, M’sran, Dadikh, Kafar Batikh, Kafruma e Khan al-Sobol, nell’area di Jabal al-Zawiya, nella provincia di Idlib, dopo combattimenti con membri dell’Hazem Movement. Inoltre avanza, con i ribelli del Fronte Islamico, sui villaggi di al-Sheikh Meskin e Da’el Town, nella provincia di Daraa. Preso il l’al-Zaffeh Bridge checkpoint. Il Fronte al-Nusra, supportato dai ribelli di Jund al-Aqsa, prende il controllo dei villaggi di Sfohen, al-Fterah e Hzarin, a sud di Idlib, e del villaggio di Flayfel, nei pressi delle Shahshabo mountain.

Bombardamenti del regime di Bashar al-Assad nell’area di Talbisa, nella provincia di Homs, a Hweja Saker, nella provincia di Deir Ezzor (almeno 90 vittime e 125 feriti), a Nahya Aqirbat, al-Qastal, Hamada Omar, Jana al-Albawi, al-Deqmaq, Atshan e Qaber Feddah, nella provincia di Hama, a al-Mzereb, Daraa al- Balad, Ebtaa e al-Sheikh Meskin, Nawa, Deir al-Adas, Enkhek e Zebdin, nella provincia di Dar’a, nel campo di al-Nazhen e in quello di Abdeen, a M’ar Tahrma, Jabala, Kansafra, Tabish, Khan Sheikho, Armanaz e Ma’arret Mesrin, nei pressi di Idlib, a Darayya, Marj al-Sultan, Khan al-Shih camp in Western Ghota, al-Helalia, Duma, Dahya al-Assad, nei pressi dell’ospedale militare di Harasta, Jrud al-Qalamun e Jesrin, nella provincia di Damasco, nel quartiere di Banyas City di Tartous, a al-Mansora, Mayer, Ma’er Seteh, al-Khan, al- Zyarah, Anadan, Yaqed al-Adas e nell’area di Toqad, nella provincia di Aleppo.

Almeno 581 raid aerei delle forze di al-Assad, con il lancio di 324 ordigni, su Damasco, Dara’a, Aleppo, Idlib, Homs, Hama e al-Hasakah. Almeno 115 civili uccisi, tra cui 19 bambini. Altri 370 feriti.

Scontri tra forze governative, supportate da Hezbollah, e Fronte Islamico a Hawsh al-Fara, in Eastern Ghouta, a Zamalka, Jaramana e Harasta, nella provincia di Damasco, a Siefat, Hendarat, Aziza  e in quartieri a sud di Aleppo, a al-Sheikh Meskin, nella provincia di Daraa, a al-Karim e Qabir Fedda, nella provincia di Hama, a al-Ramel, al-Ghraf e Kefrayyah, nell’area di Lattakia.

Le forze governative prendono il controllo del Gas Well 107, nell’area di Sha’er, a est di Homs. Scontri tra il Fronte al-Nusra, il Frnte Ansra al-Din, il Fronte islamico, contro le forze di al-Assad, supportate da National Defence Force, brigate Quds al-Filastini, Hezbollah e combattenti Shia da Iran e Afghanistan, nell’area di Handarat, vicino il villaggio di Sifat, nel nordest di Aleppo.

Scontri tra ISIS e forze governative a sud di al-Hasakah. I combattenti dell’ISIS impongono un coprifuoco, dalle 7 di sera all’alba, nel villaggio di al-Kharita, a ovest di Deir Ezzor.

Rilasciati almeno 93 detenuti curdi dalle forze dell’ISIS, nell’area di Aalya e 53 nella città di Manbej, nella provincia di Aleppo. Ancora nessuna informazione sul destino di 70 detenuti curdi.

Secondo il Syrian Network for Human Rights, dall’inizio del conflitto siriano, si contano 5514 vittime, morte sotto tortura, tra cui 95 bambini. 118 vittime solo nello scorso ottobre. Si contano 420 vittime tra il personale sanitario, di cui 20 ad ottobre.

300.000 abitanti di Aleppo minacciati con la stessa morte e distruzione che il regime di al-Assad ha inflitto a Homs e nei sobborghi di Damasco. Resistono, schiacciati tra le forze governative e quelle dell’ISIS.

L’Iran lavora ad un progetto per unire le milizie sciite straniere, provenienti da Afghanistan e Iraq, sotto la veste di un esercito parallelo a quello di Bashar al-Assad.

In un comunicato, Abu Baker al-Baghdadi, consente ai membri della minoranza al-Shaitaat, di tornare nelle proprie case, rispettando leggi e regole dettate dall’ISIS. Lo scorso agosto i jihadisti dell’ISIS hanno ucciso almeno 700 civili del gruppo al-Shaitaat, nei villaggi di Badeyat al-Shaitaat, Ghranij, Abo Hamam e al-Keshkeyyi, nell’area di Deir Ezzor.

Continua la difficoltà all’accesso di acqua potabile in alcuni quartieri della città di Hama e a Eastern Ghouta.

Raid aerei siriani sull’ospedale di Kansfra, nell’area di Idlib.

Chiuse la maggiorparte delle scuole nella provincia di Deir Ezzor dalle forze dell’ISIS. Iniziato l’insegnamento della Sharia nella moschea di al-Rawda, nella città di al-Mayadin. Chiuse le scuole anche nella città di al-Bokamal, sul confine turco-siriano.

08.11.2014 Secondo al-Arabiya, il leader dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, è stato criticamente ferito da un raid aereo statunitense, nei pressi del villaggio di confine iracheno ovest di al-Qaim.

La presidenza di Obama invia 1500 soldati statunitensi in Iraq, con lo scopo di addestrare i combattenti curdi.

Arrivano aiuti umanitari dal Movimento della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nel quartiere di al-Waer, a Homs, sotto assedio dall’ottobre 2013, dove vivono 15.000 famiglie.

