Zimbabwe. Le coltivazioni forzate

Nena News Agency – 06 febbraio 2015

Il governo di Harare accusato di violazione dei diritti umani per il trasferimento forzato delle vittime dell’inondazione di un anno fa, costrette a stabilirsi su terreni destinati alle piantagioni di canna da zucchero. Agli sfollati non è stata data altra alternativa che coltivare  secondo le disposizioni degli uomini di Mugabe

 

Zimbabwe - Chingwizi transit camp

Zimbabwe – Chingwizi transit camp

di Federica Iezzi

Harare (Zimbabwe), 6 febbraio 2015, Nena News – Secondo l’ultimo rapporto di Human Rights Watch, il governo dello Zimbabwe avrebbe limitato deliberatamente gli aiuti umanitari durante l’inondazione dell’inizio del 2014. L’obiettivo sarebbe stato quello di costringere le 20.000 vittime del disastro ambientale a reinsediarsi in terreni dove il governo del Paese sudafricano prevedeva di stabilire piantagioni di canna da zucchero.

Nel febbraio 2014, dopo pesanti piogge, nel bacino di Tokwe-Mukorsi, nella regione di Masvingo, nello Zimbabwe sudorientale, una catastrofica alluvione costrinse l’esercito del Paese a trasferire circa 3.300 famiglie nel campo delle Nazioni Unite di Chingwizi. Dichiarato immediatamente lo stato di disastro nazionale dall’attuale presidente Robert Mugabe. Il governo zimbabwiano chiuse il campo nel mese di agosto, nel tentativo di trasferire in modo permanente tutte le famiglie a Bongo e Nyoni, nell’area di Nuanetsi, dove a ciascuna famiglia fu assegnato un ettaro di terreno da coltivare.

Il Ministro degli affari provinciali di Masvingo, Kudakwashe Bhasikiti, legato al partito di governo ZANU-PF, impose alle famiglie la sola coltivazione di canna da zucchero, per un progetto stabilito dettagliatamente nei piani di Mugabe. Coloro che non seguirono le disposizioni, rimasero senza mezzi di sostentamento e vennero etichettati come “nemici dello Stato”.

La polizia antisommossa ha indiscriminatamente picchiato e arrestato 300 persone durante manifestazioni. L’esercito di Mugabe ha utilizzato la violenza e l’intimidazione per sedare le proteste, e limitato la distribuzione di cibo, servizi sanitari e accesso all’istruzione a coloro che si rifiutavano di accettare i piani di reinsediamento governativi. L’assistenza alimentare era garantita alle sole famiglie reinsediate a Nuanetsi.

Oggi, un anno dopo il disastro, le famiglie di Nuanetsi sono ancora interamente dipendenti dagli aiuti umanitari. Nel settembre 2014 l’ultima derrata di aiuti umanitari dal Programma Alimentare Mondiale. Per raggiungere acqua potabile la gente è costretta a camminare per almeno 20 chilometri. Molti vivono ancora nelle tende. Mugabe ha proibito la costruzione di strutture permanenti in quanto la proprietà del terreno è ancora contesa tra il governo, il Development Trust Fund of Zimbabwe, organizzazione sotto il controllo della Presidenza, e le due società private Nuanetsi Ranch Private Limited e Zimbabwe Bio Energy Limited.

Le accuse al regime di Mugabe sono quelle di abuso e violazione dei diritti umani alle vittime delle inondazioni, costrette a lasciare improvvisamente le loro case e reinsediare terreni per programmi forzati di coltivazione. Il governo dello Zimbabwe ha costretto 20.000 persone ad accettare un pacchetto di reinsediamento che ha fornito lavoro, ad un’irrisoria retribuzione, e ha lasciato le vittime delle inondazioni del tutto indigenti.

I 28 anni del governo di Mugabe non sono stati privi di episodi di violazione dei diritti umani. Amnesty International già nel 2005 denunciò l’Operazione Murambatsvina, che portò alla distruzione di più di 92.000 abitazioni, nelle zone periferiche della città di Harare e dei più grossi centri urbani, occupate dalle baraccopoli. 700.000 persone rimasero senza una casa. Nena News

Nena News Agency “Zimbabwe. Le coltivazioni forzate” – di Federica Iezzi

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...