TURCHIA. Cizre, una vita sotto assedio

Nena News Agency – 30 gennaio 2016

Ospedali al collasso, telecomunicazioni bloccate, scuole trasformate in caserme militari turche: la campagna anti-curda di Ankara sta soffocando i civili 

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di Federica Iezzi

Cizre (Turchia), 30 gennaio 2016, Nena News – Carri armati turchi continuano assidui bombardamenti sulla città sud-orientale di Cizre e il quartiere di Sur, a Diyarbakir, contro il braccio armato del Partito dei Lavoratori del Kurdistan.

I particolari sull’assedio da parte della stampa turca sono scarsi, mentre restano quasi interamente inosservate a livello internazionale le effettive condizioni delle popolazioni curde a Cizre, nella provincia di Şirnak, e nel distretto di Sur, punto di contatto tra Turchia, Siria e Iraq. Il primo ministro turco, Ahmet Davutoğlu descrive gli scontri tra esercito governativo e PKK come ‘una lotta contro il terrorismo’. Per l’opposizione turca gli scontri invece sarebbero parte integrante di una campagna più ampia per diminuire sostegno ai partiti politici curdi e tagliare il vigore dei partiti filocurdi in parlamento.

Limitati ragguagli provengono da fonti curde: almeno 711 combattenti curdi e 170 civili, tra cui 39 bambini, sono stati uccisi da fine luglio nelle città di Cizre, Silopi e Sur; più di 140 feriti nell’ultimo mese; centinaia gli abitanti fuggiti dall’area di Diyarbakir. Una cintura di carri armati segna il perimetro della città di Cizre e i giorni di coprifuoco, sono saliti a 150, cresciuti di intensità e frequenza ormai dalla scorsa estate. Ad oggi sono 19 le città con coprifuoco.

Secondo quanto dichiarato da Amnesty International in un rapporto recente, le lunghe settimane di coprifuoco continuano a mettere in pericolo le vite di più di 200.000 persone, rimaste senza elettricità, con carenza di acqua e con difficoltà ad accedere a cibo e cure mediche. Instabili le linee telefoniche mobili. L’escalation si è avuta a dicembre con poca o nessuna interruzione del coprifuoco a Cizre, Nusaybin, Sur e Silopi. Secondo le autorità turche è ‘finalizzato a proteggere i civili in mezzo a scontri quasi quotidiani’. Ma sono stati distrutti decine di edifici storici, scuole e centri sociali dai 10.000 soldati turchi e carri armati introdotti per rafforzare il corpo di polizia.

“La mia scuola elementare nel quartiere di Yafes a Cizre è stata presa di mira da bombe molotov”, ci racconta un’anziana insegnante curda. I violenti combattimenti hanno lasciato nelle città cartucce di kalashnikov, rifiuti per le strade, avvilenti buchi sulle pareti delle case. Tra trincee e barricate, gli abitanti hanno seppellito decine di vittime che giacevano esangui sulle strade.

Mentre l’assedio militare e gli attacchi nel Kurdistan turco si intensificano, la popolazione turca affronta una nuova ondata di repressione, dagli arresti arbitrari, violenze, punizioni collettive, pressioni politiche e sociali, alle sparizioni forzate. I curdi costituiscono circa un quinto della popolazione della Turchia.

I giovani combattenti del PKK con l’aiuto dei residenti delle città assediate hanno costruito muri di sabbia all’ingresso di ogni quartiere, lungo le strade, lenzuola sono stese a protezione dai colpi dei cecchini, appostati sui tetti dei più alti edifici. Strade in frantumi assomigliano sempre di più a città devastate dalla guerra.

Con l’accesso all’ospedale della città di Cizre tagliato fuori, anche le lesioni più banali si trasformano facilmente in fatali. Ogni strada per e da Cizre è stata bloccata dalle forze di sicurezza turche. Non solo i civili non hanno il permesso di entrare e uscire dalla città, ma hanno l’obbligo di non stazionare sui loro balconi e non sedersi davanti alle finestre delle proprie case. Nei negozi, distrutti dopo giorni di assedio, le scorte di cibo sono scarse, in particolare mancano latte e pane.

“Per mesi, le forze armate turche hanno utilizzato gli ospedali e le scuole come quartieri militari”, ci dice Arif, arrestato durante una manifestazione lungo le strade di Sur e rilasciato dopo insulti e maltrattamenti. Continua “Dietro la definizione geografica di Kurdistan si nasconde uno dei luoghi più ricchi di petrolio al mondo”. Nena News

Nena News Agency 30.01.2016 “TURCHIA. Cizre, una vita sotto assedio” di Federica Iezzi

 

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