Secondo l’ultimo report dell’UN Commission of Inquiry on Syria, “Living under ISIS in Syria”, i jihadisti dello Stato Islamico hanno commesso e continuano a commettere crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Falliti i tentativi di alleanza tra Jabhat al-Nusra, al-Muhajren wa al-Ansar e Fronte Islamico. Raggiunto invece accordo tra i gruppi ribelli al-Muhajren wa al-Ansar e Amir of al-Quqaz.

Il Syrian Network fo Human Right ha documentato 4850 casi di violenza sessuale, dall’inizio del conflitto siriano. Uccise dal regime di al-Assad 15.372 donne, di cui 4.194 bambine, dal marzo 2011. Uccise dall’ISIS 81 donne tra le province di Deir Ezzor, Hama e al-Raqqa. Arrestate 6.500 donne, di cui 450 sono scomparse.

Secondo la documentazione del Damascus Center for Human Rights Studies, nel 2014 sono morti 3004 bambini in Siria, nel corso del conflitto civile. Sono 17268 i bambini morti dal marzo 2011, secondo il report del SNHR “Children of Syria..a lost dream”. Secondo i dati del SNHR, 4573 bambini orfani di madre e 18.273 orfani di padre, dall’inizio del conflitto siriano.

I jihadisti dell’ISIS sequestrano banche del sangue degli ospedali della provincia di Deir Ezzor, per avere rapido accesso alle trasfusioni, per i combattenti feriti.

Secondo il SNHR 1.300.000 bambini sono senza educazione scolastica dal marzo 2011, in Siria. 280.000 bambini feriti, dall’inizio del conflitto siriano. 2.900.000 bambini vivono come rifugiati dal marzo 2011.

Membri del gruppo al-Shaitaat iniziano a fare ritorno nelle proprie case nel villaggio di Granij, assediato dall’ISIS, a est di Deir Ezzor.

Da quando lo Stato Islamico ha preso il controllo della città di al-Raqqa, lo scorso gennaio, i raid aerei del regime di al-Assad hanno ucciso 307 persone, inclusi 31 bambini. Dal marzo 2011 nella provincia di al-Raqqa si contano 1802 vittime.

Al Jazeera “Aleppo: notes form the dark”

Nena News Agency “FOTO. La battaglia del popolo di Kobane” di Chiara Cruciati http://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/CoISyria/HRC_CRP_ISIS_14Nov2014.pdf

Nena News Agency “FOTO. Nena News dentro Kobane” – di Federica Iezzi

http://sn4hr.org/public_html/wp-content/pdf/english/Syria_Children_en.pdf

Nena News Agency “VIDEO. Nelle strade di Kobane” – di Federica Iezzi

Al Arabiya “Kurdish refugees from the syrian town of Kobani”

Syrian refugees

Syrian refugees

22 novembre 2014 – Dai dati del DCHRS nella giornata di oggi si contano 30 vittime, per la maggiorparte nell’aerea di Damasco e nella provincia di Aleppo.

Scontri tra forze del regime e ISIS nell’area di Shaer, nella provincia di Homs. Scontri tra ISIS e YPG a Ras al-Ein, al-Qadisiyyi, al-Saghira e al-Ya’robesyi, nella provincia di al-Hasakah, nel villaggio di al-Qanafez, a est di Hama, nell’area di Hwayjet Sakat, nella provincia di Deir Ezzor. Scontri tra Islam Army e Ahraro al-Sham Movement nel border crossing di Bab al-Hawa e nel villaggio di Khan al-Sobol, nella provincia di Idlib. Scontri tra forze del regime, appoggiate dai combattenti di National Defence Forces e Hezbollah, e Jabhat al-Nusra, nelle aree di Zabdin, Basima, al-Salam, nella provincia di Damasco, a Nubol e al-Zahraa, nella provincia di Aleppo.

Bombardamenti dalle forze di al-Assad a Der-Maqran, nella provincia di Damasco, nei villaggi di Nubol e al-Zahraa (abitati da sciiti), nell’area di Mallah, nella città di Hraytan, nei villaggi di Babis e al-Mansora, nella provincia ovest di Aleppo, nei villaggi di al-Hrak e Alma, nella provincia di Daraa. A Syrian refugee girl stands outside a tent at a refugee camp in Zahle in the Bekaa valley 23 novembre 2014 – Dai dati del SOHR nella giornata di oggi si contano 31 vittime, di cui 2 bambini.

Scontri tra forze governative e ISIS nell’area di Hweja Saker, nella provincia di Deir Ezzor.

Bombardamenti dalle forze di al-Assad a Kha al-Sobol, Abo Maki, M’ara, al-Nu’man e Abo al-Bohor, nella provincia di Idlib. Jabhat al-Nusra e Fronte Islamico riprendono l’area di al-Ma’anel a sud del villaggio di Al-Zahraa, nella provincia di Aleppo. Scontri tra forze governative e Fronte Islamico con Jabhat al-Nusra, nelle aree di al-Zalaqiat, al-Sathiat, Nahia, Aqirbat, al-Sa’n, Kafar Zita e al-Latamina, nella provincia di Hama.

Aiuti umanitari entrano nei quartieri di al-Qadam e al-Esali, a sud di Damasco, dopo 9 settimane di assedio. Syrian refugees are seen at a refugee camp in Zahle in the Bekaa valley 24 novembre 2014 – Dai dati del SOHR nella giornata di oggi si contano 26 vittime, di cui 2 bambini.

Scontri tra forze governative, appoggiate da Hezbollah, e combattenti del Fronte Islamico e di Jabhat al-Nusra, nell’area di Hendarat e Maysalon, nella provincia di Aleppo, a Wadi Barada e Eastern Ghota, nella provincia di Damasco.

