SOMALIA. Autobomba a Mogadiscio: 35 morti

Nena News Agency 20/02/2017

L’attentato di ieri – il primo da quando è stato eletto il neo presidente Abdullahi Mohammed – è avvenuto nel quartiere Wadajir. Nessun gruppo ha finora rivendicato l’attacco, ma i jihadisti di al-Shabab sono i maggiori indiziati

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Mogadiscio (Somalia) – Kaawo Godeey market

di Federica Iezzi

Mogadiscio (Somalia), 20 febbraio 2017, Nena News – Gli ultimi dati parlano di almeno 35 morti e il numero di feriti continua a salire a causa dell’esplosione di un’autobomba nella capitale somala, Mogadiscio. La violenta deflagrazione è avvenuta nel sud del quartiere Wadajir, nel Kaawo-Godeey market, riporta il funzionario di polizia, il capitano Mohamed Hussein. Rimangono brandelli di decine di negozi e bancarelle.

Appena dopo l’al-Dhuhr, la preghiera islamica di mezzogiorno, la vettura è esplosa nei pressi di un importante incrocio, punto di ritrovo di soldati, membri delle forze di sicurezza, civili e operatori commerciali. I primi feriti sono stati trasportati al Medina Hospital nell’omonimo quartiere. Almeno 30 di loro sono stati trattati per lesioni critiche. Tra le vittime anche donne e bambini.

Quello di ieri è il primo attacco nella capitale dall’elezione del neo presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, avvenuta poco più di una settimana fa. Il prezzo della strada rocciosa della Somalia verso la democrazia. Solo poche ore prima delle ultime elezioni, un attacco terroristico condotto dai militanti di al-Shabab, collegati ad al-Qaeda, ha provocato morti e feriti nell’International Village Hotel, nella città portuale di Bosasso, nella regione autonoma del Puntland.

Al momento nessun gruppo sembra aver rivendicato la responsabilità dell’esplosione al mercato di Kaawo-Godeey, anche se i militanti jihadisti di al-Shabab rimagono i maggiori indiziati. Il gruppo ha promesso di combattere il governo somalo, con il suo Ministero degli Esteri, perchè ritenuto uno Stato apostata. Il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed ha immediatamente condannato il feroce attacco.

Nonostante il costante lavoro delle truppe di pace dell’Unione Africana, dispiegate nel Paese dal 2007, i militanti di al-Shabab impongono la loro autorità in alcune zone rurali. Solo due giorni fa un ordigno esplosivo ha ucciso due persone e ne ha ferite altre nella città di Beledweyne, a nord di Mogadiscio. Nena News

Nena News Agency “SOMALIA. Autobomba a Mogadiscio: 35 morti” di Federica Iezzi

Radio Onda d’Urto – SOMALIA. Intervista Federica Iezzi

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La Somalia dimenticata, in piena crisi politica ed umanitaria

Nena News Agency – 11 maggio 2014

In costante ritardo la catena di aiuti umanitari in Somalia, dovuta alle difficoltà di accesso in alcune aree del Paese e agli scarsi fondi messi a disposizione dai donatori

 

SOMALIA

 

di Federica Iezzi

Mogadiscio (Somalia), 11 maggio 2014, Nena News – Nella Somalia esposta agli attentati di al-Shabaab, l’organizzazione fondamentalista collegata ad Al-Qaeda, che controlla l’area centro-meridionale del Paese e che destabilizza l’intero territorio dello Stato, si frantumano anche gli aiuti umanitari. Gran parte della popolazione somala convive quotidianamente con denutrizione, malattie e infezioni, il tutto gravate da duri cicli di siccità e carestie.

Il corridoio umanitario nella terra di Afghoy, costruito sulle rovine della strada nazionale che collegava Mogadiscio a Baidoia, e i gremiti campi profughi di Mogadiscio, non sono bastati a scongiurare nei due precedenti decenni, emergenze umanitarie di singolari proporzioni. La carestia, causata dalla guerra tra fazioni nel 1992, ha provocato la morte di oltre 220 mila persone. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite quasi 260 mila somali sono morti di fame durante la crisi umanitaria che ha sconvolto il Paese nel biennio 2010-2012.

Oggi come vent’anni fa la guerra civile demolisce il Paese. Le città appaiono come una guarnigione misera e trascurata. Lungo le strade decine di posti di blocco a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, sprofondano nella gretta desolazione. Campi abbandonati all’incuria e alla desertificazione. I villaggi sopravvivono a stento non potendo più contare nemmeno sui raccolti agricoli. Ogni giorno scontri a fuoco e attentati falliti.

Data la dispersione su tutto il territorio di una popolazione prevalentemente nomade e seminomade, la Somalia non è mai stata preda di un governo centrale. Questo delicato equilibrio fu alterato dall’imposizione del dominio coloniale, di un sistema di egemonie tribali.Il Paese continuò negli anni a rimanere ostaggio delle fazioni armate, nonostante tregue e tardivi interventi ONU (missioni UNOSOM I e UNOSOM II) e degli Stati Uniti (operazione Restore Hope), dagli esiti manifestamente fallimentari.

Oggi come vent’anni fa, nel Corno d’Africa imperversano siccità e carestie stagionali, giudicate normali dagli esperti. Il numero delle vittime, incalcolabile. I profughi, decine e decine di migliaia: verso il campo di Dadaab nel nord-est del territorio keniano, che ospita ormai più di 450.000 rifugiati, e verso il sud dell’Etiopia. Come vent’anni fa, sono continui i ritardi negli aiuti umanitari, dovuti alle difficoltà di accesso in alcune aree del Paese e agli scarsi fondi messi a disposizione dai donatori.

Attualmente circa 3 milioni di persone necessitano per sopravvivere di immediati aiuti umanitari. Sono poche le possibilità di trovare un’assistenza sanitaria di qualità, per l’inabilità di trasportare medicine, come cibo, nelle aree controllate militarmente dalle milizie estremiste islamiche. Le autorità sanitarie somale, con la collaborazione di UNICEF, OMS e Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, ha presentato un programma, che si concluderà nel 2016, per il miglioramento dell’assistenza sanitaria di base. Progetto da 8 milioni di dollari.

Per il ritardo della stagione delle piogge, per l’aumento dei prezzi sugli alimenti e per la persistente insicurezza nel Paese, più di 800.000 persone rischiano i danni di una incalzante carestia. La FAO risponde con un progetto annuale da 12 milioni di dollari che prevede la duratura pianificazione del programma alimentare e il dinamico sostegno alla coltivazione locale. Nena News

 

Nena News Agency “La Somalia dimenticata, in piena crisi politica ed umanitaria” – di Federica Iezzi

 

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