ALGERIA. L’indistruttibile lotta tra berberi e arabi beduini

Nena News Agency – 17 febbraio 2015

A Ghardaia, città a 600 chilometri a sud di Algeri, non si è mai fermato il conflitto tribale fra  i Mozabiti e i Chambaa. Oggi il nuovo acuirsi degli antichi dissapori delle due comunità si fonde con i jihadisti di al-Qaeda e l’incubo ISIS

Algerian-women-Getty-images

di Federica Iezzi

Algeri, 17 febbraio 2015, Nena News – A Ghardaia, a sud del paese maghrebino, si sono riaccesi i perpetui scontri tra le due antiche comunità di Mozabiti, berberi musulmani, e Chaamba, arabi sunniti beduini. La storia di rivalità tra i due gruppi risale agli anni ’60,  quando il governo algerino ha permesso e incoraggiato la popolazione beduina a stabilirsi nella città algerina di Ghardaia, sul bordo settentrionale del Sahara. Da allora i due gruppi etnici si sono spesso scontrati su proprietà, abitazioni, terra e opportunità di lavoro.

Nel 2008 le due parti firmarono un accordo di pace, a seguito di una iniziativa del governo, ma le tensioni non si sono mai allontanate. Il governo algerino ha fatto diversi tentativi per riconciliare le due tribù rivali. Lo scorso anno l’ufficio del primo ministro Abdelmalek Sellal ha annunciato una serie di misure per allentare le tensioni, tra cui la costruzione di 30.000 case per migliorare lo sviluppo locale e la concessione di 107 milioni di dollari per sostenere l’agricoltura nella zona. Sellal ha guidato un processo di riconciliazione, senza alcun risultato.

Il fallimento da parte dei leader politici di risolvere il conflitto ha spinto molti residenti a perdere fiducia nel processo di dialogo in corso. Per molti la politica dell’attuale governo è volta a non avere una maggioranza mozabita in città.

Decenni fa popolazioni arabe, provenienti da regioni periferiche dell’Algeria, hanno occupato Ghardaia. Oggi solo il 10% di una popolazione totale che conta 600.000 abitanti, nelle zone di Ghardaia, Beni-Isguen, El-Ateuf e Guerrara, è rappresentato da mozabiti. Fino all’indipendenza dalla Francia, nelle province algerine del sud, i mozabiti costituivano la maggioranza assoluta, forte politicamente, socialmente ed economicamente. 

Oggi dai due gruppi sono stati presi di mira di nuovo locali, veicoli, edifici residenziali e commerciali. Bottiglie molotov, coltelli e pietre: le armi. Secondo le autorità provinciali, attacchi, saccheggi e incendi dolosi hanno segnato le ultime settimane. Due agenti di polizia sono stati gravemente feriti. Tre residenti anziani sono morti di inalazione di gas lacrimogeni lo scorso gennaio durante la rituale lotta tra bande rivali di studenti delle scuole superiori delle due comunità.

Circa 10.000 poliziotti sono stati dispiegati nella città di Ghardaia, per la maggiorparte nel quartiere  mozabita particolarmente colpito di Bab Lehteb. Tutto questo, in un clima in cui la minaccia terroristica di al-Qaeda nel Maghreb islamico è alle porte. La furia delle due comunità ha danneggiato palmeti, città fortificate risalenti al IX secolo, castelli e quartieri storici della città. Siti dal 1982 nella nobile lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Storicamente, gli scontri settari feroci dei due gruppi sono stati guidati dall’incapacità dello Stato algerino di affrontare le vere cause del conflitto. Incluse tutte le misure per contribuire a dissipare il senso di risentimento provato dalla minoranza mozabita. Nonostante le promesse dell’attuale presidente Abdelaziz Bouteflika, già nel 2011 di riformare il sistema e, nonostante le nuove leggi politiche e sociali, il regime algerino non ha apparentemente fatto alcun reale progresso per quanto riguarda la tutela dei diritti umani negli scontri tra le due tribù. Nena News

Nena News Agency “ALGERIA. L’indistruttibile lotta tra berberi e arabi beduini” – di Federica Iezzi

 

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