Bombardamenti delle forze del regime su Ein al-Feza e Zadin, nella provincia di Damasco, sui villaggi di al-Herak, al-Mjedel, Qerata, Kom al-Roman, Busra al-Sham, Shekh Meskin, al-Jeza e Othman, nella provincia di Dar’a, nell’area di Tadmor, nella provincia di Homs, nei villaggi di Hamada Omar, Abo Hbilat, Qaser Iben Wardan e al-Zellaqeyyat, a est di Hama.

Scontri tra le forze di al-Assad e ISIS nell’area di Sha’er, a est di Homs.

Nena News Agency 24/11/2014 “FOTO. Siria, gli yazidi di Nowruz” – di Federica Iezzi


Syrian children image Ottobre 2014 – Secondo i dati del Syrian Network for Human Rights nel mese di settembre si sono contate in Siria 2375 vittime, di cui 294 bambini.

Continuano violenti scontri tra i miliziani jihadisti dell’ISIS e i combattenti dell’YPG a poche centinaia di metri da Ayn al-Arab e nel villaggio di Qura Henj, a sud di Kobane. Assediati dall’ISIS almeno 350 villaggi, nell’area di Kobane. L’ISIS prende il controllo del villaggio di Zerek, importante sito curdo. I combattenti curdi riprendono il controllo della città di Rabia, al confine con l’Iraq. I curdi siriani respingono gli attacchi del gruppo jihadista da Mishtenur hill. Almeno 70 raid aerei della coalizione internazionale colpiscono siti ISIS a sudovest di Kobane. Una combattente dell’YPJ irrompe e si fa esplodere in un sito controllato dall’ISIS nella periferia orientale di Kobane. L’ISIS entra nell’area di Old Maqtalah, quartiere orientale di Kobane. I jihadisti dell’ISIS controllano il 40% della città di Kobane. 1.3 km dal confine turco-siriano. Oltre 800 le vittime dall’inizio dei combattimenti a Kobane (16 settembre scorso), di cui 313 combattenti dell’YPG e almeno 20 civili. 481 combattenti dell’ISIS morti a Kobane. 300.000 i rifugiati curdi siriani dell’area di Kobane, di questi 186.000 sono entrati in Turchia. Chiuso il crossing tra Ayn al-Arab e i territori turchi, permesso di entrata in Turchia soltanto ai feriti. Oltre 13.000 i profughi rimasti nei pressi del confine turco-siriano.

Supporto all’ISIS da parte dei talebani pakistani. Già inviati almeno 1000 combattenti.

Ankara non vuole che Kobane cada nelle mani dell’ISIS. Il premier turco Ahmet Davutoglu ha autorizzato l’intervento delle forze armate contro i jihadisti dello Stato Islamico. Almeno 4000 combattenti dell’esercito turco impegnati al confine con la Siria, contro l’ISIS.

Non si arrestano i bombardamenti da parte della coalizione internazionale sulle aree ad est e sud di Ayn al-Arab (almeno 90 raid aerei), su Tal Abyad, al-Tabaqa e Ein Essa, nella provincia di al-Raqqa, su Manbej, Jarablos e Tishreendan, nella provincia di Aleppo, su al-Mayadin, al-Shmeteyyi e al-Sor, nella provincia di Deir Ezzor, su al-Shaddadi, nella provincia di al-Hasakah.

Due esplosioni nei pressi della scuola Ekrima al-Makhzum, nel quartiere di Ekrima a Homs, abitato da alawiti, hanno provocato la morte di 48 civili, tra cui 42 bambini. Almeno 40 i feriti.

Scontri anche tra ISIS e YPG nell’area di Jaz’a, al-Ya’rubia, al-Dahma, Zagher Shamia, Tal Melih e al-Kharita, nella provincia di al-Hasakah,  al confine con l’Iraq. L’ISIS prende il controllo di 3 giacimenti di gas nell’area di Sha’er, nella provincia di Homs.

Scontri tra il gruppo sciita Hezbollah e i combattenti del Fronte siriano di al-Nusra nella città di Arsal, al confine con il Libano.

Proteste e dimostrazioni pro-curdi nel sud-est della Turchia. Almeno 21 vittime.

Violenti scontri tra le forze di Bashar al-Assad e i ribelli di Ahraro al-Sham: inizia la battaglia di “Za’er al-Ahrar”. Il gruppo di Ahraro al-Sham prende il controllo per alcune settimane dei villaggi di Qashotah, al-Barzaneyyi, Diman, al-Zera’ah al-Tehtaneyyi, al-Zera’ah al-Foqaneyyi, Abotbeh e Sad’ayya.

Il Fronte Islamico prende il controllo del villaggio di Saifat e dell’area di Suleiman al-Halabi, nella provincia di Aleppo. 

Scontri anche tra l’esercito governativo, appoggiato dai combattenti di Hezbollah, e il Fronte al-Nusra e il Fronte Islamico nei villaggi di Sefat, Handarat, al-Maslamia, Thakana Hanano, Hendarat, al-Adnania, Nobbol e al-Zahraa, nella provincia nord e est di Aleppo, nei villaggi di Bri al-Sharqi, Morek e al-Kassarah a est di Hama, a Jobar, Darayya e Erbin nell’area di Damasco, a Rahoum e Talbise, nella provincia di Homs, a al-Hamideyyi, nell’area di al-Qunaytera, nel villaggio di Om al-Mayazen, nella provincia di Daraa. I combattenti di Jabhat al-Nusra e di Jund al-Aqsa hanno preso il controllo dei villaggi di Balyon, Kesafra, Eblin, Ebdita, Mashon e Maghara nei pressi della Zawiya mount, nel governatorato di Idlib.

