ARABIA SAUDITA. La Mers fa paura ai pellegrini

Nena News Agency – 07 giugno 2014

 

Il governo di Riad ha ridotto il numero di fedeli ammessi a La Mecca per il pellegrinaggio dell’Hajj e alcuni Paesi hanno consigliato di rinviare il viaggio che ha inizio durante il Ramadan (28 giugno-27 luglio) 

 

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di Federica Iezzi

La Mecca (Arabia Saudita), 7 giugno 2014, Nena News –  Il rito del pellegrinaggio a La Mecca da 14 secoli abbraccia i quattro angoli del mondo. Situata nella regione saudita dell’Hegiaz, La Mecca ogni anno accoglie due milioni di musulmani. Il numero di pellegrini, nella città santa dell’Islam prima di Medina e Gerusalemme, è stato ridotto quest’anno dal governo di Riad per la serpeggiante presenza del virus responsabile della Middle East Respiratory Syndrome (MERS). Il principale timore, soprattutto in Arabia Saudita, è che il tradizionale pellegrinaggio dell’Hajj possa scatenare una spirale di infezioni prima che si trovi una cura efficace.

La grande moschea di Masjid al-Haram, potrebbe dunque non vedere tra l’ottavo e il tredicesimo giorno del mese di Dhu l-hijjah, ad ottobre, la solita potente affluenza di fedeli, vestiti con due pezzi di tessuto bianco non cucito. Paesi come Tunisia, Egitto e Iran hanno consigliato ai fedeli di rinviare l’Umrah, il piccolo pellegrinaggio, e l’Hajj, il grande pellegrinaggio annuale, che ha inizio per molti musulmani nel corso del digiuno del mese di Ramadan, quest’anno dal 28 giugno al 27 luglio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato, con dati di laboratorio, 636 casi di MERS e 193 morti legati alla polmonite infettiva che nel 2002 scoppiò in Cina, infettando 8.000 persone e uccidendone quasi 800. La maggior parte dei casi è legata alla penisola arabica, dove attualmente i decessi per MERS sono arrivati a 283. E i casi di contagio sono saliti a 689. Casi confermati in altri Paesi del Medio Oriente, quali Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Emirati Arabi, Yemen e Libano. Casi sporadici in paesi del nord Africa, in Malesia, nelle Filippine, negli Stati Uniti e in alcuni Paesi dell’Unione europea.

Due settimane fa si è tenuto un vertice di emergenza a Ginevra, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla minaccia crescente a livello globale del virus MERS. È stata inviata a Gedda una squadra dell’OMS per studi sulle modalità di trasmissione del virus, in vista del grande pellegrinaggio religioso annuale a La Mecca.

Il cammino verso La Mecca, descritto nella Sura al-Hajj del Sacro Corano, rappresenta il quinto pilastro dell’Islam ed è un atto obbligatorio nella vita di ogni musulmano. Dallo scorso ottobre, inizio del calendario musulmano, il numero di pellegrini dell’Umrah in Arabia Saudita  ha già toccato i 4,8 milioni. Quest’anno, vicino alla sacralità della Ka’bah, i pellegrini si trovano a fronteggiare una serie di precauzioni dettate dalle autorità saudite per ridurre al minimo i contagi. Nena News

 

Nena News Agency “A. SAUDITA. La Mers fa paura ai pellegrini” di Federica Iezzi

 

 

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Il virus MERS fa paura in Medio Oriente

Nena News Agency – 24 aprile 2014

E’ la Sindrome Respiratoria Medio-Orientale da coronavirus. 253 casi nella sola penisola arabica e registrati già i primi 10 casi in Europa 

 

 

di Federica Iezzi

 

Virus MERS

Virus MERS

Roma, 24 aprile 2014, Nena News – C’è confusione e paura in Medio Oriente per la nuova ondata di infezioni dovuta ad un virus della  stessa famiglia di quello della temuta SARS (Sindrome Acuta Respiratoria Grave).  Con oltre 8000 casi di contagio nel 2003, di cui il 9% sfociato in decessi, la SARS è oggi controllata magistralmente grazie al lavoro della rete di medici e ricercatori messi a disposizione  dall’OMS. La variante mediorientale della SARS oggi si chiama MERS (Sindrome Respiratoria Medio-Orientale). L’inedito agente patogeno non ha alcuna relazione con nessun altro coronavirus  identificato prima d’ora ed ha un tasso di mortalità che si avvicina al 50%. Le prime propagazioni, dai contorni poco chiari, si allargarono a macchia d’olio, a partire da Guangdong in Cina, tra il novembre del 2002 e il luglio del 2006, mietendo circa 800 vittime.

Il focolaio epidemico nasce a Jeddah, in Arabia Saudita. Inizialmente è stato maggiormente concentrato nelle regioni orientali della penisola arabica, oggi è diffuso su più aree. Attualmente 253 sono i casi di infezione confermati dai laboratori dell’OMS. 93 i decessi. Solo nell’ultima settimana, si sono contate 49 nuove infezioni. E sono stati registrati anche i primi 10 casi in Europa. L’ultimo in Grecia, 6 giorni fa, in un settantenne, di ritorno da Dubai. La Grecia così si unisce a Regno Unito, Francia e Italia, nella lista di Paesi Europei in cui sono stati registrati casi di MERS. Altri casi in Giordania, in Tunisia, in Malesia e nei territori lambiti dalle acque del Golfo Persico, quali Kuwait, Qatar, Oman.

Il virus della MERS dà sintomi simili a quelli di un comunissimo raffreddore, è invece responsabile di cruente polmoniti virali, che necessitano di periodi di quarantena. Dalla Columbia University arrivò la notizia che i pipistrelli potevano essere il vettore del coronavirus. Dai Paesi Bassi invece l’annuncio che il serbatorio del virus della MERS potrebbero essere i dromedari. Non esistono evidenze di trasmissione intracomunitaria.

L’OMS incoraggia il Medioriente a continuare sorveglianza, misure di prevenzione e controllo delle infezioni respiratorie acute. Il governo dell’Arabia Saudita dice di avere la situazione sotto controllo. Il numero di casi registrati non è ancora tale da poter parlare di epidemia. Nena News

 

Nena News Agency – “Il virus MERS fa paura in Medio Oriente” – di Federica Iezzi

 

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