The Lancet. In Turchia campagna di terrore contro medici e accademici

Nena News Agency – 07/08/2017

Una campagna di terrore e punizione è stata scatenata dal regime di Erdogan contro migliaia di professionisti della sanità e contro gli universitari turchi, denuncia la prestigiosa rivista scientifica britannica

CNN turkey-protests

di Federica Iezzi

Roma, 7 agosto 2017, Nena News – Ad essere oggetto nell’ultima campagna di informazione dell’autorevole rivista scientifica inglese ‘The Lancet’, questa volta sono 207 tra professionisti della sanità, accademici e ricercatori e 25 organizzazioni sanitarie e dei diritti umani nella Turchia di Erdogan. Tra supplementi, edizioni specialistiche e scambi di opinioni internazionali sull’avanguardia del mondo dei camici bianchi, spicca la descrizione della campagna di terrore e punizione contro migliaia di professionisti della sanità e contro gli universitari turchi.

Dopo il tentativo di colpo di stato dello scorso luglio, il governo turco ha imposto nuove e dure misure di sicurezza, che sembrano essere state create per minare la libertà civile e la democrazia. Il licenziamento improvviso e immotivato di decine di migliaia di funzionari pubblici è stato il diretto risvolto.

Come parte di questa crisi, 463 accademici sono stati licenziati arbitrariamente. Tra questi, rileva la rivista medica, 11 sono stati sospesi di recente dal proprio lavoro, azione che precede spesso il licenziamento. Vietati i viaggi fuori dal Paese. Annullati i passaporti. Diffamazione, minacce, atti intimidatori hanno perseguitato questi professionisti. Tra quelli precedentemente licenziati e recentemente sospesi sono numerosi i medici universitari dalla rispettabile reputazione internazionale.

A questo quadro si aggiungono le decine di organizzazioni non governative internazionali sanitarie, verso cui si continuano ad impedire attività in Turchia. L’attacco dello Stato turco alla libertà accademica e alla libertà di parola è parte di un più ampio attacco alla democrazia già dettagliatamente raccontato da Amnesty International.

Tutto inizia quando all’inizio dello scorso anno, più di 2000 rappresentanti universitari e della cultura turca aderiscono alla campagna ‘Academics for Peace’, che chiedeva l’avvio di colloqui di pace tra il governo turco e le organizzazioni curde, e la presenza di osservatori internazionali nelle aree di conflitto.

L’operazione di pulizia ha visto il licenziamento da allora di almeno 5000 autorità universitarie.

Il Turkish Higher Education Council e il Scientific and Technological Research Council of Turkey, istituzioni ufficiali della scienza turca, sono oggi amministrati da fedeli sostenitori di Erdogan. Le due dirette conseguenza della campagna di terrore instaurata dalla “democratica” Turchia, ombreggiano pericolose.

La prima, spiega ‘The Lancet’, è che l’adozione di leggi e politiche che penalizzano la fornitura di cure mediche a persone che ‘sfidano’ autorità statali, come i manifestanti politici, impediscono di fatto agli operatori sanitari di fornire servizi, a causa della paura di incorrere in un eventuale processo penale. La seconda è che la sanzione legata a questo tipo di politica, scoraggia la popolazione a cercare servizi sanitari, a causa della paura di essere sospettati nel coinvolgimento di proteste.

Esempio calzante è la famosa rivolta del 2013 al Gezi Park. Il regime di Erdogan, contro cui i dissensi erano rivolti, ha obbligatoriamente richiesto al personale medico di segnalare i nomi dei manifestanti feriti e dello stesso staff sanitario, dati successivamente utilizzati per arrestare arbitrariamente i manifestanti e i medici di emergenza.

La protesta su ‘The Lancet’ segue, a distanza di anni, una simile iniziativa presa da un’altra tra le più accreditate riviste del mondo scientifico, il ‘British Medical Journal’, che nel 2013 si opponeva fortemente alle violazioni della neutralità medica in Turchia. Nena News

Nena News Agency “The Lancet. In Turchia campagna di terrore contro medici e accademici” di Federica Iezzi

The Lancet “Defending academic and medical independence in Turkey”

British Medical Journal “Attacks on medical personnel in Turkey”

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