Bombardamenti da parte delle forze del regime su Eastern e Wester Ghouta, sul campo di Yarmouk, a Doma e Ein Terma nell’area di Damasco, nei villaggi di Tramla, Ma’arret Mesrin, Tal Mennes, al-Rami, Khan Sheikhon, Jerjenaz, al-Taman’ah, Kafar Sejneh, Abo al-Dohur, Saraqeb, al-Nqir, Ma’er Shorin, al-Amodeyyi, Ma’arret al-Nu’man, Tal al-Nabi Ayyoub, Bennesh, Kafroma, alTaman’a, al-Hebet e le montagne di al-Arba, nella provincia di Idlib, nei villaggi di Aqayrabat, Salba, Allatamneh e Kafar Zayta, Morek, Soha, Kafar Batna, al-Latamina e Latmin, nella provincia di Hama, nei villaggi di Ankhel, Ghabagheb, Deir al-Bakht, Wared, al-Boq’ah, al-Sheikh Sa’ed, Western Gharya, al-Sarweyyat, Enkhel, Semlin, al-Yadoda, Jasem, al-Sheikh Meskin, Da’el e Om al-Mayazen, nella provincia di Daraa, nei villaggi di Kafar Hamra, Anadan, Handarat e Hretan, nell’area di Aleppo.

Le truppe di regime riprendono il controllo dell’area di Morek, nella provincia di Hama. Il governo di Ankara concede il passaggio delle forze peshmerga irachene curde vero la città di Kobane, per contribuire a fermare l’avanzata dell’ISIS. Il governo curdo iracheno autorizza 150 peshmerga ad entrare in Siria.

Almeno 80 combattenti curdi sono arrivati a Kobane da Erbil, altri 70 sono fermi sul confine turco-iracheno.

L’aviazione americana inizia il lancio di rifornimenti medici e militari ai curdi a Kobane.

L’ISIS bombarda il border crossing di Mursitpinar, al confine tra Siria e Turchia, per fermare l’arrivo a Kobane dei peshmerga curdi dall’Iraq. Attaccato anche il distretto di al-Jemrok, a nord di Kobane. Tra Siria e Iraq 632 raid aerei da parte della Coalizione Internazionale. Più di 1700 bombe sganciate.

Al Jazeera “Interactive: countries countering ISIL”

Nena News Agency – 11 ottobre 2014 “SIRIA. Nei campi profughi” – di Federica Iezzi

“Nei campi profughi siriani” – Reportage e immagini di Federica Iezzi

Nena News Agency 30 ottobre 2014 “Abdel Basset Sayda: assicurare aiuti continui a combattenti kurdi” – di Federica Iezzi

Al Jazeera “Fear grow as ISIL tightens grip on Kobane”

Al Arabiya “Syria’s internally displaced”

Rai News 24 “Kobani, l’ultima disperata resistenza dei curdi siriani” – di Lucia Goracci

RaiNews24 “ISIS, la Turchia consente il passaggio dei peshmerga curdi diretti a Kobani” – Diretta di Lucia Goracci

Il Manifesto 21/10/2014 “Nusra e islamisti pronti all’offensiva prima dell’inverno” – di Michele Giorgio


Syrian refugees in Turbide, Bekaa Valley camp (Lebanon) 533583ede 30 settembre 2014 – Scontri violenti tra forze di al-Assad e miliziani del Fronte al-Nusra e del Fronte Islamico a Morek e al-Masasena, a nord di Hama, e Aqrab, a sud di Hama; vicino il campo profughi di Daraa; a Jobar, Arbin, al-Dokhania, Eastern Ghouta, Darayya, nel campo di Yarmouk e nel quartiere di Tishreen, a Damasco; a Tal Kerdi e al-Qatari, nei pressi di Douma; nel quartiere est di Aleppo di Suleiman al-Halabi e nella città di Aziza, a sud di Aleppo.

Nella notte scontri tra ISIS e forze governative nei villaggi di al-Mafkar e Fraytan, nella provincia di Hama.

Scontri tra ISIS e miliziani di Jabhat al-Akrad e Fronte islamico nell’area di al-Madajin, vicino Dabeq, a nordest di Aleppo, controllata dalle forze dell’ISIS. Violenti scontri tra ISIS e YPG a sudest e sudovest di Ayn al-Arab, a Dahmaa e al-Raweyyi, nella provincia di al-Hasakah.

Assediati dall’ISIS 325 villaggi, nell’area di Kobane. Almeno 200.000 rifugiati siriani della zona di Kobane. Bombardamenti governativi sui villaggi di Kafar Zayta e Allatamneh, nella provincia di Hama.

Colpi di mortaio sulla città di Mharde, abitata da cristiani. Bombardato dalle forze del regime il quartiere di al-Jbeleh, a Deir Ezzor Bombardamenti su al-Shekh Kheder e al-Sakhour, a est di Aleppo; nei quartieri di al-Qatana, Jabba al-Quba, Bab al-Hadid e Qarliq di Aleppo.

Raid aerei statunitensi su Tabos Hill, nella città di al-Shmeteyyi, nella provincia di Deir Ezzor, colpiscono un campo di addestramento dell’ISIS. Raid anche su al-Kharita e al-Hawayej a ovest di Deir Ezzor. Continuano i raid aerei americani su Tal Abyad, a nord di al-Raqqa.

“Syria – Fighting around Kobane” 30 sept 2014


20149261255484546_8 29 settembre 2014 – Nella notte raid aerei americani a Tal Abyad e Tabka, nell’area di al-Raqqa; a Manbej e Jarblis, nel governatorato di Aleppo; sul Koniko Gas Plant, a Khasham, sul villaggio di al-Mre’eyyi, e sulla città di Mo Hasan, nella provincia di Deir Ezzor; a Markadah, nell’area di al-Hasakah; a Maharda, un’area abitata da cristiani, nella provincia di Hama.

