Ebola. Epidemia fuori controllo in Guinea, Sierra Leone e Liberia

Nena News Agency – 30 giugno 2014

 

Oltre 600 le infezioni dal virus ebola confermate in laboratorio in Africa Occidentale. 390 i decessi, secondo gli ultimi aggiornamenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

 

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di Federica Iezzi

Conakry (Repubblica di Guinea), 1 luglio 2014, Nena News – Il numero di probabili infezioni e il numero di quelle confermate cambia continuamente e rapidamente. Dallo scorso marzo più di 600 casi di ebola e oltre 390 morti sono stati documentati, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra Guinea, Liberia e Sierra Leone. Oggi i Paesi dell’Africa Occidentale maggiormente colpiti dal virus.

In Guinea riportati 396 casi di infezione convalidati in laboratorio, con 280 morti. Gli ultimi tre casi nei distretti meridionali di Gueckedou e Telimele.

In Liberia sono 63 i casi confermati e 41 i decessi. Solo nelle ultime settimane 10 nuovi casi e 8 decessi.

In Sierra Leone, il virus ebola con i suoi primi 16 casi è comparso per la prima volta lo scorso maggio. Oggi il numero di morti è arrivato a 46, tra i 176 casi confermati. Il maggior numero dei quali a Kailahun, nella zona est del Paese, al confine con la Liberia.

Il virus ha iniziato a diffondersi in Guinea Conakry all’inizio del 2014. Nei primi tre mesi dell’anno i casi confermati raggiunsero il numero di 112. 70 i morti. Sembrava che il numero di contagi fosse contenuto, invece il virus dalle zone rurali, ha lentamente fatto il suo ingresso nelle aree urbane. Alla fine dello scorso marzo, ebola ha attraversato i confini della Liberia, raggiungendo Monrovia. E la propagazione ha perso il controllo, per la difficoltà di tracciare i movimenti delle persone potenzialmente contagiate.

Pazienti infetti dal virus sono stati identificati in più di 60 località dei tre Paesi coinvolti e questo rende il lavoro di limitare l’epidemia estremamente dispendioso. A fronteggiare la seconda ondata di infezioni, il lavoro instancabile e continuo di Medici senza Frontiere, a supporto delle autorità sanitarie nei tre Paesi africani. MSF ha curato finora 470 pazienti, di cui 215 casi confermati.

La febbre emorragica è la più temibile conseguenza dell’infezione, che nel 90% dei casi è fatale. La diffusione poco localizzata del virus rende più complesse le operazioni di intervento, sia per trattare i pazienti, sia per limitare e circoscrivere l’epidemia.

Essenziali diventano educare il personale sanitario locale e informare la popolazione sui metodi per non diffondere la malattia. Necessario l’isolamento di persone infette. Secondo il parere degli infettivologi l’epidemia andrà ancora avanti per alcuni mesi.

Di questo tratterà l’incontro organizzato dall’OMS ad Accra in Ghana, nei prossimi 2-3 luglio, in cui parteciperanno i ministri della Sanità di undici Paesi africani e altri rappresentanti.

L’obiettivo della conferenza è lo sviluppo di un piano globale per fermare l’implacabile avanzata del virus. Nena News

 

Nena News Agency – “Ebola. Epidemia fuori controllo in Guinea, Sierra Leone e Liberia” di Federica Iezzi

 

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AFRICA. Torna l’incubo Ebola

Nena News Agency – 12 aprile 2014

Le ultime due vittime del virus registrate in Guinea Conakry. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’epidemia ormai conta 101 vittime nella sola Africa Occidentale

 

 

di Federica Iezzi

 

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Conakry, 12 aprile 2014, Nena News – Crocevia della tratta degli schiavi in Africa Occidentale in passato, oggi in Guinea Conakry si contano le ultime due vittime del virus Ebola. L’attenzione mediatica si è appoggiata sull’ignoto Stato africano, da un lato affacciato sul grande deserto e dall’altro sull’oceano, dalla metà di marzo. Una delle più violente epidemie di Ebola degli ultimi anni ha minacciato la popolazione guineana e i confinanti territori. Dai recenti ragguagli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, più di un centinaio sarebbero i morti fino ad oggi nella sola Guinea, i casi compatibili con l’infezione sono invece 158. Casi accertati anche in Liberia, altre decine di contagi che tendono ad aumentare. Casi denunciati e sospetti in Ghana, Sierra Leone, Senegal e Mali.

L’epidemia sembra essere partita a Sud del fiume Niger. Si tratta del ceppo “Zaïre ebolavirus”, uno dei più devastanti. Le modalità di contagio sono facilitate visti i continui e massivi spostamenti tra zone rurali e grandi città.

Tra Conakry e la zona Sud-Est del Paese, la Croce Rossa Internazionale con l’aiuto di organizzazioni non governative, prima fra tutte Medici Senza Frontiere, continua la lunga campagna per contrastare la diffusione del virus Ebola in questo pezzo di Africa Occidentale. La popolazione dei villaggi del Sud del Paese rimane scarsamente informata. Nessun dato sull’esatta situazione ufficiale del Paese. Timori infondati, voci diffuse rapidamente ed equivoci pericolosi sono il rischioso scenario che potrebbe aleggiare sulle popolazioni della “Guinea delle foreste”.

La febbre emorragica causata dall’Ebola è considerata mortale anche fino al 90% dei casi, per alcuni ceppi. Non esiste nessuna cura, né un vaccino specifico. Reparti di isolamento e la mera cura dei sintomi, quali febbre violenta, mal di testa, dolori muscolari, vomito e diarrea, sono ad oggi tutte le armi che si hanno in mano contro questo virus. Per cui, determinante diventa rintracciare i malati e coloro che hanno avuto contatti con il virus. Secondo l’OMS, le fasi di contenimento dell’epidemia potrebbero proseguire ancora per 3-4 mesi.

Da qualche giorno sono stati allertati alcuni tra gli aeroporti europei, principali scali delle capitali africane e avviati meticolosi controlli sanitari sui viaggiatori provenienti dai Paesi dove l’epidemia è in atto. Nena News

 

Nena News Agency “AFRICA. Torna l’incubo Ebola” – di Federica Iezzi

 

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