Piazza Tienanmen: 25 anni fa

 

Pechino (Cina) Nella mattinata del 5 giugno di 25 anni fa a piazza Tienanmen nasce il simbolo della rivolta del 1989.
Uno studente di 19 anni, da solo e completamente disarmato, conosciuto in Cina come Wang Weilin, si schiera davanti a una colonna di carri armati per fermarli.
Nella grande avenue di Chang’an, vicinissima a piazza Tienanmen e lungo la strada verso la città proibita di Pechino, l’esercito cinese avanzava da ogni lato. Sulla piazza c’erano già i primi morti e feriti.
Dopo la morte del rivoluzionario proletario Hu Yaobang, nel mese di aprile del 1989, 50.000 studenti delle università pechinesi, guidarono i cortei di proteste per reclamare un cambiamento democratico: libertà e riforme, salari più equi e condizioni di vita migliori, denunce contro la corruzione del potere.
Le proteste nacquero dal cordoglio per il decesso della figura di Hu, popolare tra i riformisti, e s’intensificò per la distorsione della natura delle azioni di studenti, intellettuali e lavoratori, dopo i primi barbari scontri con la polizia.
Il riformista Zhao Ziyang, segretario generale del Partito, dopo sedici anni di arresti domiciliari, si oppose ad una repressione violenta della manifestazione. Favorevoli alla linea coercitiva erano invece Deng Xiaoping, duro esponente del Partito Comunista Cinese, e Li Peng, primo ministro della Repubblica Popolare Cinese, accusando gli studenti di complottare contro lo stato.

A metà maggio migliaia di studenti occupano piazza Tienanmen e iniziano uno sciopero della fame.
Nella notte tra il 3 e il 4 giugno, l’Esercito Popolare di Liberazione iniziò a muoversi dalla periferia verso piazza Tienanmen a Pechino e nonostante la resistenza pacifica degli studenti, la parata di carri armati aprì il fuoco causando centinaia di vittime. La risposta a studenti e lavoratori cinesi fu una violenta repressione militare. Le stime parlano di circa 12.000 vittime, tra morti e feriti.
Piazza Tienanmen, fu il teatro delle manifestazioni democratiche di quell’anno. Ma i massacri peggiori avvennero sulle vie Fuyou e Chang’an e nelle aree di Fuxingmen e Muxidi a Pechino. Piazza Tienanmen ha un potente significato simbolico, è da sempre controllata da un massiccio schieramento di polizia, per la vicinanza di Zhongnanhai, il centro residenziale dove vivono gran parte dei dirigenti del Partito Comunista. Pochi morirono nel perimetro magico della piazza.
Per la prima volta trapela uno scorcio della realtà cinese. Un’informazione esce da un regime che ha da secoli trovato, nel silenzio e nell’ossessivo controllo, la propria forza: la debolezza di un uomo, nella sua stanca quotidianità, dopo proteste senza risposte e sciopero della fame, contro la forza di un carro armato.

 

LiberArt “Piazza Tienanmen: 25 anni fa” – di Federica Iezzi

 

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