10 raid aerei statunitensi a Ma’ar Tamasrin, Taftanaz, M’ara al-Nu’man, al-Taman’a, Telmins e Jarjanaz, nella provincia di Idleb. Riportate almeno 5 vittime civili, compreso un bambino, a Telmins.

Non si fermano gli scontri tra miliziani dell’ISIS e combattenti dell’YPG a Ayn al-Arab. L’ISIS avanza da est verso la città di Ayn al-Arab, il gruppo jihadista è lontano solo 2-3 km dalla città. Sotto il controllo dell’ISIS almeno 70 villaggi dell’area di Kobane.

Da ieri schierati carri armati delle forze turche sul confine tra Siria e Turchia.

Scontri anche a al-Ya’robeyyi, nell’area di al-Hasakah, sul confine iracheno.

Mentre almeno 200.000 rifugiati siriani, sono in Turchia, molti curdi siriani della zona di Kobane, aspettano, all’aperto da giorni, sul confine turco-siriano, le autorizzazioni per poter entrare in territorio turco.

Scontri tra forze governative, affiancate da Hezbollah, e Fronte al-Nusra e Brigate al-Quds, a Khan Toman, Kafar Naha e Karaj al-Hajez crossing, nell’area di Aleppo; nel quartiere di Jam’eyyet al Zahraa ad ovest di Aleppo; a al-Dokhania, Douma, Jobar, al-Zabadani nell’area di al Qalamun, Jaramana e Eastern Ghouta, nella zona di Damasco; a Om Sharshoh, nella zona di Homs.

Scontri tra ISIS e miliziani del Fronte islamico, Fronte al-Nusra, Brigate di Jabhat al-Akrad, nella città di Dabeq, sotto il controllo dell’ISIS.

Bombardamenti governativi su al-Harra, nella provincia di Daraa; su Om Hojayrah, a nordest di al-Hasakah.

Nena News Agency 29 settembre 2014 – “SIRIA. Cos’è l’ISIS per la gente comune” – di Federica Iezzi

Al Jazeera “Kurdish refugees flood Turkey”


20149261255237619_8 28 settembre 2014 – Si contano 114 morti nella giornata di oggi.

1500 combattenti curdi si sono uniti agli uomini dell’Unità di Protezione Popolare, mentre continuano gli scontri nel governatorato di Aleppo.

200.000 rifugiati siriani sono stati costretti dall’avanzata dell’ISIS a lasciare le proprie case, nell’area di Kobane.

Gli scontri tra ISIS e YPG non si fermano a Alishar e Ayn al-Arab.

Forze governative bombardano i quartieri di Ashrafeyyi, Sabe’ Bahrat, Karm al-Tarrab e Bani Zeid, a nord di Aleppo; il villaggio di Mefelseh, a sud di Aleppo; il campo di Khan al-Shish, a Western Ghouta, nella provincia di Damasco; Otman, al-Harak, Jamrin, nella provincia di Daraa; i villaggi di al-Hamedia e al-Samdania, nell’area di al-Quneitra; a al-Taman’a, nella provincia di Idlib; a Zafrzyta, nel governatorato di Hama.

Scontri tra combattenti di al-Assad e miliziani del Fronte al-Nusra a Dokhaneyyi, nell’area di Damasco. Il controllo di Dokhaneyyi è stato ripreso dalle forze del regime.

30 raid aerei statunitensi colpiscono 3 raffinerie di petrolio a Hajj e Balo e 6 a Tal Abyadh, a nord di al-Raqqa, in Siria settentrionale, sul confine turco. 4 raid aerei su Bawabat Tal Abyadh, sul confine iracheno; 3 sul dipartimento di polizia e la scuola di agricoltura, 2 sulla fabbrica di plastica e 3 sui campi di addestramento dell’ISIS della città di Slook.

Nell’area di Tabny, a est di Deir Ezzor, altri raid aerei: 4 a Khosham e 2 a Kisra.

Bombardamenti americani su Minbej, nel governatorato di Aleppo. Colpito anche campo di addestramento dell’ISIS di al-Zarqawi a al-Raqqa. Raid americani sul villaggio di al-Fedghmi, nell’area di al-Hasakah.


201492612553927457_8 27 settembre 2014 – Bombardamenti aerei e offensiva via terra da parte del regime di al-Assad a Holi, Ad-Dukhaniya, nella provincia di Damasco; a al-Latamna, nella provincia di Hama; a Abo al-Dohur e al-Debsheyyi, nell’area di Idlib; nel villaggio di Aqraba, a Jemrin, Otman, Nawa, Deir al-Adas, Bosra al-Sham, Ankel, nella provincia di Ankel; a Qara, Jobar e Adra al-Balad, nella provincia di Damasco. Le forze di al-Assad riprendono il controllo del villaggio di Adra al-Balad, prima in mano ai ribelli di al-Qaeda.

Bombardamenti governativi anche nella città di Darayya, nei quartieri di Sayyedah, Sokaynah Shrine, Taman’ah, al-Hbet, Hafsarjeh, Ma’arret, N’man, nella provincia di Idlib; Masasnah, Kafar Zayta, Allatamneh, nella provincia di Hama. Colpita dal regime la base aerea e il villaggio di Jnayneh, nell’area di Deir Ezzor. Scontri tra forze governative e gruppi islamici (Jabhat al-Nusra, Fronte islamico) a Zellin.

Scontri tra forze di al-Assad, appoggiate dal gruppo Hezbollah, e Fronte al-Nusra a Jobar, nell’area di Damasco. Continuano gli scontri tra ISIS e YPG a Eleshar, ad est di Ayn al-Arab; nella base aerea di Kwayres, a al-Bab, a Manbej, Sitalab, Masakeh Hanano, ad est di Aleppo; a al-Ashara, nella provincia di Deir Ezzor; Tal Kojar, vicino il confine iracheno.

