La tempestosa danza dei dervishi

Tariqa

Tariqa

 

Khartoum (Sudan) Le case sono in roccia corallina e fango, le strade in terra battuta percorse da uomini e donne con le tradizionali jellabiya, lunghe tuniche bianche che coprono anche i piedi.
E’ proprio a Khartoum che il Nilo Bianco si fonde con il Nilo Azzurro dando vita al fiume Nilo solcato dalle doa, tipiche imbarcazioni arabe a vela triangolare.
Questo paesaggio ospita ogni venerdì, un’ora prima del tramonto, attorno alle grandi moschee cittadine, mentre l’Imam si prepara alla recita della ṣalāt al-maghrib, le danze rituali dei darwīsh.

Gli enormi spazi davanti alle moschee si riempiono di bancarelle che esibiscono: spezie, tè aromatizzato al cardamomo, ciambelle e fritti.
I dervishi sono asceti che vivono in mistica povertà in confraternite islamiche (turuq) che, per il loro cammino di salvezza, sono chiamati a distaccarsi dalle passioni mondane e dai beni e dalle lusinghe del mondo.
Le Confraternite islamiche (arabo: ﻃﺮﻴﻘـة, ṭarīqa, pl. ṭuruq) sono un tardo fenomeno del sufismo che sotto la guida di un Maestro, imparavano a percorrere la Via mistica per giungere ad una diretta conoscenza di Dio.
La cerimonia inizia con l’espressione di parole di graditudine verso il profeta Mohammed.
Dopo un lungo periodo di meditazione, i dervishi si alzano, si muovono lentamente lungo un immaginario cerchio.
I loro occhi guardano senza vedere. Incenso e fumo riempiono l’aria.
Continua con la dhikr, invocazioni ritmate ad Allah, prosegue con una celere roteazione dei corpi, che sembrano disegnare un grosso cerchio nella sabbia trasportata dal vento del Sahara.
Musica di tamburi e canti religiosi ossessionanti, danze vorticose, profumo penetrante di incenso: tutto il corpo ne viene coinvolto per cercare di raggiungere l’estasi mistica.

Ecco allora manifestarsi un tipico rituale con vesti verdi e rosse, con perle intorno al collo, con la testa reclinata sulla spalla, con gli occhi socchiusi, con l’energica rotazione su se stessi, accompagnate da vertigini mistiche.
Nel mondo islamico, il movimento ripetitivo, la rotazione dal centro verso l’esterno rivestono la completa armonia con il movimento cosmico.
Il rito continua con la condivisione del cibo e si trasforma in evento sociale e comunitario.
Al termine della cerimonia, poco prima del tramonto, i danzatori, spossati dal volteggiare, passeggiano intorno alla platea con in mano incenso fumante, delineando una sorta di benedizione ai fedeli.

 

LiberArt “La tempestosa danza dei dervishi” – di Federica Iezzi

 

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