Per il quinto giorno consecutivo, non si fermano i raid aerei americani su al-Ashara, a est di Deir Ezzor e ad al-Qaim. Si contano circa 40 raid aerei contro l’ISIS in meno di una settimana. 31 raid a al-Tala’e, al-Maqas, al-Keren, al-Tabaqa, nella provincia di al-Raqqa. Bombardamenti anche su al-Hammad, ad est di Tadmori, nel governatorato di Homs; a Menbej, nella provincia di Aleppo; a al-Fadghami, nella provincia di al-Hasakah. Tra le vittime civili. Intanto a Kaer Daryan, nell’area di Idlib, e a Taraq, nell’area di Aleppo, iniziano le prime proteste contro i bombardamenti americani in Siria, che colpiscono i gruppi di ribelli del Fronte al-Nusra e la popolazione civile.

160.000 rifugiati siriani sono entrati in territorio turco. Erdogan annuncia il dispiegamento di forze turche contro l’ISIS, per proteggere i profughi siriani in Turchia.

Secondo i dati dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani si contano 139 vittime nella giornata di oggi.


scarred - 2 26 settembre 2014 – Scontri tra combattenti di Jabhat al-Nusra e forze governative nelle aeree di Wadi Ayn Terma, Dokhaneyyi e Bet Sahem, nella provincia di Damasco.

Bombardamenti dalle forze di al-Assad a Deir al-Adas, Ankhel, Otman, Eastern Karak, nella provincia di Daraa; a al-Qalamun e Jobar, nella provincia di Damasco; nei quartieri di Aleppo al-Sharafeyyi, al-Meleh, Masaken, Hanano, Bab al-Nayrab e Eza’a; a Samadaneyyi, nella provicnia di al-Quneytera; a Saraqeb, Khan Sheikoun e Kafr Nabl, nella provincia di Idlib. 5 raid aerei delle fore governative colpiscono ribelli jihadisti a Rahwah, nell’area di Arsal, in Libano.

Scontri tra miliziani dell’ISIS e esercito turco, al confine con la Turchia, ad est di Kobane. Raid statunitensi a Mosbaq al-Sono e al-Mayadin, nella provincia di Deir Ezzor.

Nella notte raid aerei a Badeyet al-Qureyyi, a est di Deir Ezzor. Colpite raffinerie di petrolio nei territori ad est della Siria, al confine con l’Iraq. Colpite basi dell’ISIS nella città di Mayadeen. Raid aerei americani a al-Khama’el, a sud di al-Hasakah, vicino al confine iracheno, contro ISIS, Fronte al-Nusra e altri ribelli. Dall’inizio dell’offensiva degli Stati Uniti sul territorio siriano, 160 combattenti si sono uniti al gruppo di jihadisti, nel nord-est di Aleppo.

Secondo i dati dell’UNHCR 48.400 siriani hanno presentato richiesta di asilo in Germania, Stati Uniti, Francia, Svezia, Turchia e Italia.


Syrian refugees flee conflict to Turkey25 settembre 2014 – Continuano i raid aerei delle forze statunitensi sulla città siriana di Kobane, assediata dai combattenti jihadisti dell’ISIS. Al momento l’ISIS domina il 75% della regione di Kobane e i curdi hanno solo il controllo della città di Kobane, del villaggio di Shera e di altri piccoli 15 villaggi.

Scontri tra miliziani dell’ISIS e combattenti dell’YPG ad al-Rewaya, Mabroka, al-Dahma e Thamad, ad ovest della città di Ras al-Ein.

Dopo i bombardamenti americani, i miliziani del braccio armato siriano di al-Qaeda, il Fronte al-Nusra, hanno evacuato le loro basi e le loro posizioni nella provincia nordorientale di Idlib.

Raid aerei hanno colpito raffinerie di petrolio, controllate dall’ISIS, nei territori a est della Siria. 3 raffinerie di petrolio nell’area di al-Houl colpite nella provincia sud di al-Hasakah.

Raid aerei nella notte sull’area di Deir Ezzor (a Mosbaq al-Son, al-Myadin, Ein Ali, Hajin, al-Hrejia, al-Ashara) e sull’area di al-Hasakah (al-Shadadi). Scontri tra le forze di al-Assad e il Fronte al-Nusra nell’area di Morek, nella provincia di Hama, ad Aleppo, a Doma, Adra, al-Sahli, al-Mqelibe, Wadi Barada  e nell’area di al-Dokhaneyyi, nella provincia di Damasco, a Nawa, nella provincia di Daraa.

Le forze governative siriane, spalleggiate dal movimento libanese Hezbollah, hanno ripreso il controllo della città di Adra al-Omalia, a 30 km da Damasco, dopo violenti scontri contro i ribelli affiliati al Fronte al-Nusra.

Intanto almeno 200 raid aerei americani hanno colpito postazioni dell’ISIS in Iraq.

Manifestazioni in Siria, a Idlib e Houla, nella provincia di Homs, contro gli attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti.

Dai dati del Syrian Network for Human Rights i raid aerei americani nella provincia di Idlib avrebbero ucciso 11 civili, tra cui 4 bambini.


529f3d066 24 settembre 2014 – Distrutte posizioni strategiche dell’ISIS attorno alle città di al-Raqqa, Deir Ezzor, al-Hasakah (Tel Hamis e Shadadih), e su Albu Kamal, al confine con l’Iraq. 13 raid aerei su checkpoint dell’ISIS a al-Senaha e al-Hejana, nei pressi della città di al-Bokamal. Altri raid aerei nella notte su posizioni dell’ISIS nel nord-est di Aleppo, nei villaggi di Sarrin, Qubah, Ilajaj, Qara Quzak, Khrab Ashak.

Scontri tra ISIS e YPG a sud-ovest di Kobane.

Il numero di rifugiati siriani in Turchia sfiora i 150.000.

Bombardamenti dal regime di al-Assad nell’area di al-Brej, nel governatorato di Aleppo, attorno alla valle di Ein Terma, a al-Dokhania, Jobar e Eastern Ghota, nella provincia di Damasco, a al-Qunaytera, nell’area di al-Husayneyyi, nella provincia di Deir Ezzor, a Gharya e al-Harra, nella provincia di Daraa.

Nena News Agency – 24 settembre 2014 – “Come è cambiata la vita dei bambini in Siria?” – di Federica Iezzi

“I bambini della Siria” – Reportage di Federica Iezzi. Immagini di Alan Ali


10639730_10204704428360890_7527647114421694698_n 23 settembre 2014 – Le forze statunitensi iniziano a bombardare posizioni dell’ISIS in Siria. Circa 50 raid aerei, iniziati alle 00.30, sulle aree di al-Raqqa (Tal Abyad, al-Tabaqa e Ein Essa) e Deir Ezzor. 3 raid aerei su centri di addestramento e di controllo dell’esercito jihadista a al-Hasakah, al-Houl e al-Shadadi. 22 raid aerei a al-Bokamal.

Intanto continuano gli scontri tra combattenti dell’YPG e uomini dell’ISIS ad est di Kobane. Violenti scontri anche ad ovest di Ras al-Eyn e nel villaggio di al-Raweya.

Reuters 23 sept 2014 “Aftermath of US airstrike in Idlib, Syria”


10352958_10204701090957457_8910757545735977067_n 22 settembre 2014 – I combattenti dell’YPG hanno arrestato l’avanzata dell’ISIS sull’area di Kobane, vicino il confine turco.

Ancora violenti scontri tra YPG e ISIS nelle zone a sud e a ovest della città di Ayn al-Aran, nei villaggi di Abo Serra e Arshaf.

Più di 130.000 curdi siriani hanno lasciato le loro case e hanno attraversato il confine con la Turchia a Mursitpinar, unico punto di passaggio ancora aperto.

Secondo i dati del Syrian Network for Human Rights sarebbe stato colpito dalle forze governative l’ospedale di Al-Mantouma At-Tabiya, ad Hama, nell’area sud di Idlib.


slide_261180_1719132_free 21 settembre 2014 – Almeno 70.000 curdi siriani sono rifugiati oltre il confine turco, per la violenta avanzata delle forze dell’ISIS, che hanno assediato 64 villaggi nell’area di Ayn al-Arab.

Continuano gli scontri con artiglieria pesante, carri armati, fucili da assalto e kalashnikov, nei villaggi di Qarah Mog e Abajoq. 

Target dell’ISIS anche il villaggio di Kafarnan, abitato da alawiti, nella provincia di Homs. Intanto continuano gli scontri tra i combattenti jihadisti e le forze dell’ YPG vicino il villaggio di al-Thamad, ad ovest della città di Raas al-Eyn, e nel villaggio di Jabhat al-Akrad, nel governatorato di Aleppo.

Collassato il ponte di al-Syasia, considerato l’unico punto passaggio tra le zone controllate dall’ISIS nella provincia di Deir Ezzor e la riva orientale del fiume al-Furat. Così Deir Ezzor rimane totalmente sotto assedio. Impossibilità anche di far arrivare aiuti umanitaria alla popolazione.

Da almeno 10 giorni, 20.000 rifugiati palestinesi nel campo di Yarmouk, a sud di Damasco, sono senza acqua potabile.

Le forze di al-Assad colpiscono l’ospedale di Ash-Shefa, nella città di Ihsim, nel governatorato di Idlib.


Syria 19sept2014 - Syrian Kurds wait behind the border fence to cross into Turkey near the southeastern town of Suruc in Sanliurfa province

Syria 19sept2014 – Syrian Kurds wait behind the border fence to cross into Turkey near the southeastern town of Suruc in Sanliurfa province

20 settembre 2014 – Secondo gli ultimi dati del Syrian Observatory of Human Rights le forze curde hanno perso il controllo di circa 60 villaggi, nell’area di Kobane. Continua l’avanzata degli uomini dell’ISIS. Almeno 100 villaggi sono stati evacuati, per la protezione dei civili.

Violenti scontri tra YPG, Unità di Protezione Popolare, e combattenti dell’ISIS nel villaggio di Qarah Mog.

Circa 45.000 curdi siriani hanno attraversato il confine turco, da Akcakale a Mursitpinar.

Nena News Agency 20/09/2014 – “SIRIA. La battaglia per la conquista di Kobani” – di Federica Iezzi


10685592_10204679978549660_4531187255824248630_n 19 settembre 2014 – Continua l’assedio da parte dei combattenti dell’ISIS di 24 villaggi curdi nell’area di Kobane (Ayn al-Arab), nel nord della Siria, vicino al confine con la Turchia. Gli attacchi nelle ultime 48 ore hanno coinvolto carri armati e artiglieria pesante, fucili d’assalto, kalashnikov e granate.

Pesanti bombardamenti dell’ISIS nei villaggi di Barkel e Qihida a sud di Kobane. Questa notte presi altri 3 villaggi nei pressi del fiume al-Forat, ad ovest di Kobane. Per ora nessuna informazione sul numero di vittime. Il violento assalto ha spinto i civili ad abbandonare le proprie case nel timore di ritorsioni da parte dei jihadisti. Circa 3.000 rifugiati tra uomini, donne e bambini sono arrivati al confine turco nella notte.

Al Arabiya “Syrian kurds flee to Turkey”


10712732_10204659964689326_5895825497447858346_n 18 settembre 2014 – I combattenti dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria hanno assediato 21 villaggi curdi nel nord della Siria, nei pressi della città di Ayn al-Arab, al confine con la Turchia.

Violenti scontri tra i ribelli siriani e i miliziani dell’ISIS a Dabeq, nel governatorato di Aleppo.

Bombardamenti delle forze governative sui villaggi di Nahya Aqirbat, Hamada Omar, Kafar Zita, Demo e Tal al-Meleh, nella provincia di Hama e sui villaggi di al-Bab, Balat e al-Jaboul, vicino ad Aleppo, tutti sotto il controllo del gruppo jihadista.


Syrian family lives on scrap collection Il conflitto siriano inizia nel 2011 con le prime rivolte e le prime sommosse civili. Si respirava da lungo tempo un’aria carica di risentimento.

Al-Jazeera “Syria’s war”

Scoppiarono una sequenza sterminata di dimostrazioni pubbliche contro il regime di Bashar al-Assad da parte del gruppo salafita Ahrar al-Sham, guidato dal precetto della Shahada. Ad appoggiare i ribelli islamici, contro il governo siriano, entrarono il fronte Al-Nusra, un gruppo vicino all’ideaologia di Al-Qaeda e i jihadisti iracheni, con il fine ultimo di portare la legge coranica della Shari’ah in territorio siriano. Si schierano a fianco dei miliziani anche Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Le forze armate siriane reprimono furiosamente le rivolte. Il governo di al-Assad viene supportato dai miliziani libanesi sciiti di Hezbollah, appoggiati dall’Iran, e dalla Russia. Secondo il Syrian Observatory for Human Rights oggi si contano quasi 250.000 vittime nel conflitto siriano, di cui almeno 17.000 sono bambini.

Liberart Online 20 marzo 2014 – “SIRIA: tre anni di guerra civile” di Federica Iezzi

In Siria il 60% degli ospedali è danneggiato o completamente distrutto. La metà dei medici ha lasciato il Paese. La medicina e gli ospedali diventano improvvisati.

Si amputano arti ai bambini per mancanza di cure alternative. Si muore come negli anni ’20 di morbillo, diarrea o polmonite. Non ci sono antibiotici. Non ci sono anestetici per gli interventi chirurgici.

I pochi medici rimasti, lavorano in scantinati bui. Possono solo centellinare farmaci dalle loro irrisorie scorte. A volte li ottengono dopo lunghe contrattazioni e scendendo a vili compromessi con soldati del governo di Damasco.

Sono passati tre anni dall’inizio del conflitto e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha smesso di contare le vittime. Le stime parlano di più di 150.000 morti. 600.000 feriti.

Frontiere News 30 maggio 2014 – “SIRIA, senza cibo e senza medicine nelle città assediate” – di Federica Iezzi

Decine di migliaia di siriani sono nient’altro che ostaggi stretti tra l’esercito siriano, che impedisce a chiunque di entrare e uscire, e i gruppi islamici più integralisti, che hanno fatto di aree come Yarmouk, Jaramana, Hajar al-Aswad, sobborghi della periferia sud di Damasco, la loro roccaforte.

Nena News Agency 11 giugno 2014 – “ALEPPO, civili senza scampo tra le parti in lotta” – di Federica Iezzi

Secondo i recenti report dell’ONU, nella Siria in preda alla guerra civile ci sono almeno 250.000 persone che si trovano in zone difficilmente raggiungibili dall’assistenza umanitaria e che sono quindi a rischio fame.

Nena News Agency 14 giugno 2014 – “SIRIA. Ad uccidere è anche la fame” – di Federica Iezzi

Secondo i recenti dati pubblicati dalle agenzie delle Nazioni Unite UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East) e UNDP (United Nations Development Programme) e secondo il Syrian Centre for Policy Research, 61 dei 91 ospedali siriani sono stati gravemente danneggiati e quasi la metà, il 45%, sono fuori servizio. Scarseggiano i farmaci salvavita e i pazienti con malattie croniche possono contare solo su un accesso limitato e carente alle strutture sanitarie, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nena News Agency 23 giugno 2014 – “SIRIA. Due ospedali su tre sono distrutti” – di Federica Iezzi

La pratica di arruolare al jihad bambini e ragazzi, di età inferiore ai 14 anni, di trascinarli in prima linea con le armi in spalla, era già stata documentata da Human Rights Watch già nel novembre 2012, in brigate affiliate all’Esercito Siriano Libero nelle città di Daraa e Homs. Ora nell’ultimo rapporto dell’organizzazione  a tutela dei diritti umani, pubblicato il 23 giugno, si documenta come i gruppi jihadisti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, l’Esercito Siriano Libero, il Fronte Jabhat al-Nusra, i gruppi armati di Yekîneyên Parastina Gel e le forze di polizia curde di Asayish,  reclutino sistematicamente ragazzi sopra i 15 anni, addestrandoli all’uso delle armi. Anche i bambini sotto i 14 anni vengono impiegati in ruoli di supporto, come tenere posti di blocco, spiare, occuparsi dei feriti o portare munizioni al fronte. Daraa, Aleppo, Damasco e il governatorato di Idlib sono le aree maggiormente coinvolte. La mancanza della vita scolastica è una delle motivazioni per cui i ragazzini si avvicinano agli oppositori di Assad.

Nena News Agency 26 giugno 2014 – “SIRIA. Human Rights Watch: gruppi ribelli reclutano bambini” – di Federica Iezzi

Dagli ultimi report del Syrian Network for Human Rights, sono stati documentati un milione e centomila feriti dal marzo 2011, data di inizio del conflitto siriano. Il 45% sono bambini. 120.000 persone sono costrette a vivere con una disabilità permanente e con complicanze dovute all’amputazione di arti.

Il numero di morti è salito a 133.586, di cui 15.149 bambini. La maggior parte delle morti e dei ferimenti sono stati causati da ordigni esplosivi improvvisati e ordigni inesplosi.

Nena News Agency 08 luglio 2014 – “SIRIA, il dramma dei milioni di feriti” – di Federica Iezzi

Standard